ESCLUSIVA TG – Hernan Bovo: “Il passaggio dal Torino al River Plate di Simeone dipenderà molto dal giocatore”

ESCLUSIVA TG – Hernan Bovo: “Il passaggio dal Torino al River Plate di Simeone dipenderà molto dal giocatore”
Hernan Bovo
Oggi alle 12:38Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Elena Rossin
Il River cerca un attaccante con le caratteristiche del Cholito e ha la disponibilità economica, ma vuole spendere meno di quanto chiede Cairo.

Hernan Bovo è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Bovo è l’ambasciatore del Museo del River Plate, è argentino e vive in Italia a Torino da tantissimi anni e con lui abbiamo parlato dell’interesse dei Los Millonarios per Giovanni Simeone e della possibilità che l’attaccante del Torino dopo solo un anno lasci il club granata.

Da argentino tifoso del River Plate e del Torino conosce molto bene le vicende dei due club, quanto c'è di vero del possibile ritorno di Simeone in patria nella squadra dov’è cresciuto calcisticamente?
“Bisogna partire dalla premessa che il River in questo momento non sta passando un buon periodo a livello calcistico, soprattutto se teniamo conto che abbiamo cambiato un allenatore come Marcelo Gallardo, che ha fatto la storia del club, e da anni, fino ad oggi con Eduardo Coudet, la squadra non ha un numero 9 che, secondo me, abbia le caratteristiche di Giovanni Simeone che è una punta d'area e ha movimenti da prima punta. Il River ha bisogno di un vero numero 9 che conosca la storia del club e la società e quindi Simeone sarebbe un giocatore adatto soprattutto per i dirigenti anche se meno per i tifosi. Mi spiego, i tifosi non sono molto convinti di Simeone perché ancora molto giovane ha lasciato il club e se ne è andato, un po' diciamo da testardo. E poi il cognome Simeone dà fastidio perché il padre ha vinto un campionato, ma poi siamo arrivati ultimi e ci ha condannato alla storica retrocessione. Penso che però i tifosi debbano dividere quello che è stato il padre dal figlio. Come ha detto lo stesso Cholito, lui vorrebbe tornare perché calcisticamente è nato al River, ma non ha lasciato il segno e tutti vogliono lasciarlo per la grande storia di questo club e anche perché è una società molto importante. Il River, lo sanno tutti, è sempre una meta molto ambita per chi vi è cresciuto calcisticamente. Ad alcune trasmissioni argentine Giovanni ha detto che il River per lui è tutto perché, come gli atri suoi due fratelli, ha iniziato la sua carriera in questo club e vi è cresciuto anche come essere umano e credo sia per questo che voglia tornarci”.

Ma in questa sua prima stagione al Torino si è rilanciato e ha fatto bene.
“E’ vero, però penso che per quanto sia ben voluto dai tifosi del Torino pesi un po’ il fatto che lui posta sempre cose sulla sua esperienza a Napoli pur avendo avendo fatto gol importanti con la maglia del Toro. E poi negli ultimi mesi la Curva Maratona in contestazione con Cairo ha disertato lo stadio e questo ha reso meno caldo il tifo granata e vedere uno stadio semivuoto fa pensare un po’ meno a un calciatore di volersi fermare in una piazza che magari lo ha fatto sentire un po’ meno protagonista. Non sto dicendo che a Torino non sia amato o che i tifosi del Toro non abbiano buone ragioni per contestare, ma senza la presenza della Maratona allo stadio si crea indubbiamente un clima più soft, meno passionale per cui questo non ha permesso che si creasse un legame viscerale che gli faccia dire rimango ancora un anno. E poi se tornasse al River avrebbe la possibilità di giocare le competizioni internazionali e non solo di arrivare verso la metà classifica. Le ambizioni dei due club è in negabile che siano molto differenti e per lui giocare nel River sarebbe prestigioso”.

In questa stagione è stato il capocannoniere del Torino e ha giocato praticamente sempre titolare, mentre a Napoli per lo più faceva panchina. Non si può quindi dire che non abbia trovato un ambiente favorevole.
“Sì, hai ragione, ma credo che a livello ambientale di città probabilmente si è trovato meglio a Napoli. Quando l’estate scorsa ha avuto la possibilità di venire al Torino l’ha colta, anche perché sapeva che qui avrebbe avuto la possibilità di giocare titolare e di esprimersi sul campo come meglio sa fare e infatti ci è riuscito alla grande. Da tifoso del Toro dico che sarebbe un grande dispiacere se Simeone andasse via perché ci serve un attaccante che riesca ad andare in doppia cifra, cosa che non è così facile al Toro, e lui nel campionato che si è concluso da poco, malgrado tutte le difficoltà che ha avuto la squadra, è riuscito a segnare 11 gol. Pensiamo a cosa hanno fatto qui gli attaccanti negli ultimi anni, sembrava che ne avessimo trovato uno perfetto con Zapata, però poi purtroppo ha avuto quel brutto infortunio. Indubbiamente Simeone serve e se andasse via, come sempre ci capita, dovremmo ricominciare da capo ed è ciò che a noi tifosi dà massimamente fastidio: ripartire da zero”.

