La Repubblica ed. Torino: “Toro, tensione anche a Superga Cairo assente”
Prima i fischi, poi le urla ”pagliacci, buffoni”, infine il coro che mette tutti d’accordo: “C’è solo il Grande Torino”. Sono da poco passate le 16.30 quando il Torino scende dal bus sul piazzale di Superga per onorare gli Invincibili scomparsi il 4 maggio 1949. Il programma si ripete con liturgica precisione da 77 anni: la Messa alle 17.03, ora della tragedia, la lettura dei nomi dei trentuno caduti da parte del capitano, Zapata, l’immancabile pioggia. Stavolta però la protesta contro Cairo si riverbera sui giocatori, presi a male parole, anche se buona parte della gente del Toro non ci sta, “perché Superga è un luogo sacro, quassù si prega, non si urla e non si contesta”.
L’assenza che fa più rumore è quella di Cairo: il presidente ha disertato la commemorazione mattutina al Cimitero Monumentale e la Messa pomeridiana a Superga. Dopo l’omelia officiata da don Gianluca Carrega, la lettura dei nomi da parte di Zapata defluisce in un silenzio da brividi che stempera le tensioni, e il rientro sul bus si trasforma in una caccia al selfie quasi festosa. E l’edizione di Torino del quotidiano La Repubblica titola: “Toro, tensione anche a Superga Cairo assente”.
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