Alla fine il Torino ha ceduto al Como, ma la sconfitta, pur pesante, non è una tragedia
Ieri sera il Torino è stato sconfitto 3-1 dal Como, ma per 80 minuti, pur per lo più pressato, ha tenuto testa ai lariani. I granata di Abate resistono alla pressione della squadra di Fabregas, passano in vantaggio con Adams e sfiorano il raddoppio, ma nel finale subiscono tre gol. Resta una prestazione positiva per 80 minuti, anche se gli errori difensivi continuano a pesare.
Le sconfitte non sono tutte uguali: il Torino tiene testa al Como per 80 minuti
E quella di ieri sera del Torino con il Como ha detto che per 80 minuti il Torino ha saputo tener testa alla squadra di Fabregas, che senza dubbio è più forte e ha maggiori qualità negli interpreti. Infatti, ha esercitato quasi sempre un grande pressing. Anche al netto del rigore negato alla squadra di Fabregas sullo 0-0, che, se realizzato, forse avrebbe potuto cambiare la partita.
Il Torino, a differenza dell’anno scorso, quando subì fra andata e ritorno ben 11 reti dal Como, riuscendo a realizzarne solo una, ha fatto una prestazione positiva senza paragoni: non si è fatto, se non nel finale, mai mettere sotto.
Il possesso palla è stato appannaggio della squadra di Fabregas, con il 73% contro il 27%, e quella di Abate, pur andandoci vicina, non è riuscita a segnare il secondo gol, anche se ha avuto più di un’occasione (tiri totali: 11 a 18, dei quali rispettivamente 6 e 5 in porta, e 2 parate di Perri contro le 5 di Sanchez). Magari, se ci fosse riuscita, avrebbe chiuso la partita.
Di certo, su questi aspetti c’è molto da lavorare, come sugli errori individuali in fase difensiva, che continuano a esserci. Però restano quegli 80 minuti in cui i granata hanno saputo soffrire e chiudere gli spazi, e anche ripartire quando ne hanno avuto la possibilità.
Il film della partita: Adams porta avanti il Torino, poi il Como rimonta
Abate ha optato per il cambio di modulo, tornando al 3-5-2, che però a tratti è stato un 4-4-2, soprattutto in fase d’attacco. Mossa dettata anche dalle assenze di Mandragora e Rodriguez. Fabregas ha cambiato cinque giocatori su undici, anche il portiere, rispetto alla precedente partita col Sassuolo.
Il Torino ha rischiato subito grosso, ma per fortuna il gol di Douvikas non è stato convalidato per fuorigioco del greco (5’). I granata hanno reagito prontamente e con Belghali sono andati molto vicini a segnare (9’).
Nico Paz ha servito in area Da Cunha, che, dopo un contatto con Bragança, è finito a terra. L’arbitro ha fatto segno di continuare (16’) e ha dovuto essere richiamato dai giocatori del Como perché c’era Da Cunha a terra nell’area del Torino e lui continuava a far giocare: contatto sulla caviglia destra colpita da Bragança, ma, dopo anche la revisione del VAR, non è stato concesso nessun rigore. Resta il grande dubbio che ci fosse. L’arbitro potrebbe anche non aver visto il contatto, ma che non sia stato richiamato dal VAR a rivederlo al monitor è grave (17’).
Ci ha provato anche Vlasic (19’). A sbloccare il risultato è stato Adams: servito a rimorchio da Fitz-Jim, ha strappato la palla dai piedi di Ramón sul lato corto dell’area e ha fatto un doppio passo; con il mancino, di prima intenzione, ha segnato (24’).
Dopo il gol subito, il Como, alla ricerca del pareggio, ha pressato maggiormente e infatti ha aumentato molto il possesso palla. Vicino al pareggio è andato Douvikas (25’) e successivamente ci ha provato Ramón (32’). Il Torino, sotto la pressione dei lariani, si è chiuso, stando anche in dieci dietro la linea della palla. Occasioni il Como ne ha create con Da Cunha (42’) e Caqueret (45’).
Il Torino sfiora il raddoppio, ma il Como colpisce nel finale
Nella ripresa la squadra di Abate ha abbassato un po’ il baricentro, ma di tanto in tanto ha tentato sortite per segnare il secondo gol. Il Como ha continuato a ricercare il pareggio con Milla (49’) e ha colpito la traversa con Caqueret (54’).
Abate ha immesso forze fresche, inserendo Patterson e Gineitis al posto di Cacciamani e Fitz-Jim (55’). Fabregas ha risposto togliendo Perrone e Caqueret e mandando in campo Addai e Baturina (58’).
Il Torino ha provato a trovare il secondo gol con Belghali (60’) e ha colpito la traversa con Simeone (61’). Ci ha provato anche Vlasic (68’). Comuzzo ha rischiato l’autogol sul tiro di Couto (69’).
Altro cambio nelle file del Como: è uscito Valle ed è entrato Kaiki (70’). I granata, sotto la pressione dei lariani, si sono abbassati però troppo. Nico Paz ha provato a segnare (71’) e anche Gineitis (74’). Abate ha tolto Simeone e messo dentro Kulenovic (74’).
Il Como, per la seconda volta, ha colpito la traversa, in quest’occasione con Baturina (77’). Fabregas proprio non ci stava a rassegnarsi alla sconfitta e così ha sostituito Addai con Ricci e Milla con Smolcic (78’).
Il pareggio dei lariani è arrivato con Jacobo Ramón: cross perfetto verso il secondo palo di Nico Paz, che ha anticipato nettamente Ismajli, per Jacobo Ramón, non ben marcato da Coco, che di testa ha insaccato (81’).
E poi il sorpasso con Nico Paz: sul cross di Couto, di testa Nico Paz ha ribaltato il risultato, anticipando Ismajli (87’). Lo stesso Nico Paz ci aveva già provato poco prima (83’).
Allora Abate ha fatto gli ultimi due cambi, mandando in campo Ilkhan e Oristanio per Bragança e Belghali (89’), ma il Como infine ha messo al sicuro il risultato con Baturina: Vlasic non è riuscito a contrastarlo e il giocatore ha segnato la terza rete del Como, con Perri in uscita (90’+3’).
Torino, sfuma la quarta vittoria consecutiva: manca dal 2015
La quarta vittoria consecutiva non è arrivata e manca al Torino da 11 anni. L’ultima volta fu il 7 febbraio 2015, quando, con Ventura in panchina, i granata batterono il Verona al Bentegodi per 3-1 grazie alle reti di Martinez, Quagliarella ed El Kaddouri, mentre per i veneti segnò Luca Toni.
Abate, alla vigilia della partita con i lariani, non aveva parlato, ma al termine della vittoria sul Monza aveva detto che la gara col Como sarebbe stata un banco di prova per la sua squadra.
Il banco di prova non è stato del tutto superato, ma quanto fatto per 80 minuti non andrà gettato alle ortiche se domenica pomeriggio a Frosinone, che domani alle 18,30 affronterà il Lecce, sarà ripetuta la stessa prestazione, evitando il finale che, obiettivamente, ha penalizzato anche eccessivamente il Torino.
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