PAROLA DI DS D'Agnelli: "La rete di Casadei ha riattivato le energie fisiche e mentali del Toro"

PAROLA DI DS D'Agnelli: "La rete di Casadei ha riattivato le energie fisiche e mentali del Toro"
Oggi alle 16:35Esclusive
di Marcello Ferron
Ogni lunedì, in esclusiva per Torinogranata.it, le riflessioni tecniche dell'esperto Direttore Sportivo Rino D'Agnelli

Pareggio di grinta e coraggio, finalmente un derby senza sconfitta.

"Il derby si è sviluppato dentro un contesto iniziale del tutto anomalo, segnato da tensione sugli spalti, incidenti all’esterno dello stadio, riscaldamento ridotto e un calcio d’inizio posticipato di un’ora. Queste condizioni hanno alterato in modo significativo i processi di attivazione mentale e fisica delle squadre, generando un pre gara privo di continuità, con routine spezzate e livelli di concentrazione alterati. In questo scenario, il Toro ha mostrato una sorprendente capacità di adattamento immediato, entrando in campo con intensità, aggressività e un approccio competitivo superiore a quelle della Juve. Dopo un avvio positivo dei granata, la Juventus ha progressivamente assunto il controllo della gara attraverso una gestione  del possesso, una migliore occupazione degli spazi e una maggiore qualità nelle giocate. Questo porta al doppio vantaggio bianconero che risulta la naturale conseguenza di quanto visto fino a quel momento. Il Torino ha perso compattezza e stavano riaffiorando i fantasmi degli altri derby con segnali di spegnimento emotivo e rischio di scivolare nel consueto copione negativo del  passato. La svolta è arrivata con il gol di Casadei su palla inattiva, episodio che ha avuto un impatto psicologico determinante in una fase della partita particolare. La rete ha riattivato le energie sia fisiche che mentali, ristabilendo la tanto richiesta aggressività da Toro, fiducia e senso di appartenenza. Da quel momento il Toro ha iniziato a interpretare il derby secondo i propri codici identitari, pressione più alta, duelli all'arma bianca, seconde palle attaccate con aggressione e continuità, ritmo e una cattiveria agonistica che ha cambiato l’inerzia della gara. Parallelamente, la Juve ha mostrato un evidente default mentale, amplificato probabilmente dai risultati provenienti dagli altri campi che hanno certificato l’esclusione dalla Champions League. Il calo di tensione, la riduzione dell’intensità e la perdita di lucidità nelle scelte hanno favorito la rimonta granata, culminata nel pareggio con una fase finale in cui il Toro è apparso più determinato, più in partita".

Casadei ha grandi doti realizzative, ma in quale ruolo può rendere meglio?

"Casadei secondo me rende meglio come mezzala offensiva, e la gara di oggi lo ha confermato in modo chiaro, questo ruolo esalta la sua capacità di fare gol, la sua potenza negli inserimenti e soprattutto la sua fisicità dominante sulle palle inattive, dove è diventato un fattore evidente sia in attacco sia in difesa. Da mezzala può partire da dietro, scegliere il tempo, arrivare in area come uomo aggiunto, a fari spenti, creare superiorità nei duelli e sfruttare la struttura. Da trequartista può adattarsi, ma perde campo davanti, da mediano limita un po'  la sua natura offensiva. In un 3‑5‑2 e sue varianti è la mezzala che rompe, entra, attacca la porta e sposta gli equilibri anche sulle palle inattive, dove oggi ha dimostrato di essere una sua arma pesante".

Segni di fragilità difensiva evidenti, ci vuole una rivoluzione dietro?

"Nonostante il pareggio, i due gol subiti contro la Juve dimostrano una fragilità difensiva strutturale che avevano già evidenziato negli interventi delle scorse settimane quindi non episodica. Sul primo gol, nonostante 4/5 uomini in area, Vlahović ha potuto controllare, sterzare, girarsi e calciare senza che nessuno lo contrastasse,  questo significa posizionamento sbagliato, troppe distanze dagli avversari , concentrazione zero comando della zona e totale passività nei duelli. Il secondo gol è stato praticamente la copia del primo, con gli stessi errori, linea che non accorcia, nessuno che rompe sul portatore, nessuno che sporca la conclusione, nessuna leadership che ordina tempi e movimenti della difesa. Quando subisci due reti simili nella stessa partita, con gli stessi difetti, vuol dire che il reparto  ha principi da rivedere, non ha gerarchie, non ha aggressività e non ha morfologia adeguata per reggere il livello alto. Per questo secondo me non basta un ritocco serve di più  due centrali esperti veri, un giovane pronto e strutturato, esterni che sappiano fare bene la fase di non possesso ecc. Solo così trasformi un reparto oggi poco competitivo in una linea solida, aggressiva e capace di reggere le partite che contano e una classifica più consona per il blasone granata. Come avevo detto la scorsa settimana , questa partita, doveva appunto servire per certificare eventuali uscite o eventuali conferme o magari modifiche al fine di programmare al meglio la prossima stagione nella speranza di vedere il Toro nella parte sinistra della classifica e perché no magari finalmente in qualche coppa europea. Per quanto riguarda quello che è accaduto ieri prima della partita ad oggi la società dovrebbe aver superato certe dinamiche,  invece ogni tanto ricade in comportamenti primitivi, tribali, totalmente scollegati dal campo, che riflettono anche la quotidianità che purtroppo stiamo vivendo nelle nostre città. Il derby dovrebbe essere festa, colore, rivalità sana. Invece ancora una volta la cronaca supera il calcio, tra l'altro in questo caso privo di stimoli e con stagioni deludenti da entrambe le parti, scontri, tensioni, feriti, scenari che nel 2026 non dovrebbero più esistere. Il calcio è un gioco, e quando smette di esserlo perde la sua essenza".