Un primo contatto tramite intermediari fra River e Torino per Simeone c’è stato e il club argentino sarebbe disposto a offrire 9 milioni di dollari, mentre quello granata ne vorrebbe molti di più si parla di 25. Una distanza enorme sulla valutazione.
“Secondo me, Cairo, come ho potuto dire anche ai giornalisti di Buenos Aires, darà filo da torcere e non la farà molto semplice. La trattativa per Simeone sarà un tira a molla che potrebbe finire se tutti s’impuntano e una parte continuerà ad offre 9 e l'altra ne chiede 25, ma potrebbero anche trovare un accordo e chiudere a 12 milioni. Per un attaccante che fra poco compirà 31 anni 12 mln non sono pochi per qualsiasi società e non solo per il River. Comunque credo che peserà tanto la volontà del giocatore. Come ho detto se lui pensa che al Torino la sua permanenza sia finita e la sua voglia di rimanere nel campionato italiano, che secondo me è ancora competitivo, non è più così forte allora riterrà che sia arrivata l’ora di tornare in Argentina. La volontà del giocatore si sa che peserà tantissimo, anche perché tenere uno che ha il cosiddetto mal di pancia seppur abbia un contratto ancora per più anni non è mai consigliato. Di sicuro se avverrà i tifosi saranno molto scontenti perché si sa chi va via, ma non chi arriverà in sostituzione. Sappiamo tutti che Cairo quando vende un giocatore incassa e poi spende molto meno per sostituirlo”.

Però la cifra che offre il River è alquanto bassa e il Torino per prendere Simeone un anno fa dal Napoli ha speso complessivamente, fra prestito e riscatto, quasi 8,5 mln. E’ vero però anche che chiedere 25 mln è un’esagerazione. Sembra che il club argentino non sia poi così intenzionato a comprare il Cholito, non le sembra?
“Tutto vero, di solito se si vuole fortemente un giocatore si offre di più di quello che è costato a chi lo ha, però va anche tenuto conto che si tratta di una prima offerta e che il River sta investendo 15 mln per Ángel Correa l’ex giocatore dell’Atlético Madrid ora al Tigres che anche lui ha superato i 30 anni, ma è comunque un campione del Mondo. Ha preso Nicolás Otamendi, altro campione del Mondo. Il Roover è predisposto a fare una grande squadra per tirarsi fuori da una classifica che non è consona alla storia del club. Tanto più che nel secondo semestre giocherà gli ottavi di finale della Coppa Sudamericana e, secondo me, punterà a vincere qualcosa poiché è da un po' che non vince. Simeone è un nome molto interessante per il River, ma non è l'unico perché ci sono anche calciatori del calibro di Mauro Icardi, Lucas Beltrán, che dovrebbe rientrare dal prestito al Valencia e tornare alla Fiorentina, e anche per loro peserà la volontà”.

Quindi il River non ha difficoltà ad offrire magari 15 mln a Cairo per cedere Simeone, giusto?
“Per il River non sarebbe un problema accontentare Cairo, e sappiamo che quando s’impunta di certo non regala un suo giocatore. Il River è un club che non ha problemi finanziari, anzi è molto ricco. Ci sono molti soci, 300mila, che investono e ha sempre lo stadio pieno. In Argentina c’è una grande crisi economica, ma gli stadi sono sempre pieni e quello del River, il Monumental,  contiene 85 mila spettatori e adesso lo amplieranno ancora. Già solo dall’affitto per ogni concerto guadagna 1 milione di dollari. Lo stadio ha come sponsor Amazon e sono altri soldi. Poi ora è arrivato il direttore sportivo Pablo Longoria e ha già messo sul mercato 15 giocatori che non rientrano più nei piani per cui il club incasserà un gran bel gruzzolo. E arriveranno altri soldi da giocatori ceduti in precedenza e che dopo una rivendita una parte del valore del cartellino spetta al River e stiamo parlando di molto denaro per ogni giocatore. Ancora altri soldi sono arrivati dalla vittoria del Mondiale in Qatar perché il River dà molti giocatori alla Nazionale e magari se rivincesse anche l’attuale Mondiale ne incasserebbe ancora. In passato ci sono state delle gestioni del club disastrose che hanno depauperato le casse, ma adesso non è più così già da un po’ di tempo. Di sicuro non è un problema per il River spendere 15 mln per comprare un giocatore come Simeone. E poi per la storia che hanno i due club e i gemellaggi fra le tifoserie e i Musei si possono sempre trovare formule che accontentino tutti come, ad esempio, pagare 12 mln per Simeone e aggiungere un giovane calciatore di prospettiva e ce ne sono di molto interessanti che possono fare al caso del Toro come Ian Subiabre che è un attaccante classe 2007 e il suo procuratore Caniggia è già un paio d’anni  che vuole portarlo in Europa. Ci sono calciatori di 19-20 anni che potrebbero inserirsi bene e poi se venissero rivenduti farebbero incassare soldi al Torino.
Comunque Simeone sta rientrando dall’Argentina e si dice che incontrerà Cairo e quindi parleranno”.

