Investire in un centrocampista d’esperienza può fare la differenza per il Torino

Investire in un centrocampista d’esperienza può fare la differenza per il TorinoTUTTOmercatoWEB.com
Gianluca Petrachi
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
Oggi alle 11:00Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Elena Rossin
I granata hanno bisogno di equilibrio in modo che la fase difensiva e quella offensiva siano potenziate da un metronomo che detti i tempi di gioco

Nel calcio certi ruoli sono imprescindibili e uno di questi è quello del centrocampista centrale che è l’uomo che ha il compito di dare equilibrio alla squadra. Per riuscirci servono qualità precise: visione del gioco ed esperienza. Al Torino un elemento così è fondamentale e non c’è nessuno che possa ricoprirlo.

L’equilibrio per fare la differenza: interdizione, palleggio e smistamento

Il raccordo fra i reparti permette alla squadra di muoversi con sincronia. In fase di non possesso la copertura della difesa è fondamentale e chi sta in mediana deve abbassarsi sulla linea difensiva in modo da raddoppiare nelle marcature per bloccare le transazioni degli avversari. In fase di possesso il dettare i tempi del gioco grazie a una buona interpretazione del momento della partita permette di rallentare il ritmo aumentando il possesso palla oppure accelerarlo verticalizzando a favore degli attaccanti. Coperture e scalate vanno fatte con intelligenza tattica in modo da non lasciare varchi o spazi dove gli avversari possono inserirsi. Chi negli ultimi anni ha visto le partite del Torino sa che questo è mancato perché non c’era nessun calciatore che sapesse fare ciò. I vari allenatori, a prescindere che giocassero con un centrocampo a 3 a rompo oppure a 2, hanno provato a dare equilibrio, ma il più delle volte non ci sono riusciti perché non avevano a disposizione calciatori che avessero la qualità per farlo. Per carità qualcuno ci ha provato e magari a tratti ci è anche riuscito, ma di certo non si è mai verificato con continuità. Infatti nei vari interpreti o mancava la visione del gioco o i piedi buoni oppure un adeguato supporto da parte dei compagni per indole o per altro.

Gli attuali centrocampisti del Torino non danno sufficienti garanzie

In questo frangente la rosa del Torino in mediana ha Anjorin, Casadei, Gineitis, Ilic, e Ilkhan. Tino ha continui problemi fisici e quindi non può mettere in mostra le sue caratteristiche e dare un costante apporto, anche perché quando riesce a giocare gli manca i ritmo partita.  Cesare ha del talento, grande fisicità e un discreto fiuto del gol, ma non sempre ha un comportamento da atleta professionista e questo lo penalizza e fa arrabbiare gli allenatori, come avvenuto con D’Aversa che lo ha anche tenuto in panchina a riflettere dandogli comunque la possibilità di dimostrare le sue doti facendolo entrare a partita in corso. Ha volontà e la voglio di mettersi in mostra però alle volte lo portano a strafare e quindi si complica la vita da solo. Ivan è il più talentuoso, ma spreca e doti che ha e nessun allenatore, neppure il suo mentore Juric è riuscito a entrargli nella testa per fargli capire che così si butta via. Con lui, purtroppo, non servono né il bastone né la carota per questo è sul mercato, ma cederlo è arduo e la sua Nazionale, la Serbia, come l’Italia non si è qualificata al Mondiale per cui non ha neppure questa vetrina per mettersi in mostra. Emirhan è il classico calciatore che non si risparmia e infatti in campo corre e lotta su ogni pallone ed ha il coraggio di fare la giocate e di tirare in porta e non si fa abbattere se sbaglia, però gli capita di essere impreciso nei passaggi ed è un po’ penalizzato dall’altezza non particolarmente elevata. Non è solo un giocatore di quantità perché ha anche una certa qualità che però andrebbe affinata.

Solo il mercato può venire in aiuto: al Torino serve un centrocampista d’esperienza e qualità

L’attuale centrocampo del Torino è composto da tutti giocatori giovani: il più “vecchio” è Ilic che ha 25 anni festeggiati lo scorso 17 marzo, seguono, Anjorin con 24 anni (23 novembre), Casadei con 23 (10 gennaio), Gineitis con 22 (15 aprile) e il più giovane è Ilkhan 22 (1 giugno). Non stupisce quindi che manchi d’esperienza, che non è solo legata all’età anagrafica, ma non si può ignorare che serva avere qualche anno in più per averne accumulata abbastanza per essere più scafati.
Il Torino arriva da una stagione disastrosa dal punto di vista della fase difensiva, con 63 reti incassati è stata la seconda peggior squadra della Serie A. Dal punto di vista offensivo tutto sommato non ha fatto così male, con 44 gol è risultato la 10ª squadra per prolificità, però troppo spesso le azioni d’attacco hanno finito per sfumare e la colpa non può essere attribuita solo agli attaccanti che in tante partite non sono stati adeguatamente riforniti. Ed ecco perché servirebbe investire in un centrocampista centrale d’esperienza e qualità che garantisca equilibrio alla squadra e faccia crescere i giovani. Ovviamente un calciatore così costa, ma mai come in questo caso vale il detto chi più spende meno spende: a capirlo deve essere Urbano Cairo.