Fortini: "A Torino mi trovo benissimo e quei viaggi con mio padre..."

Fortini: "A Torino mi trovo benissimo e quei viaggi con mio padre..."TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 15:30Notizie
di Federico Danesi
fonte Torino Fc Youtube
L'esterno granata si confessa partendo dal passato e arrivando al presente: le sue ambizioni sono anche quelle del Toro

Per conoscere meglio Niccolò Fortini, ecco alcune delle risposte più interessanti che l'esterno granata ha affidato al canale Youtube del Torino nella rubrica 'One to One'. A cominciare da quello che pensa della squadra: "Mi sto trovando benissimo. Il gruppo mi ha accolto in modo straordinario, sono tutti ragazzi eccezionali e sono veramente contento di farne parte. Siamo una squadra giovane, siamo una squadra che ha tanta voglia di imparare e di lottare. Ogni giorno ci alleniamo sempre a 2000 e sono veramente contento di stare con loro tutti i giorni". 

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Con Comuzzo che l'ha preceduto è stato tutto più facile: "Penso sia il mio miglior amico nel mondo del calcio. Ci sentivamo spessissimo durante l’estate, siamo anche stati in Nazionale insieme all’ultimo raduno e ovviamente quando c’è stata l’occasione di rigiocare insieme siamo stati tutti e due super felici. Io gli chiedevo come si stava, com’era il gruppo e lui mi ha sempre parlato benissimo della società e della squadra, è stato sicuramente un fattore che ha influito molto sulla mia decisione”. 

E ora con chi ha legato?  “Penso a Lapo Siviero e poi tralasciando Ale Cacciamani, Comuzzo e Mascardi che conoscevo già, anche Biraghi. Gaetano Oristanio è stato quello con cui ho avuto un rapporto più intenso e poi anche con Nikola Vlasic che mi ha dato una mano fin da subito ad ambientarmi con il mister e con la squadra”. 

Come Abate e Cacciamani anche lui è passato dalla Juve Stabia: "Un’esperienza bellissima e sinceramente non me lo sarei mai aspettato. All’inizio ero un po’ titubante, perché avevo 18 anni e avevo giocato solo un anno in Primavera, comunque era un bel salto. Poi Castellammare comunque non era proprio vicino a casa, però ho avuto la fortuna di trovare una squadra veramente fantastica. Abbiamo fatto anche una gran bella stagione, siamo arrivati ai play-off e questo ci ha aiutato molto, la ricorderò per sempre come forse l’esperienza più bella della mia vita”. 

E ritrrovare Mandragora a Torino? “Rolly sicuramente ci dà una grandissima mano, sono contentissimo che si sia unito a noi, perché anche quando era a Firenze era la persona che mi aiutava più di tutti in quegli anni e sicuramente è un grandissimo giocatore che ci darà una grande mano”.

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Ma quale tipo di giocatore si considera? “Sicuramente mi piace molto interpretare più ruoli, soprattutto sugli esterni, che possa essere terzino, quinto, esterno, mi piace molto correre e andare, però secondo me nel calcio di oggi bisogna comunque saper interpretare più ruoli, ma anche per avere più possibilità di giocare. Ho scelto il 29 perché sono sempre stato un grande tifoso del Chelsea e in quegli anni il numero 29 era Havertz, che era uno dei miei giocatori preferiti della squadra, quindi l’ho preso ispirandomi a lui”. 

I primi consigli gli sono arrivati da suo padre, in passato calciatore: "Da quando sono piccolo è una delle persone più importanti della mia vita e mi ha sempre dato una grandissima mano. Cerca di lasciarmi il più libero possibile come è giusto che sia, non è una cosa scontata e lo ringrazio tantissimo per l’aiuto che mi ha sempre dato durante l’arco di questi anni. Da quando sono piccolo ed ero a Firenze gli facevo fare sempre avanti su e giù, da Lucca a Firenze tutti i giorni con la macchina e abbiamo avuto tantissime occasioni comunque per parlare e mi ha aiutato tantissimo a crescere. Sicuramente è merito anche suo per dove sono adesso”. 

L'obiettivo personale per questo campionato? “Fare una grande stagione a livello personale e soprattutto a livello collettivo e di squadra. Siamo un grandissimo gruppo e so che possiamo riuscirci. Mi è stata data una grande occasione dal mister, dal presidente e dal direttore e spero veramente di riuscire a ripagarla”.