Il Torino prima di iniziare il mercato ha già il budget in rosso e ha una squadra da ricostruire

Il Torino prima di iniziare il mercato ha già il budget in rosso e ha una squadra da ricostruire
Cairo e Petrachi
© foto di Elena Rossin
Oggi alle 11:20Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Elena Rossin
Difesa da reinventare, centrocampo senza un leader e attacco con punti interrogativi: questo è il Torino a 10 giorni dall’inizio del calciomercato

Non sarà un’estate facile per Gianluca Petrachi alle prese con un Torino che va completamente ripensato in tutti i reparti. Per il direttore sportivo le difficoltà maggiori saranno dover lavorare con un budget esiguo e abbassare anche il monte ingaggi.

Il dato di fatto: il Torino non ha una spina dorsale dalla quale partire

A 10 giorni dall’avvio del calciomercato il Torino non ha un portiere titolare. Franco Israel infatti è nella lista di chi va ceduto poiché non ha convinto e Alberto Paleari tornerà a fare il secondo. La difesa l’anno scorso è stata la seconda peggiore della Serie A con 63 gol subiti in 38 partite, vale a dire quasi un gol a partita. E il dato è meno pensate poiché dall’arrivo di D’Aversa in panchina non sono state più subite goleade come quelle che erano accadute con Baroni (Inter 5 reti alla prima di campionato, Como 11 tra andata e ritorno). La realtà è comunque che la difesa e in generale la fase difensiva non danno garanzie.
La linea difensiva spesso ha commesso errori individuali e collettivi che per lo più potevano essere evitati. E gli interpreti Saúl Coco, Luca Marianucci, tornato al Napoli dopo la fine del prestito, Guillermo Maripán, svincolatosi a parametro zero, e Enzo Ebosse, non riscattato, hanno per lo più avuto un andamento altalenante, mentre Ardian Ismajli non ha potuto sempre esserci a causa dei problemi fisici che spesso lo tormentano, problemi già ben conosciuti prima ancora che approdasse nella scorsa estate al Torino.
Il centrocampo manca di un vero leader. Al momento né CasadeiGineitis e neppure Ilkhan lo sono. Certo sono giovani, Cesare ha 23 anni, Gvidas e Emirhan 22, e quindi hanno margini di crescita però bisogna vedere se dentro di loro hanno davvero la capacità di prendersi sulle spalle la squadra e darle quell’equilibrio fondamentale per avere una difesa affidabile e un attacco prolifico.
L’attacco è un’incognita. Zapata è sul punto di prolungare il contratto fino al 2028 spalmando l’ingaggio che con 5 milioni lordi a stagione è il più oneroso. Ma Duvan ha 35 anni e il grave infortunio che ha avuto nell’autunno del 2024 non gli permettono più di stare costantemente in  campo e trascinare la squadra a suon di gol. Vlasic nell’ultima stagione era diventato colui che faceva la differenza e infatti se girava lo faceva anche la squadra, ma se lui non era in giornata no i compagni faticavano molto. Adesso è al Mondiale con la sua Croazia, ma nella partita d’esordio contro l’Inghilterra è arrivata una sconfitta per 4 a 2 e lui non ha per niente brillato, anzi ha disputato uno spezzone di partita sottotono quando al 79’ è subentrato a Baturina, certo i suoi stavano già perdendo 3 a 2, ma Nikola non ha dato quel qualcosa in più. Ché Adams ha reso meno del previsto e forse già pensava che sarebbe andato via, è sul mercato. Giovanni Simeone è stato il capocannoniere con 11 gol, ma ha detto che prima o poi gli piacerebbe tornare al River Plate e il club argentino, dov’è cresciuto calcisticamente, vorrebbe prenderlo.
E’ evidente quindi che il Torino non ha una spina dorsale sulla quale innestare elementi che possano innalzare il tasso tecnico della squadra. Petrachi quindi dovrà partire dalle basi per allestire la rosa da consegnare al neo allenatore Ignazio Abate, che per la prima volta allenerà una compagine di Serie A.

