Torino: situazione imbarazzante

27.10.2008 08:12 di Marina Beccuti   vedi letture
Torino: situazione imbarazzante
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La sconfitta nel derby, la quarta consecutiva, al di là dell’importanza emotiva del match, ha portato il Torino all’ultimo posto in classifica, a fianco della Reggina, che però è in recupero, avendo infatti battuto il Lecce domenica. Il Cagliari, mestamente ultimo in classifica poco tempo fa, ha avuto un recupero incredibile, sette punti in tre giornate, tra cui la vittoria ottenuta domenica contro il Toro. Se al Toro c’era euforia dopo la sonante vittoria contro il Lecce alla prima di campionato, forse oggi non è il caso di fare drammi, proprio la storia dei sardi insegna. Occorre trovare un periodo positivo e la classifica si rinnova, oltretutto le squadre sono abbastanza compattate e non c’è una gran fuga, nemmeno in testa, da parte di qualcuno, compresa l’Inter stellare di Mourinho.


Il problema è che il grafico delle otto giornate che riguardano l’andamento del campionato granata è in caduta libera, diciamo, senza troppi giri di parole, che è la squadra che ha avuto il calo peggiore, perché bene o male, le dirette concorrenti hanno avuto un’alternanza di risultati. Forse solo la Roma sta facendo peggio e per la squadra che ha, è davvero incredibile pensare che ha solo due punti in più dei granata.


Prendiamo ad esempio una mail arrivata alla nostra redazione da parte Roberto”Sono un tifoso del Toro di Napoli,circa la pessima posizione di classifica spesso sento parlare di sfortuna. Onestamente io questa squadra la vedo giocare male. Il centrocampo è scarso tecnicamente e lascia sempre l'iniziativa agli avversari. Si può pensare di risolvere il problema del goal solo prendendo degli attaccanti forti? Penso di no, bisogna metterli in condizione di poterlo fare con dei centrocampisti di livello. E’ proprio il centrocampo il cuore della squadra”.


Questo tifoso, a nostro parere, ha azzeccato il problema, quello che spesso non si vuole vedere, perché fa comodo dire che le punte non segnano, perché non hanno mira, sono sfigati sotto rete, non sono campioni. Non è affatto vero, gli attaccanti ci sono, ma se devono farsi chilometri prima di arrivare nella tre quarti avversaria, non è poi così strano non avere la mira giusta. E’ inutile continuare a comprare punte, averne anche in eccesso, mentre ancora non si è trovato il regista, perché Barone non lo è e non ha nemmeno la volontà di esserlo. Però non è il caso di alimentare oggi le voci di mercato, gennaio è lontano e bisogna arrivare alla sosta invernale in una posizione meno deficitaria, poi si vedrà, nel mercato di riparazione bisogna essere concreti e non badare solo ai nomi, ma soprattutto alla sostanza.

Tutto può ancora succedere, la Lazio sognava già lo scudetto e adesso è in caduta libera, l’Inter ha dei punti deboli e il Milan, che sembrava spacciato dopo due giornate, ora è a ridosso delle prime. Però ci vuole volontà per uscirne, soprattutto studiare una formazione più equilibrata, perché anche il calcio è scienza e ci vuole un minimo di programmazione in più per ottenere qualche risultato.