Torino, costruzione dal basso: ma è davvero il caso di insistere?

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Oggi alle 06:50Notizie
di M. V.

Il problema non è costruire dal basso. Il problema è farlo sempre, anche quando l'avversario ha scelto di venire a prenderti alto e il rischio di commettere un errore diventa evidente. Il Torino continua a insistere sulla costruzione dal basso, ma contro la Roma è arrivata ancora una volta la dimostrazione di quanto questa scelta possa mettere in difficoltà la squadra, soprattutto i portieri.

Il gol dell'1-0 della Roma nasce proprio da una situazione nella quale il Torino prova a uscire giocando, sotto pressione, e finisce per concedere all'avversario una situazione estremamente pericolosa. Un errore che, in una partita del genere, può costare carissimo. E non è la prima volta.

Già nella scorsa stagione il Torino aveva pagato più volte a caro prezzo la volontà di costruire sempre dal basso, soprattutto durante la gestione Baroni. Gli errori in uscita, con gli avversari pronti ad aggredire la prima costruzione, erano diventati una costante e avevano spesso messo i portieri nella condizione di dover giocare palloni complicati sotto pressione.

Costruire dal basso non può diventare un dogma
Il calcio moderno ha portato quasi tutte le squadre a cercare una prima costruzione ragionata. Ma costruire dal basso non significa necessariamente doverlo fare in qualsiasi situazione. Esistono momenti della partita nei quali può essere più utile saltare la prima pressione, cercare direttamente gli attaccanti o utilizzare una soluzione più semplice per allontanare il pallone dalla propria area.

Ed è proprio questo che dovrebbe interrogarsi il Torino: serve davvero continuare a forzare la costruzione dal basso quando l'avversario ha preparato la partita per impedirla?

Non si tratta di chiedere di rinunciare completamente a un principio di gioco. Si tratta di avere un'alternativa. Perché se il portiere diventa sistematicamente il primo giocatore chiamato a risolvere situazioni di pressione estrema, prima o poi l'errore può arrivare. E quando arriva vicino alla propria area, spesso non c'è più modo di rimediare.

Il Torino deve quindi trovare un equilibrio. La qualità del palleggio e l'uscita palla a terra possono essere importanti, ma non possono trasformarsi in un obbligo tattico dal quale non è possibile derogare. Soprattutto contro squadre che scelgono di aggredire alto.

Dopo l'ennesimo gol subito in questo modo, forse vale la pena chiedersi se non sia arrivato il momento di pensare anche a qualcosa di differente. Non per rinnegare la costruzione dal basso, ma per evitare che diventi un limite. Perché quando una soluzione pensata per dare sicurezza finisce invece per mettere in difficoltà il portiere e tutta la squadra, qualche alternativa va necessariamente studiata.