La questione portiere al Torino, perché non puntare con decisione su Siviero?
Bocciato Franco Israel, tornato fra i ranghi Alberto Paleari e così adesso il Torino è alla ricerca di un portiere titolare. Finora i papabili variano fra giovani di belle speranze, come Diego Mascardi, a usati più o meno sicuri, Wladimiro Falcone, Lorenzo, Montipò e Dominik Livakovic. Il Torino nella scorsa stagione ha incassato ben 63 gol risultato per numero di gol subiti il secondo peggiore della Serie A, dietro solo al Pisa con 71 che ha chiuso il campionato da ultimo in classifica retrocedendo, per cui è evidente che servirebbe un portiere affidabile in grado di mettere con continuità una pezza quando la fase difensiva stecca..
Non sembra facile raccogliere il testimonial lasciato da Vanja Milinkovic-Savic
L’estate scorsa per ereditare il posto di Milinkovic-Savic, ceduto al Napoli per fare cassa, era stato prelevato dal Sporting Lisbona l’uruguaiano Israel, ma l’ex della Juventus Nex Gen ha mantenuto per ben poco tempo la titolarità della porta granata. Infatti dopo i 32esimi di Coppa Italia e le prime 7 giornate di campionato, complice una contusione a una costola, è rimasto fuori per 4 gare, poi una volta rientrato si è accomodato in panchina e a seguire ha ancora disputato due match dopodiché a partire dal 13 dicembre il campo non lo ha più visto né con Baroni né con il suo successore D’Aversa. Ed ora è sul mercato.
Al suo posto di Israel dalla metà di dicembre la porta del Torino è stata affidata a Paleari, che malgrado i suoi 33 anni aveva accumulato giusto qualche comparsata in Serie A. Ed era stato prelevato nell’estate del 2024 dal Benevento in Serie C per giocarsi il posto da secondo con il giovane Popa alle spalle di Milinkovic-Savic. Nella stagione da poco conclusa Paleari qualche errore lo ha commesso, ma in più di un’occasione con parate decisive ha salvato il risultato, come nel derby d’andata, oppure ha evitato passivi peggiori.
C’è una rosa di papabili tutti già vagliati in passato, ma mai arrivati al Torino
Finora i nomi che sono circolati sono stati o di portieri che già in passato erano stati accostati a più riprese al Torino, Falcone del Lecce, Montipò dell’Hellas Verona e Livakovic della Dinamol Zagabria prestato al Fenerbahçe e attualmente al Mondiale con la Croazia. I primi due possono essere incasellati fra gli “usati sicuri” essendo abbastanza affidabili e avendo esperienza pluriennale per età (Wladimiro ha compiuto 31 anni lo scorso 12 aprile e Lorenzo 30 il 20 febbraio) e per militanza maturata anche in Serie A. Il terzo classe 1985, è forse il più talentuoso, ma ha anche un carattere un po’ fumantino e di conseguenza andrebbe gestito. Oppure l’interesse del Torino è stato destato dal giovane (20 anni il prossimo 25 settembre) emergente dello Spezia Mascardi che il neo allenatore Ignazio Abate valuterà in ritiro per capire se tenerlo magari come terzo oppure mandarlo ancora in prestito. I costi di tutti non sono così a buon prezzo almeno per il Torino infatti i cartellini da transfermarkt.it sono valutati fra i 4 milioni di euro e 1,20: Falcone 3,50, Montipò 1,20, Livakovic 4 e Mascardi 1,30.
Azzardo per azzardo perché non allora puntare su un giovane che già c’è: Lapo Siviero?
Quando al Torino arrivò Milinkovic-Savic, che mancava dei fondamentali come poi disse Juric, ma che aveva la capacità di un tiro lungo, discretamente preciso, e potente il club granata pazientò per anni fino a quando nelle ultime due stagioni divenne più affidabile sia nelle letture delle situazioni sia nella capacità reattiva e anche nell’esplosività. Allora sorge spontaneo un pensiero: perché non puntare sull’ex Primavera Lapo Siviero che nella scorsa stagione nella seconda parte è stato il terzo? Il ragazzo, farà 20 anni il 23 novembre, ha da poco rinnovato il contratto fino al 30 giugno 2029 con opzione per la stagione successiva, segno evidente che il Torino lo ritiene un elemento interessante e di prospettiva. Per quello che si era visto l’estate scorsa a Prato allora Stelvio durante il ritiro Lapo ha dimostrato capacità, sicuramente superiori a quelle che si erano viste allinizoi con Milinkovic-Savic, un non male senso della posizione, una discreta capacità di leggere le situazioni di gioco, reattività, esplosività, una più che sufficiente capacità nelle uscite anche nell’area piccola e una buona personalità nel dare indicazioni seppur davanti avesse i compagni della prima squadra. Anche in termini economici non costerebbe nulla e nella peggiore delle ipotesi ci sarebbe sempre Paleari.
Una soluzione che potrebbe anche starci se l’obiettivo massimo è sempre il 10° posto, diverso invece se le ambizioni del Torino fossero maggiori, ma al momento non ci sono segnali in tal senso
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