Torino, quello del portiere è un obiettivo da non sbagliare
Lo scorso anno il Vanja Milinkovic-Savic è stato sostituito dalla dirigenza granata nella peersona di Davide Vagnati con una scelta che si è rivelata rischiosa e affrettata.
Il club ha puntato su Franco Israel, cresciuto nel settore giovanile della Juventus con cui ha disputato due stagioni anche in Serie C e privo di una reale esperienza da titolare in Serie A. Una scommessa importante, pagata anche a livello economico, ma caratterizzata da molte incognite. La stagione ha infatti confermato i dubbi iniziali: prestazioni altalenanti, difficoltà di adattamento e alcune evidenti lacune hanno compromesso il rendimento complessivo della squadra.
Di conseguenza, lo staff tecnico è stato costretto ad affidarsi ad Alberto Paleari, portiere esperto ma preso come alternativa. Contro ogni aspettativa, Paleari ha saputo garantire solidità e affidabilità, diventando un punto di riferimento e superando le previsioni iniziali.
Il rischio di ripetere gli stessi errori
Ora, in vista della nuova stagione, il Torino non può permettersi di replicare lo stesso errore di valutazione. La scelta del portiere titolare deve essere ponderata con maggiore attenzione, evitando scommesse eccessive e puntando su profili più solidi e strutturati. Federico Ravaglia e Lorenzo Montipò rientrano nella categoria delle incognite, il primo perché, come Paleari, non è mai stato titolare in A, e il secondo perché è effettivamente stato promosso nel ruolo nelle ultime sei stagioni ma sempre a bordo di squadre che di reti ne subivano un po' troppe per escluderlo totalmente da questo dato.
Conclusione
La dirigenza granata si trova di fronte a una scelta delicata: individuare un portiere affidabile, capace di garantire sicurezza immediata, evitando scommesse ad alto rischio. La lezione del recente passato è chiara: nel ruolo del portiere, la continuità e l’esperienza contano troppo nell'economia di una squadra, scelta che va ponderata bene.
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