ESCLUSIVA TG – Tricarico: “Chi vuole essere riconfermato nel Toro deve darsi una mossa”

29.03.2018 07:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
ESCLUSIVA TG – Tricarico: “Chi vuole essere riconfermato nel Toro deve darsi una mossa”
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© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com

Fabio Tricarico è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Tricarico attualmente si occupa di scouting per l’Empoli e in predeceda da calciatore aveva militato nel Torino dal 1997 al 2001. Con lui abbiamo parlato della situazione dei granata e della mancanza di obiettivi già a fine marzo.

Mazzarri che cosa può fare per dare un senso al finale di stagione poiché gli obiettivi a fine marzo sono già sfumati?

“Secondo me, Mazzarri dovrebbe risvegliare i giocatori facendo capire loro che chi vuole essere riconfermato o chi vuole mettersi in luce, anche perché presumo che la società voglia delle risposte. Quindi chi va in campo deve metterci volontà, positività e quant’altro. Per dirla in maniera molto diretta: chi vuole essere riconfermato nel Toro deve darsi una mossa”.

Ma se un gruppo di giocatori per svariati motivi in più di tre quarti di campionato non ha reso abbastanza che cosa può fare nell’ultima parte della stagione?

“Appunto deve essere bravo l’allenatore a dare le giuste motivazioni poiché già con Mihajlovic c’erano state problematiche che avevano comportato un andamento altalenate dal punto di vista delle prestazioni e dei risultati. Mazzarri deve dare più responsabilità ai giocatori e far capire a tutti, come dicevo prima, che chi vuole rimanere al Tori deve darsi una svegliata altrimenti cambieranno aria. L’ambiente a Torino può essere positivo da una parte, ma diventa dall’altra negativo quando non si ottengono risultati positivi. Chi ha carattere è giusto che rimanga al Toro, ma chi non lo ha può andare in altre squadre. Secondo me, Mazzarri dovrebbe parlare chiaramente di queste cose nello spogliatoio, magari affrontando certi discorsi a quattr’occhi. Ormai non ci sono più obiettivi da raggiungere, ma comunque i giocatori devono andare in campo motivati per dimostrare che sono all’altezza del Torino”.

Il Torino adesso incontrerà il Cagliari in Sardegna e poi il Crotone nel recupero al Grande Torino ed entrambe sono squadre alla portata che, però, devono fare punti per non retrocedere. Come vanno affrontate queste due partite?

“Da ex calciatore so che l’allenatore valuta tutto durante la settimana negli allenamenti e io chiaramente non vedo il lavoro che viene svolto, quindi, non conosco il termometro della squadra, però, punterei su chi è più volitivo e su chi ha più voglia dal punto di vista agonistico. Diventa tutto più difficile anche con il Cagliari e il Crotone se s’inizia a giocare con un po’ di timore o con poca intensità e si rischia di conseguenza di fare figuracce. Mazzarri, come dicevo, durante la settimana deve capire chi ha voglia di rimanere e giocarsi la riconferma dando tutto poi in partita”.

Ljajic, che è fra quelli che dovrebbero andare via a fine campionato, con la Fiorentina, quando è stato fatto entrare, ha calciato una punizione perfetta mandando in gol Belotti. Va utilizzato di più oppure no?

“Un giocatore come Ljajic, che è fra quelli che hanno maggiore qualità, lo utilizzerei sempre. Magari è da gestire dal punto di vista caratteriale perché per quello che si vede da fuori può sembrare un po’ indisponente, però, per un buon periodo a cavallo fra la passata e l’attuale stagione Mihajlovic era riuscito a farlo rendere con una discreta continuità, quindi, io non mi proverei di Ljajic perché è un ottimo giocatore, ha qualità ed è uno di quei giocatori che può dare quel qualche cosa in più dal punti di vista tecnico. Mazzarri l’ha finora mandato in campo pochissimo forse perché ha una visione del gioco diversa o magari perché caratterialmente non risponde alla tipologia di calciatore che vuole lui. Se al Torino si tirano via anche i giocatori di qualità allora diventa tutto più difficile”.

Dare spazio ai giovani in questo finale di campionato è cosa da farsi o si rischia di bruciarli se la squadra non gira bene?

“Questo rischio ci potrebbe essere, però, io dico sempre che se c’è un giovane promettente e bravo, soprattutto in una società come il Toro, va fatto giocare. Le valutazioni di fanno in base a tutto l’anno, alla settimana lavorativa e di giorno in giorno, quindi, l’allenatore e il suo staff sa chi fra i giovani e pronto per dare in partita e di conseguenza se è il caso di valorizzarlo facendolo giocare. Sono dell’idea che fino a quando si possono valorizzare i propri giocatori è meglio farlo”.

Un caso un po’ spinoso è Belotti, infortuni a parte da quando è guarito ha reso meno delle aspettative. E’ un giocatore sul quale il Torino deve continuare a puntare, se lui vuole veramente rimanere, oppure è meglio cederlo in estate?

“Belotti è un ottimo giocatore, ha forza, cattiveria agonistica e anche tecnica perché ogni tanto realizza gol molto belli, però, avrebbe dovuto già andare via l’estate scorsa. Dico questo perché, secondo me, ha subito il contraccolpo delle cifre esagerate che circolavano al suo riguardo. In assoluto è un giocatore che andrebbe tenuto, ma è in fase calante come d’altronde tutta la squadra per essere onesti, quindi, si tratta di una questione mentale e caratteriale e questi fattori vanno valutati anche per Belotti”.

Niang è arrivato in prestito con l’obbligo di riscatto, ma è uno sul quale bisogna puntare oppure viste le difficoltà che ha trovato anche in altre squadre è meglio cederlo subito dopo averlo riscattato?

“Il problema è che lo riscatti a una cifra alta che mi sembra sia di circa 12-13 milioni e poi cosa si può chiedere per il suo cartellino? E’ difficile che qualcuno vorrà spendere altrettanto per averlo perché pur essendo un buon giocatore non ha ancora dimostrato di dare quel qualche cosa in più che tutti si aspettano da lui. Non è ancora del tutto esploso, anche se le qualità le ha. Dipenderà tutto da Mazzarri, il Torino lo riscatterà perché è obbligato a farlo e se l’allenatore deciderà di puntare su di lui per le caratteristiche che ha e che possono essere compatibili con il modulo che vorrà adottare resterà in granata, altrimenti sarà il caso di prestarlo in modo che possa finalmente esplodere”.   

Il ciclo di Mazzarri inizierà veramente la prossima stagione, di che cosa avrà bisogno per ottenere risultati positivi e raggiungere l’obiettivo dell’Europa League?

“Conoscendo coma fa giocare le sue squadre e la sua mentalità, se rimarrà anche il prossimo anno, si affiderà ai giocatori più vicini a lui e poi cercherà di chiedere alla società calciatori che hanno le caratteristiche giuste per giocare con il suo modulo. Così facendo inizierebbe avvantaggiato e di conseguenza farà di tutto per avere giocatori con caratteristiche adatte al suo concetto di calcio”.