Simeone in Argentina può aver parlato con qualcuno del River e quindi aver preso la decisione se rimanere al Toro o andare via?
“Sicuramente. Un altro giocatore del Torino che interessa al River è Maripán che già a Superga il 4 maggio mi ha detto che stava parlando con la dirigenza del River. Tornando a Simeone, ci sarà un tira e molla non ho dubbi. I tifosi del River non vorrebbero che per il Cholito il club spendesse più di 15 mln”.

Un conto è quello che vorrebbero i tifosi e un altro è ciò che però decide il Presidente.
“Anche noi al Toro vorremmo uno squadrone, ma non siamo mai stati accontentati. Di sicuro, come dicevo all’inizio, il River ha bisogno di un vero numero 9 peché in attacco gioca con gli esterni che svariano su tutto il fronte offensivo, però non ha una cera punta di riferimento. Poi Simeone può piacere o meno, si certo Icardi è più forte, ma ha anche tante vicende legate alla sua vita privata, mentre Giovanni da questo punto di vista ha una moglie che è una brava ragazza e da qualche mese un figlio. Simeone è un ragazzo semplice, un grande professionista e non porta scompiglio nello spogliatoio. Anche Icardi è forte ha una vita molto movimentata.
Il Rover è un club molto ambizioso e vuole vincere, ma sono un paio d’anni che non si vince nulla e fino a quando i rivali del Boca non vincono neppure loro ci sta, ma se dovessero riuscire a vincere allora sarebbe un grosso problema. L’argentina non riesce ancora ad essere competitiva come il Brasile, ma in Sud America siamo molto forti. Il River ora ha stabilità ed è molto ricco e se anche i calciatori vogliono essere pagati in dollari, 1 dollaro vale circa 1440 pesos argentini, non è così problematico e poi può offrire le coppe internazionali e in uno stadio pieno con 85.000 persone che tifano per te.
Volendo il River può prendere sia Icardi sia Simeone tanto fra il campionato, La Copa de la Liga Profesional, la Copa Argentina e il Conmebol le partite non mancano e c’è spazio per tutti. Il Torino ha cambiato tre allenatori nelle ultime due stagioni e ha dovuto lottare per evitare di finire nella bagarre di chi rischia di retrocedere e negli ultimi anni il massimo a cui ha ambito è il 10° posto e mai né prima con Belotti né più recentemente con Zapata ha mai costruito una squadra attorno al suo giocatore più rappresentativo. Sembra che il Torino voglia rinnovare il contratto a Zapata a cifre più basse, ha un nuovo allenatore Abate giovane e vuole puntare sui giovani e quindi di sicuro Cairo vuole vendere qualche giocatore Adams dopo il Mondiale potrebbe trovare posto in Premier e per Simeone pare scontato che il Presidente voglia chiedere un sacco di soldi. Il modo di fare di Cairo lo conosciamo bene vende e poi fa passare il giocatore per quello che voleva andarsene, anche se in questo caso Simeone avendo detto che vorrebbe tornare prima o poi al River gli ha offerto un grande assist. Il Cholito è molto apprezzato dai tifosi del Torino, ma ha avuto un adattamento diverso da quello, ad esempio, di Maxi Lopez. Con i gol che ha fatta ci fosse stato lo stadio pieno Simeone avrebbe maggiori motivazioni a rimanere e a fare persino meglio un po’ come Vlasic che ha detto che vorrebbe togliersi delle soddisfazioni, ma poi è da vedersi perché a parole si dice una cosa però se gli arrivasse un’offerta interessante dalla Roma voglio vedere cosa fa. E poi sappiamo che dopo il Mondiale Vlasic è sempre tornato spompato. Comunque.
Tutto dipenderà da cosa vuole il giocatore e la società perché se anche venisse proposta una modifica dello stipendio al rialzo e arrivasse la promessa che verrebbe costruita la squadra intorno per puntare all’Europa si fa sentire fondamentale un calciatore, ma se invece il massimo obiettivo è arrivare al 10° posto è inevitabile che preferisci andare altrove dove giocherai le competizioni internazionali e in più torni a casa.
Da tifoso del Toro, non credo che quest’anno cambierà qualche cosa visto che mi sembra che l’intenzione sia puntare su giovani a iniziare dall’allenatore che non si è ancora mai seduto su una panchina in Serie A e si vuole abbassare il costo della rosa. Simeone con i suoi gol ha tirato fuori il Torino dalla zona a rischio Serie B e lo ha portato al 12° posto, ma adesso la società cosa gli offre per trattenerlo?”.