Giocatori che non rientrano nei piani e monte ingaggi da abbassare

Hanno già salutato o stanno per farlo Valentino Lazaro, Maripán, Adrien Tameze, Zanos Savva e Saba Sazonov, tutti andati via a parametro zero. Non sono stati riscattati Rafael Obrador, Marianucci, Ebosse, Matteo Prati e Niels Nkounkou. Mentre è scattato l’obbligo per l’acquisto per Simeone, già alla prima presenza a febbraio, Sandro Kulenovic e Tino Anjorin, al raggiungimento dell’aritmetica salvezza. Ma il secondo non è riuscito a ritagliarsi spazio e il terzo è stato spesso infortunato e di conseguenza non ha mai avuto una forma fisica adeguata. In più ci sono calciatori che non rientrano nei piani per il futuro come il già citato Israel, Ivan Ilic, che ha talento ma non è quasi mai riuscito, né con Juric che lo aveva fortemente voluto né con Vanoli e neppure con Baroni e D’Aversa, a esprimerlo mettendolo al servizio della squadra o anche solo di se stesso, e Cristian Biraghi, che oltretutto ha 33 anni e un ingaggio elevato. Tutti e tre non hanno un grande mercato, ma Petrachi proverà e dovrà piazzarli cercando di ricavarne il massimo possibile. E poi ci sono le incognite Zakaria Aboukhlal arrivato la scorsa estate e pagato 8 milioni, ma che ha inciso poco e in più ha subito una contusione al ginocchio che all’inizio non sembrava particolarmente problematica, ma che gli ha fatto concludere la stagione anzitempo, l’ultima partita che ha giuocato è stata il 15 febbraio con il Bologna. E anche su Anjorin pesa il fatto che, come in passato, troppo spesso ha infortuni fisici e finora l’investimento fatto di circa 4,8 mln, il prestito era gratuito però a questa cifra ammonta il riscatto, non ha ripagato.
Petrachi ha anche il compito, come vuole Cairo, di abbassare il monte ingaggi. Con il prolungamento di Zapata quello del colombiano sarà un po’ ridotto e passerà da 5 mln lordi a stagione a circa 2. Senza più Maripán il Torino risparmierà 3,18 mln, Lazaro 2,78, Tameze 1,31, Savva 0,28, Sazonov 0,64, Obrador 0,56, Marianucci 1,85, Ebosse 0,51, Prati 0,44 e Nkounkou 0,69. Tutte le cifre sono lorde. Adams sulle casse societarie pesa per 3,33, Biraghi e Simeone per 3,15 l’uno, Ilic per 2,22, Aboukhlal per 2,04, Anjorin per 0,56 e Kulenovic 0,74.

Malgrado i risparmi e qualche entrata il budget al Torino per il mercato sarà esiguo ed è già in rosso

Le cessioni di Sebastian Walukiewicz e di Demba Seck, che sono stati riscattati rispettivamente da Sassuolo e Partizan Belgrado portano nelle casse del Torino circa 7 milioni di euro. ai quali va aggiunto il risparmio dalla rescissione del contratto di Marco Baroni che guadagnava 1,2 milioni netti a stagione ai quali però andrà sottratta la buonuscita. Ma gli obblighi dei riscatti di Simeone, Kulenovic e Anjorin, tra eventuali prestiti onerosi e il saldo la cifra si aggira su 15 mln.  E va anche messo nel computo che Abate guadagnerà 800mila euro netti a stagione.
In parole povere, prima che inizi ufficialmente il calciomercato, apre i battenti il 29, il Torino è già in rosso e se anche arriveranno delle plusvalenze dalla cessione di qualche giocatore che ha mercato il budget a disposizione di Petrachi sarà esiguo tanto più che ha una squadra completamente da ripensare in tutti i reparti. E per rendere completo lo scenario, il presidente Urbano Cairo è facipe prevedere che aprirà ben poco i cordoni della borsa, il bilancio del 2025 ha 13,1 mln di rosso e nel complesso il club ha 160,5 mln di debiti.