Antognoni choc, diserterà il centenario viola: "La mia dignità non ha prezzo"

Antognoni choc, diserterà il centenario viola: "La mia dignità non ha prezzo"
Giancarlo Antognoni è oggi il dirigente accompagnatore della Under 21, prestato alla nazionale A dopo la scelta di Silvio Baldini come allenatore ad interim dell'Italia, prima che venga designato il nuovo ct.

Giancarlo Antognoni è in rotta con la proprietà viola, ovvero la famiglia Commisso, da ormai cinque anni, per il suo allontanamento forzato dalla Fiorentina e, in una intervissta rilasciata a Repubblica, ha ribadito la sua volontà di non presentarsi al prossimo centenario viola, nonostante sia stato invitato. 

"«Cinque anni fa volevano demansionarmi (era club manager, ndr). Non potevo accettare. La mia dignità non ha prezzo. Da quel momento non vado più allo stadio, i rapporti con il club sono nulli. Ora c’è il Centenario, mi hanno invitato ma non credo che andrò. Servirebbero passi più concreti". Un'apertuta c'è, resta da capire cosa dovrebbe fare la proprietà viola, ma ci penseranno i tifosi a fargli cambiare idea. 

Guarda il link

Sul futuro della squadra viola, ora allenata da Fabio Grosso, il grande ex numero dieci ha commentato: "Vorrei vedere una squadra giovane, che lotti per tornare in Europa. Grosso penso sia la scelta giusta per la panchina. Il numero 10? Quel tipo di calciatore è sparito. L’unico che mi ricorda i vecchi rifinitori è Nico Paz. Pensiamo al risultato e mai allo spettacolo".

Antognoni ricorda il suo arrivo alla Fiorentina: "Arrivai a 18 anni, dopo tre partite si creò un connubio tra me e il popolo fiorentino che si è protratto nel tempo". 

Antognoni cominciò nel settore giovanile granata, per poi passare all'Asti Macobi di Bruno Cavallo, che era anche dirigente del Torino, che lo vendette alla Fiorentina con un colpo di mano che fece infuriare i vertici granata (c'era ancora Orfeo Pianelli presidente, ndr), al punto che a Cavallo fu inpedito di entrare a vita nella sede del Toro, quella storica di C. Vittorio, 77. 

Antognoni, qualche anno fa, in un'intervista concessa alla sottoscritta, disse che, se fosse rimasto al Torino, uno scudetto l'avrebbe vinto, quello del '76, mentre alla Fiorentina "il ragazzo che giocava a calcio guardando le stelle" non vinse nulla. Lo disse con un certo rammarico, ma la scelta fu anche sua, la voglia di tornare vicino a casa, essendo lui umbro, gli fece scegliere Firenze.