PAROLA DI DS D'Agnelli: "Rimonta con l'Inter merito del Toro. Per la prossima stagione punterei su Ilkhan"
Reazione veemente contro la capolista, più merito del Toro o demerito dell'Inter?
"Per me è più merito del Toro, perché dopo una prima parte in cui ha guardato l’Inter, che infatti è andata meritatamente sopra 2-0, la squadra ha avuto la forza di crederci, di restare dentro la partita e di accorciare le distanze. Dopo il gol di Simeone la gara cambia identità, ritmo e geografia: per 10/15 minuti l’Inter viene letteralmente schiacciata nella propria metà campo, incapace di uscire, mentre il Toro gioca il miglior segmento della sua partita con intensità, coraggio e struttura. Il rigore nasce proprio da quella fase di dominio, non da un errore isolato dei nerazzurri, e Vlasic, fino a quel momento in modalità “aperitivo pomeridiano”, lo trasforma con una freddezza da leader, chiudendo un cerchio emotivo e tecnico che certifica che la rimonta è stata costruita, non regalata. Quindi un buon punto contro la capolista ma bisogna lavorare su quei 50/60 minuti di apatia prestativa".
Ilkhan protagonista in una partita difficile, l'anno prossimo punteresti sul giovane turco?
"Per me sì, ci punterei, proprio perché in una partita così difficile, contro la capolista Inter, Ilkhan ha dimostrato di avere qualità, geometrie e personalità, nonostante con D’Aversa sia stato utilizzato purtroppo pochissimo. Quindi non è un giocatore pronto perché ha giocato tanto, è un giocatore che ha risposto presente nonostante abbia giocato poco, e questo vale doppio per chi deve valutare la scelta se tenerlo o no. Ilkhan non solo entra con lo spirito giusto ma dà ordine, verticalizza, partecipa all’azione che riapre la gara e lo fa contro l'Inter, in un contesto dove molti si sarebbero nascosti. E poi c’è un dettaglio non da poco, giocava contro il suo idolo, Çalhanoglu, e invece di farsi schiacciare dal confronto, si è acceso. Questo racconta tanto della sua testa, che nel calcio moderno è tanto importante quanto la tecnica".
Poco spazio per Marianucci, ancora troppo acerbo per la Serie A?
"Sì, oggi per me Marianucci è ancora troppo acerbo per essere un titolare affidabile in Serie A, per lo meno in squadre che devono stare nella parte sinistra della classifica. Però non è un problema di età, perché per me il giovane bravo deve giocare per meriti non per obblighi federali, ma di percorso, è un difensore che ha qualità, personalità e prospettiva da alto livello, ma arriva da un salto rapidissimo C‑A senza aver costruito quel bagaglio di tot di partite consecutive che servono per diventare affidabili in una squadra che vuole crescere e vuole fare un campionato rilevante. La Nazionale U21 certifica il potenziale, non la maturità definitiva, e il minutaggio quasi nullo di quest’anno pesa più di qualsiasi discorso anagrafico. Un centrale giovane può giocare eccome, ma deve arrivare già rodato, mentre lui oggi è ancora in fase di consolidamento delle letture, dei tempi, della gestione dell’errore e della continuità mentale. Il Toro, che la prossima stagione non può permettersi un’altra annata anonima, non può partire con un difensore che deve ancora completare la formazione, può essere una risorsa di rotazione, può crescere, può diventare forte, ma per essere un titolare vero gli serve un anno di campo vero , magari in una squadra con meno ambizioni , ma che possa garantirgli minutaggio costante".
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