Torino, LIVE Abate: "I ragazzi sanno quando sbagliano, ma ci mettono professionalità: attaccate me e non loro"
Il Torino nelle prime quattro giornate di campionato ha ottenuto tre punti e dopo la vittoria con la Fiorentina è stato sconfitto dalla Roma lasciando perplessità sul piano del gioco e dell’attenzione dei calciatori in fase difensiva e della determinazione nel cercare di fare gol, pur trovandosi di fronte un’avversaria più forte. Adesso, prima della lunga sosta per gli impegni della Nazionale, i granata sono alla ricerca del pronto riscatto.
L’allenatore del Torino, Ignazio Abate, fra poco in conferenza stampa presenterà la gara con il Bologna, che ha appena cambiato allenatore passando da Tedesco a Palladino.
Il calendario non ha aiutato, ma si aspettava un inizio così complicato? Cosa si aspetta dal Bologna che ha appena cambiato allenatore?
“Mah, ero pronto a tutto. Immaginavo perché quando porti un’idea nuova, un modo nuovo di pensare e cambi tantissimi giocatori indubbiamente ci vuole tempo per assimilare tutto e il percorso si fa per step. Devo dire che i ragazzi stanno assimilando e stanno crescendo. Ma senza ombra in dubbio abbiamo tantissime cose da migliorare, però ogni giorno che passa sono sempre più convinto di questo gruppo per come assimila, reagisce, lavora nel quotidiano e mi trasmette ancora più entusiasmo di quando sono arrivato. Quindi massima fiducia nei ragazzi.
Per quanto riguarda il Bologna, dopo un cambio di allenatore nell'inconscio si cerca sempre di dare qualcosa in più, cambiano le gerarchie interne e gli equilibri. E’ una squadra di grandissima qualità, come lo dimostrano anche i campionati precedenti, soprattutto sugli esperti d'attacco. Quindi sarà una partita molto difficile, molto intensa. Ci metteranno grande intensità, ma così sarà anche per noi: cercheremo di fare una partita intensa e feroce per tornare con un risultato positivo”.
Ha detto che tra le cosa da migliorare e l’evitare di passare in svantaggio, ma oltre agli errori dei singoli c’è anche una questione di approccio alla gara o di mentalità che state cercando?
“No, di approccio alla gara no perché se analizzare le partite abbiamo sempre avuto degli approcci giusti. Sono state sempre gare diverse e se analizziamo le ultime due: a Firenze abbiamo avuto un grande approccio, con la Roma nei primi 15 minuti abbiamo avuto un grandissimo approccio e quindi è un momento nel quale dobbiamo diminuire gli errori individuali. Questo è un dato di fatto, ma la squadra nella sua compattezza per quanto riguarda la fase difensiva sta migliorando sempre di più”.
Ha parlato di errori e di essere più cinici sotto porta, la sua priorità a Bologna è non prendere oppure segnarne uno più del Bologna che basterebbe?
“(Ride, ndr) Hai detto tutto tu, ma sai l’equilibrio sta nel mezzo. Per quanto riguarda la fase difensiva e la voglia di non prendere gol, i ragazzi credo che si stiano comportando bene. Arriviamo da una partita contro una squadra molto forte (la Roma, ndr) che mediamente tira 30-35 volte nella porta degli avversari e credo che li abbiamo limitati molto. Questo è un aspetto molto, molto importante, poi si tende sempre a vedere il bicchiere mezzo vuoto e invece bisogna dare merito anche ai ragazzi. Indubbiamente è un momento nel quale nell'ultima partita non siamo riusciti a fare gol. Le occasioni per segnare le abbiamo avute, specialmente contro le grandi squadre, e anche i ragazzi vorrebbero essere più cinici, però poi l'andamento in un campionato di ogni ragazzo è che vive di alti e bassi. Questo accade specialmente agli attaccanti: ci sono momenti in cui magari la palla gli sbatte addosso e va dentro, speriamo che succeda domani”.
Come stanno i suoi attaccanti?
“In generale stanno tutti bene, ma indubbiamente Zapata è in ritardo di condizione e deve trovare la brillantezza dei giorni migliori non avendo fatto di tiro anche per la sua stazza ci vorrà del tempo. Il Cholito sta bene, l'ho visto carico e motivato. Kulenovic sta bene. Vlasic sta sempre meglio e quindi siamo fiduciosi per domani”.
