Una lunga striscia di dolore viola

16.10.2009 11:32 di  Marina Beccuti   vedi letture
Fonte: www.espresso.it
Una lunga striscia di dolore viola
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© foto di Federico De Luca

Storie di calcio e di morti sospette. Strani caffè, pasticche, iniezioni di ogni tipo, tra cui Cortex (un estratto di corteccia surrenale usato per potenziare i muscoli e sopportare meglio la fatica), ma anche tanto Voltaren (un antinfiammatorio) e Micoren (un cardiotonico): con la scusa delle vitamine lo imbottivano di tutto per dargli «un po' di sprint». Lui, Nello Saltutti, attaccante della Fiorentina negli anni Settanta, ne aveva avuto la piena consapevolezza prima di morire dopo l'ennesimo attacco di cuore. E aveva avuto il coraggio di denunciare: «Il mio cuore sfasciato dipende da quelle porcherie che ci somministravano». Un'ipotesi rafforzata anche da altri giocatori viola di quei tempi come Walter Speggiorin e Ferruccio Mazzola, altri due che hanno avuto il coraggio di parlare e che forse, appena oggi gli arriva qualche linea di febbre, tremano. E Giovanni Galeone una volta aveva detto: «Mi ritengo un miracolato. Con tutto quello che mi hanno dato quando ero calciatore devo essere contento di essere vivo».
In effetti c'era sicuramente qualcosa di strano nella squadra viola dei primi anni '70, un gruppo ricco di talenti e giovani campioni e nella quale aveva giocato anche Massimo Mattolini, scomparso lunedì a 56 anni nella sua casa di Pontassieve. Aveva subito un trapianto di reni ed era in dialisi da anni. «Ero andato a trovarlo qualche giorno fa, le sue condizioni erano molto critiche - ha raccontato l'ex capitano viola Giancarlo Antognoni che era stato suo compagno di squadra - c'è chi ha accostato i problemi di salute di Massimo a quelli accusati da altri ex viola, di sicuro si era ammalato a fine carriera».
Qualcosa che forse aveva poco a che vedere con lo sport e, invece, tanto con l'abuso di farmaci. Per questo la procura del capoluogo toscano aveva aperto un'inchiesta sulla morte di tre ex calciatori della Fiorentina: Saltutti, appunto, Bruno Beatrice e Ugo Ferrante. Ma dopo anni di indagini, affidate ai carabinieri del Nas, il pm Luigi Bocciolini ha chiesto l'archiviazione. Il 2 gennaio 2009 per il caso Beatrice, a fine settembre per gli altri.
In ogni caso non vi è dubbio che in quel periodo ai calciatori della viola venivano somministrati il Micoren (un cardiotonico) ed estratti di corteccia surrenale, ma non è possibile stabilire un nesso di causa ed effetto fra la somministrazione di quei farmaci e le gravissime patologie che anni dopo hanno aggredito alcuni giocatori, uccidendone alcuni ben prima della soglia della vecchiaia. A contattare il pm Bocciolini, già titolare dell'inchiesta sul doping nel ciclismo, era stata la vedova di Bruno Beatrice, Gabriella Bernardini, che da tempo porta avanti la battaglia contro chi ha stroncato la vita di suo marito, vittima a 39 anni di una leucemia linfoblastica acuta.


Dopo Beatrice è morto Saltutti, compagno di Beatrice dal 1972 al '75: un infarto lo ha ucciso a 56 anni, il 27 settembre del 2003. Poi è toccato a Ugo Ferrante, deceduto il 24 novembre del 2004 per un tumore alle tonsille. Ferrante ha indossato la maglia viola dal 1963 al 1972, vincendo lo scudetto nel 1969. E nella lista va aggiunto anche il difensore Giuseppe Longoni, terzino sinistro dal 1969 al 1973, morto il 22 marzo 2006 per vasculopatia cronica e lesioni cerebrali. La malattia si era manifestata all'improvviso, con sbandamenti e vuoti di memoria. Negli ultimi tempi non camminava più e non riusciva a parlare. Ad accrescere il sospetto, in quella Fiorentina del quinquennio 1971-'76, oltre ai tre casi di morti precoci ci sono ben cinque giocatori che si erano ammalati a fine carriera di tumori, disfunzioni cardiache, leucemie.


Tra questi, appunto, anche Massimo Mattolini, che dopo dieci anni di dialisi venne sottoposto nel 2000 a trapianto di rene. E Domenico Caso, centrocampista, 51 anni, che è stato colpito da un tumore al fegato ma ne è uscito fuori. Giancarlo De Sisti, regista del secondo scudetto, 66 anni, nell'84 ha un ascesso di natura batterica al cervello. Giancarlo Antognoni, centrocampista, 55 anni, è stato colto da crisi cardiaca nel novembre 2004 a Nyon, in Svizzera, durante una partita di vecchie glorie.