Ora il Torino faccia vedere chi è: servono conferme con l’Udinese dopo la vittoria col Verona
La classifica adesso permette al Torino di non sentire il fiato sul collo di chi lotta per non retrocedere quindi può andare in campo con meno pressione. Tutto merito della vittoria sul Verona perché quei tre punti hanno portato la squadra di Baroni, a una gara dalla fine del girone d’andata, al 10° posto in coabitazione con il Sassuolo. Quel famoso 10° posto che da anni è sinonimo di galleggiare a metà classifica senza riuscire ad ottenere di più, ma che ultimamente rischiava di essere rimpianto per un andamento troppo altalenante che aveva portato i granata pericolosamente a ridosso delle ultime tre posizioni. Ma adesso può tornare a essere una confort zone dalla quale intraprendere un nuovo cammino, anche se per il momento non si conosce ancora la meta da raggiungere.
Cammino che però non deve più avere quegli inciampi come la sconfitta con il Cagliari, che dieci giorni fa aveva rischiato di vanificare le due precedenti vittorie con Sassuolo e Cremonese. Di punti il Torino ne ha già gettati via fin troppi in questa prima parte del campionato e tante volte l’ha fatto davanti al suo pubblico, Atalanta, Pisa, Como, Milan e Cagliari, che non merita proprio di vedere nella propria casa partite mal giocate o comunque errori che le compromettono al di là della bravura e forza degli avversari, soprattutto se questi avversari sono alla portata. In tal senso sarà significativa la partita di domani sera con l’Udinese, che in classifica ha un punto in meno e ha segnato due gol in meno e subito una rete di più, togliendo proprio al Torino il non lusinghiero primato di avere la difesa più perforata della Serie A.
Segnali forti sono stati dati ai giocatori. La panchina di Asllani è stata emblematica di come agirà la società sul mercato: via chi non ha reso come si sperava e altri, Ngonge, Nkounkou e Ilic. si sono salvati solo perché a causa di acciacchi vari non erano fra i convocati. Ma via anche chi non è funzionale al 3-5-2. In più qualche giocatore che di solito si accomodava in panchina, Aboukhlal, Ilkhan e Njie, o che ci era finito, Casadei, ne ha approfittato per mettersi in luce sfruttando l’opportunità di poter giocare.
Petrachi dal suo arrivo era stato molto chiaro in generale “il senso di appartenenza debba essere la priorità per chi sta al Torino, chi c’è deve capire dove è arrivato e lo stesso vale per chi arriverà. … E questo senso di appartenenza in ogni giocatore deve essere molto, ma molto rimarcato”.
Ma anche con mister Baroni: “Equivoci tattici non ce ne devono essere: tutto deve essere ben chiaro. … Ho detto al mister che non mi piace che la squadra si abbassi e che sostanzialmente porti quasi tutti in difesa perché, prima o poi, in Serie A, dove ci sono tanti giocatori di qualità, un gol te lo fanno. Dobbiamo stare più altini e lontani dalla nostra porta. … Marco può e deve fare di più. … Baroni è un grande lavoratore e ha temperamento per questo voglio che la squadra gli somigli. L'unica cosa che deve tirare fuori è pretendere dai suoi giocatori che quando scendano in campo siano la squadra di Baroni. Onestamente, l’anno scorso vedevo nella sua Lazio la voglia di aggredire gli avversari, di fare sempre la partita e di non stare in attesa di. Oggi il Torino deve avere la propria identità e quindi pretendo che Baroni trasferisca totalmente, senza guardare in faccia nessuno, quelle che sono le sue caratteristiche”.
E con i giocatori: “Magari c’è qualche calciatore che non è felicissimo perché è cambiato qualche cosa e non gioca nel suo ruolo specifico e se possiamo dare una mano a chi non è contento per andare via lo faremo. Servono giocatori funzionali: questa è la cosa più importante a gennaio. Non credo che questo sarà un mercato di rivoluzione, ma dovrà essere il mercato di riparazione e, ribadisco, magari mandare a giocare altrove quei giocatori che hanno poco spazio perché nel 3-5-2 c’è qualcuno in più, qualche mezza punta che giocando con il 4-3-3 o il 4-2-3-1 aveva senso, ma che nel 3-5-2 ne ha meno. … il giocatore che qui non sta bene cercheremo di aiutarlo ad andare altrove e dobbiamo portare qui giocatori che hanno entusiasmo, fame e voglia di venire al Toro e che siano funzionali al metodo che il mister ha scelto di portare avanti da qui a fine campionato. … Alla squadra ho detto che voglio vederli cattivi, con il coltello tra i denti. … Sono stanco di sentir dire a volte che la squadra è forte tecnicamente, è bellina, piace perché la squadra deve correre e vincere i contrasti. … voglio una squadra che vinca i duelli personali, che lotti su ogni pallone. … Credo che la squadra abbia delle qualità, ma devono essere messe al servizio. Se come concetto andiamo ad “aggredire “ gli avversari e li andiamo a prendere un pochino più alti con al qualità dei giocatori offensivi che ci ritroviamo, secondo me, possiamo sempre fare qualche gol in più, creare qualche cosa in più e, soprattutto, difendiamo nella metà campo avversaria. … Voglio che lo spirito del Toro, che ci ha sempre contraddistinto, entri nella squadra”.
Il Torino ha una doppia priorità per il mercato: prendere un difensore centrale, un esterno e un centrocampista e cedere, per dirla con parole di Petrachi, “chi è a fine corsa”. Il mercato ha aperto il 2 gennaio, quattro giorni fa, e per il momento nessun movimento né in entrata né in uscita per cui, come accaduto con il Verona, toccherà a Baroni e ai giocatori dimostrare di essere da Toro e non deludere ancora i propri tifosi.
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