In questi giorni come ha agito sulle teste dei giocatori per evirare errori che favoriscono le reti degli avversari?
“Mah sinceramente non devo agire su nessuna testa perché i ragazzi sono grandi e vaccinati e sanno quando sbagliano, ma ci mettono sempre grande professionalità nel quotidiano e hanno un grande senso di appartenenza. Ho letto tanto in questi giorni e devo dire che una cosa sono le critiche che sono legittime, un'altra cosa sono gli attacchi ineleganti. Gli attacchi ineleganti sui miei ragazzi in questo momento non li accetto. Non li accetto perché sono ragazzi che ci danno dentro veramente con l'anima e sono i primi che vogliono ottenere risultati nell’immediato e i risultati arriveranno se si continuerà a perseverare. Quando si critica qualcuno bisogna avere un quadro completo della situazione: ci sono ragazzi che sono arrivati qui da 15 giorni e in 15 giorni quando si cambia nazione, città, metodologia e richieste ci vuole anche tempo per assimilare e non è tutto scontato nella vita. Quindi ci sono errori ed errori e ci sono alcuni errori che sono mie richieste se si vuole creare un qualcosa di solido e se si vuole credere in una strada. Indubbiamente la strada è ambiziosa ed è complessa, ma è la strada che mi rappresenta ed è quella di giocare a calcio. All’interno di questo quadro bisogna accettare determinati errori, ma indubbiamente bisogna diminuirli. I giocatori sono i primi che ne sono consapevoli e sanno che bisogna alzare il livello da questo punto di vista perché è un dato di fatto che non si può andare sempre sotto per errori dei singoli, errori anche magari un po' banali. I ragazzi ne sono consapevoli. In questo momento gli attacchi vanno fatti a me, non sui ragazzi”.
Riallacciandomi un po' al discorso dell'attacco, per incrementare la pericolosità sotto porta potrebbe essere utile fin dall’inizio l’utilizzo di due punte, anche se Adams è infortunato, magari alternando al fianco di Simeone Zapata e Kulenovic oppure il Torino risulterebbe troppo sbilanciato in avanti?
“È una possibilità, ma poi bisogna vedere la situazione in ambito totale nel senso che Zapata non sta benissimo dal punto di vista fisico e a disposizione abbiamo praticamente due vere punte di ruolo e quindi bisogna capire se esportarle dall'inizio o magari nel corso della partita”.
Sono passati i suoi primi 100 giorni al Toro, faccia un primo bilancio e ci dica qual è stata la sua più grande soddisfazione e quale invece la maggiore delusione o preoccupazione?
“La più grande soddisfazione è come mi hanno accolto i ragazzi e come hanno accolto la mia idea di gioco, per come li vedo coinvolti e per come ci stiamo legando sempre di più. Questo è l'aspetto più bello. È una squadra che sta creando un'anima. La squadra la vedo coinvolta. Noi venti giorni fa non avremmo fatto un secondo tempo così con la Roma e questo è un dato di fatto che stiamo crescendo. Preoccupazioni? No, sinceramente non ne avevo prima e non ne ho neanche adesso. Sono ben consapevole della strada che abbiamo intrapreso. Ripeto, è difficile ma è la più affascinante. Sono sempre più coinvolto nella realtà quotidiana e sempre più convinto dei miei ragazzi. Vedo che stanno assimilando. Con il fare buone prestazioni e assimilare i concetti poi possiamo fare punti e vincere le partite alzando il livello. Nell'immediato noi giochiamo per fare punti e dobbiamo, da questo punto di vista, migliorare più in fretta”.
I punti sono sempre tre, ma si dice che a volte valgono doppio. Quanto pesa la partita di domani?
“È una partita importantissima come dico sempre e l’ho detto anche ai ragazzi. Prima di una sosta, specialmente così lunga, fare punti permette di lavorare con più leggerezza, più serenità, con più convinzione. Ma me lo auguro sinceramente per i miei ragazzi perché so quanto ci dentro e quanto ci danno dentro nel quotidiano, non mollano un centimetro e meritano una soddisfazione e anche portare a casa una vittoria che li alleggerebbe un po' mentalmente e questo è un aspetto importante, specialmente quando si vuole giocare a calcio”.
