ESCLUSIVA TG – Pederzoli: “Sono fiducioso 5,5/6 del prossimo mercato del Torino. Cairo fa sempre ciò che gli fa comodo”
Goffredo Pederzoli è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Pederzoli è stato dirigente del Torino all’epoca del presidente Orfeo Pianelli ed è stato anche un imprenditore sia nell’edilizia nel settore dei ponteggi sia nello spettacolo relativamente alle strutture dei palchi. Con lui abbiamo fatto alcune considerazioni sull’attuale società granata, sulla squadra e sul calciomercato che aprirà il 29.
Il nuovo allenatore del Torino è un ex calciatore che non ha ancora 40 anni ed è alla sua prima esperienza in Serie A: Ignazio Abate. Cosa ne pensa?
“I giovani hanno anche idee nuove e portare un po' di idee nuove al Torino sarebbe è anche bello, però siamo sempre lì: mancano i calciatori. Prima qualcuno buono l'avevamo, adesso per lo più sono proprio scarsi. Per cui l'allenatore fa quello che può, poverino”.
Quindi il discorso non è tanto su chi è l’allenatore, ma quanto la società gli darà un parco giocatori adeguato?
“Certo. L’ultimo e anche l’unico Torino di Cairo che mi è piaciuto è stato quello di Ventura quindi parliamo di quindici-undici anni fa, con lui in panchina ci siamo divertiti anche un po’. Allora anche per tutti i giocatori che avevamo preso, il merito non era del direttore sportivo, ma suo, visto che era lui che diceva chi comprare. Ventura per me è stato uno dei migliori dell'era del nostro presidente attuale”.
Parlando di Ventura, più volte nei mesi scorsi lo si è visto allo stadio a vedere le partite del Torino ed è andato anche al Filadelfia durante gli allenamenti per cui sono circolate voci su un suo possibile ritorno in società con qualche compito. Lei ne sarebbe contento?
“Sarei contento sì, perché è uno che se ne intende di calcio e poi ha sempre voluto bene al Toro. Non è uno che verrebbe solo per i soldi, ma è uno che ha fatto tante cose per il Toro nonostante i giocatori che aveva”.
E’ anche l’allenatore che ha portato la squadra fino agli ottavi di Europa League.
“Appunto. Per me è stato bravissimo tanto più con il parco giocatori che gli dava la società. Se gli avessero dato retta avremmo avuto la squadra più forte d'Italia, solo che per pochi soldi, anche solo mezzo milione di euro che nel calcio d’oggi non sono molto, spesso non gli compravano i giocatori che chiedeva che così sono andati in altre squadre a fare le fortune delle altre società. Comunque bisogna avere pazienza e tenersi questo Presidente finché non se ne va”.
Il Sole 24 Ore ha riportato di dossier sul Torino che circolano anche presso Bank of America che avrebbe avuto riscontri da tre eventuali, fondi o privati, che potrebbero essere interessati a comprare il Torino. E’ una cosa fattibile nel medio o nel lungo periodo?
“Mah, io spero che avvenga entro il campionato che sta per arrivare, perché altrimenti ci troviamo fra un anno a quest’epoca di nuovo da capo con lo stadio visto che il Comune ha concesso la proroga dell’affitto fino al termine della stagione 2026-’27 per non farci andare a giocare chissà dove, però noi non siamo più nessuno perché nessuno ci dà retta. Per fortuna che altri amministratori ci vogliono un po’ di bene. Comunque mi auguro che veramente qualche fondo compri il Torino mal che vada la situazione sarà migliore dell’attuale”.
In Italia si è già visto che non tutti i fondi però hanno fatto le fortune delle società di calcio che hanno preso.
“E’ vero, ma speriamo di trovare il fondo giusto. Può essere che non arriverà un super fondo, magari fosse così, ma che almeno ci riporti all’onor del mondo non troppo esagerato, magari fosse così però almeno da tenersi un po' all'onor del mondo permettendoci un anno di andare in Conference, un anno in Europa League e poi può anche starci che una volta si resti fuori dalle coppe, ma l’anno successivo si ritorna a giocarle. Insomma che arrivi un fondo che dia a noi tifosi qualche gioia”.
E’ iniziata la campagna abbonamenti e c’è chi dice che non tornerà più allo stadio più fino a quando Cairo non andrà via e chi invece rinnova l’abbonamento. Lei a quale delle due categorie appartiene?
“Quest'anno compio 88 anni e vorrei vedere ancora il Torino finché il Signore mi tiene in terra, per cui non riesco a dire che non vado più a vedere il Toro che è sempre stata la mia passione. Al Toro ho dato tanto, ai tempi di Pianelli sono stato consigliere, socio e per due anni sono stato uno degli sponsor, ma avevamo un Presidente che era un papà per tutti noi e che ci ha sempre aiutato anche in ambito lavorativo. Quando la squadra andava in trasferta stavamo nell’hotel della squadra e prima di andare allo stadio ci riunivamo in una sala e incontravamo gli imprenditori locali e venivano fuori sempre dei business grazie a Pianelli. Lui è l’unico che ricorderò per tutta la vita”.
Il calciomercato aprirà il 29 giugno. Qualche giocatore non ha rinnovato, mentre il prolungamento del contratto di Zapata dovrebbe essere al buono, Il Cholito Simeone già più di una volta ha detto che prima o poi vorrebbe tornare in Argentina, Adams e Valsic stanno disputando il Mondiale che è sempre una vetrina. Insomma quasi tutti i giocatori più rappresentativi non si sa se rimarranno. Da 1 a 10 quanto è fiducioso del mercato che verrà?
“Mah, ogni giorno si legge o si sente di trattative per Tizio o Caio e poi quelli che sembravano utili per il Torino finiscono in altre squadre quindi non so. Quando si ha in mente di prendere un giocatore ci si deve muovere per bloccarlo e non aspettare sempre che gli altri lo portino via. E poi quando circolano troppi nomi probabilmente è perché non si sa se effettivamente interessano davvero oppure no. Penso che si dovrebbe allestire davvero una squadra con giovani e con tanti italiani perché chi arriva dall’estero spesso non sa neppure cosa sia il Torino e quindi non ha attaccamento alla maglia. Adesso qualcuno lo ha capito, ma non tutti. Il giocatore italiano invece conosce la nostra tradizione e la nostra grande Storia per cui è diverso. Per cui speriamo in bene che faccia una squadra più giovane e che non venda subito i migliori l’anno dopo come ha sempre fatto”.
Petrachi il giorno stesso della sua presentazione ha proprio detto che voleva puntare sugli italiani per cui dovrebbe mantenere la parola data.
“Sì, sì, però Petrachi poi fa cosa gli dice Cairo perché a tirare fuori i soldi è il Presidente quindi spero. So che Petrachi è in contatto con Ventura e magari si farà dare da lui qualche aiuto per scegliere i giocatori. In passato Ventura ci aveva portato tanti giocatori che negli anni ci hanno fatto fare qualche bella figura andando vicino alle coppe oppure nel 2014 arrivandoci proprio e abbiamo anche vinto un derby, mentre adesso sono anni che non abbiamo più soddisfazioni neanche minime. Ma se hai il Toro dentro, anche se a volte mi verrebbe proprio da dire che non vado più a vederli allo stadio il Toro resta sempre il Toro e quando mi manca allo stadio ci vado, anche perché non so quanto il Signore mi tiene qui e voglio ancora vedere il Toro fino a quando sono in grado di farlo.
Tornando alla domanda iniziale, nel mercato che verrà sono fiducioso 5,5/6 perché Cairo fa sempre le cose come fanno comodo a lui”.
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