Di Pasquale: "Spiace per Baroni, la sua Lazio aveva anche fatto divertire"

Di Pasquale: "Spiace per Baroni, la sua Lazio aveva anche fatto divertire"
© foto di Di Pasquale
Oggi alle 16:08Esclusive
di Marina Beccuti

La redazione di TorinoGranata ha intervistato in esclusiva la giornalista romana Arianna Di Pasquale, Caporedattore Lazio Press e collaboratrice de Il Tempo e Radio Sei, per analizzare la partita di domenica scorsa Torino-Lazio, finita con la vittoria dei granata per 2-0. 

Intervista Arianna Di Pasquale

Cos'è successo alla Lazio a Torino? La classica fortuna del neo allenatore o la testa altrove, ovvero Coppa Italia?

La Lazio non è praticamente scesa in campo, l’abbiamo vista solo negli ultimi minuti: troppo poco per una squadra che dovrebbe avere ambizioni importanti. È stata prevedibile, lenta, senza idee. Per non parlare del grande problema in zona offensiva. La gara di domenica è la fotografia della stagione; una stagione nata male, che va a avanti a fatica. Non so se i biancocelesti avessero già la testa all’Atalanta, ma arrivarci con questa prestazione temo non sia utile. La speranza ovviamente è che ora ci sia una reazione importante.

Sarri ad un certo punto ha detto dal campo che i granata erano più vivi, d'accordo?

Sicuramente più motivati, più in partita. Il Toro non merita la posizione in classifica che occupa, è prevedibile che in un momento di difficoltà esca fuori anche l’orgoglio. E lo abbiamo visto. Simeone, al di là del gol,  ha trascinato i suoi. La Lazio ora ha un impegno importante, il più importante della stagione, in Coppa Italia, non so quindi se inconsciamente la squadra fosse già con la testa alla prossima partita. Fatto sta che la sfida più sentita per i due club resta quella che si sta giocando con i rispettivi presidenti: l’Olimpico a Roma è deserto già da qualche settimana e il clima anche a Torino è stato molto simile.

Quanto hanno pesato le assenze?

La Lazio convive con le assenze dall’inizio della stagione. Sarri non ha mai avuto la rosa al completo. Pedro per questa squadra resta fondamentale nonostante il minutaggio limitato di quest’anno, Rovella lo abbiamo visto con Baroni quanto sia fondamentale per la rosa, Gila è uno degli inamovibili e Basic ormai è diventato a tutti gli effetti un titolarissimo. In più non c’era Maldini. Diciamo che il quadro dell’infermeria è piuttosto inquietante, ma questo non credo giustifichi l’atteggiamento di domenica.

La Lazio ha poco da chiedere a questo campionato, un po' di rilassatezza?

Più che rilassati, a me i biancocelesti sembrano demotivati. La stagione, ripeto, è partita male ma poi a gennaio è addirittura peggiorata: la Lazio ha perso due titolari, Guendouzi e Castellanos, senza rimpiazzarli con giocatori pronti. In più manca proprio la mezzala destra; inoltre credo che la leadership che ha il francese ora avrebbe fatto comodo a questo gruppo.                                                                     

Che ne pensi di questo Torino targato d'Aversa?

Sicuramente è presto per valutare il lavoro del tecnico. Certamente abbiamo visto un Toro che voleva fare bene e ottenere punti, quindi dal punto di vista mentale la scossa c’è stata, come però spesso accade quando c’è un cambio in panchina. Detto questo, è un allenatore preparato e anche abituato a stare in zone delicate della classifica; anche se la sua ultima esperienza in A non si è conclusa bene, sembra essere tornato ad allenare con grande motivazione. Il Torino per me, dal centrocampo in sù, ha importanti valori tecnici. Dispiace comunque per Baroni che a Roma, per buona parte della stagione, con il suo calcio offensivo aveva fatto divertire e appassionare.