Quando tornerà Casadei?
“Sta bene, sta bene. Ha finito il suo percorso dal punto di vista fisico e adesso rientrerà con la squadra e lo si rivedrà in campo dopo la sosta”.
Cosa le ha dato fastidio in questa settimana per farle dire attaccate me e non i giocatori?
“Ho letto delle cose su alcuni ragazzi, degli attacchi un po’ ineleganti, sinceramente. Ho letto cose su Perri che non mi sono piaciute. Sugli errori siamo grandi e vaccinati e ne siamo tutti consapevoli, no? È un dato di fatto che dobbiamo migliorare e lo sa il ragazzo. Lo pretendo io perché sono un martello e quindi pretendo tanto da me stesso e tanto dai miei ragazzi. Però poi le analisi devono essere anche lucide: una cosa è la critica, un’altra cosa sono determinate affermazioni. Secondo me, in questo momento alla quarta giornata non è semplice per un ragazzo che arrivava da venti giorni d’infortunio e che è qui da quindici giorni in un ambiente nuovo, in un campionato nuovo e con richieste nuove e che non ha ancora trovato casa. Io invece è proprio in questi momenti che sto vicino ai miei ragazzi e li abbraccio e non cerco di fuggire da loro perché meritano la mia fiducia e tutta la mia energia. Questo però non riguarda solo me bensì l'ambiente se vogliamo creare tutti insieme qualcosa di bello e qualcosa di duraturo e riuscire ad avere delle soddisfazioni”.
Bragança quando lo manda in campo dà sempre qualcosa in più, è arrivato il momento di vederlo dal primo minuto oppure non ha ancora i 90’?
“Credo che abbiamo fatto una gestione molto molto intelligente perché era un ragazzo che praticamente era fuori prosa e si allenava da solo in Portogallo. A Firenze è entrato bene in un clima, se vi ricordate, con 35-36 gradi e ha fatto mezz'ora di livello. Ha fatto due settimane intense e ha giocato 45 minuti con la Roma. Adesso credo che sia pronto. Poi tra la partita con la Roma e quella col Bologna praticamente avremo solo 5 giorni quindi bisognerà fare anche delle scelte. Ma credo che il ragazzo stia migliorando sempre di più dal punto di vista fisico”.
Gineitis in questo inizio di campionato è apparso in ombra, si aspetta qualche cosa in più da lui?
“Sono d'accordo con te, è un ragazzo che deve mettere in campo prima di tutto le sue caratteristiche. E’ un ragazzo che ha tanto volume, che deve portare energia, deve vincere più duelli individuali per le caratteristiche che ha nelle sue corde. Quindi mi aspetto di più da lui e lui lo sa: può crescere, può fare molto di più però sicuramente è un giocatore importante per noi”.
Cacciamani ha iniziato nelle giovanili da esterno d’attacco, secondo lei potrebbe giocare in una posizione più avanzata per sfruttare le sue capacità di saltare l’uomo oppure lei lo preferisce di più da esterno di centrocampo?
“Dovremmo cambiare molto, dovremmo cambiare modulo (sorride, ndr) e poi non abbiamo tanti esterni d'attacco in rosa. Bisogna trovare l'equilibrio. Per me lui è un ragazzo da 4-4-2 perché dà il meglio di sé nella metà campo offensiva. Però è anche vero che ha bisogno che ha bisogno anche di campo per scatenare tutta la sua potenza dal punto di vista fisico. E’ un ragazzo che è cresciuto tanto nel fare il quinto, ma deve crescere ancora molto in fase difensiva. Però è un ruolo che può ricoprire benissimo. E’ un deputante nella categoria e quindi deve migliorare e fare quello step mentale convincendosi che può incidere ancora di più perché le qualità le ha tutte”.
Ilkhan è arrivato al Torino come centrocampista offensivo e poi si è rilanciato come regista davanti alla difesa, ma secondo lei qual è la sua collocazione ideale in campo?
“Sinceramente lo vedo molto a suo agio quando gioca in una posizione più arretrata. Ha personalità, tempi di gioco, esce fuori dagli schemi con la sua tecnica e con la sua velocità nei primi metri per cui lo vedo sicuramente in un centrocampo”.
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