ESCLUSIVA TG – Cauet: “Per l’Inter la gara col Torino potrà essere già decisiva per lo scudetto. Il Toro è un grande club peccato sia in difficoltà”
Benoît Cauet è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Cauet ha indossato la maglia granata nella stagione 2001-2002 e in precedenza quella dell’Inter dal 1997 al 2001, attualmente è un allenatore. Con lui abbiamo parlato della partita che si giocherà domenica alle 18 fra le sue due ex squadre.
All’andata la gara con l’Inter, prima di campionato, fu una sconfitta pesante, 5 a 0, per il Torino e adesso a cinque giornate dalla fine i nerazzurri sono a un passo dallo scudetto e hanno bisogno di racimolare gli ultimi punti, mentre i granata sono di fatto salvi. Cosa si aspetta da Torino-Inter domenica?
“Mi aspetto una partita decisiva per l'Inter perché sul punto di vista dei punti ne ha bisogno di tre per poter forse già chiudere il discorso scudetto con quattro giornate d’anticipo a livello matematico se il Milan e il Napoli non vincessero con Cremonese e Juventus e invece l'Inter avesse la meglio sul Torino. E’ quindi chiaro che le motivazioni dell'Inter sono al massimo. Il Torino è in una posizione confortevole perché ha già 40 punti e non ha niente da perdere per cui ha tutto da giocarsela e fare una buona partita per mettere in difficoltà l'avversario”.
La scorsa partita con Cremonese, in piena lotta per la salvezza, è stata brutta, giocata molto male dal Torino anche se alla fine ha strappato un punticino, però se fosse stato un incontro di pugilato ai punti l’avrebbe vinto la Cremonese. I tifosi del Toro sono un po’ preoccupati per la gara con l’Inter, hanno ragione di esserlo?
“La partita in sé non è stata bella e la Cremonese ha disputato per le sue possibilità un’ottima gara ed è vero che avrebbe meritato di vincere, ma il Torino si è difeso bene e ha dato tutto per evitare la sconfitta riuscendo a portare a casa un punto importante che gli ha permesso di arrivare a 40 che è la soglia che di solito garantisce la salvezza. Il Torino deve tenersi questo punto, però è chiaro che la qualità e le capacità del gioco dei granata non sono state l'altezza del Torino, speriamo quindi che la squadra faccia meglio con l’Inter”.
E soprattutto che non faccia una partita come all’andata.
“Questo sicuramente perché non era stato una bella cosa, ma può succedere. Purtroppo nel calcio capitano queste cose e l'Inter ne sa qualche cosa visto che lo scorso anno perse con il Paris Saint Germain la finale di Champions per 5 a 0. Può succedere a tutti e contro tutti, ci sono dei momenti belli e brutti nel calcio. Comunque bisogna tener presente che il Torino a questo punto è di fatto salvo avendo dodici punti in più delle terzultime Cremonese e Lecce e con ancora 15 punti a disposizione di qui alla fine del campionato. Deve fare solo qualche punticino e cercare di finire bene questo campionato. Non solo l’Inter ha forti motivazioni poiché ne ha d’importanti anche il Torino proprio perché deve cercare di fare il meglio possibile in queste ultime cinque partite”.
Il Torino giocherà in casa e ci saranno tantissimi tifosi dell'Inter, se ne prevedono circa 15.000 in uno stadio che ne contiene 28 177. E poi in più c'è la questione che nelle partite in casa, da quella con Lecce del 1 febbraio, i tifosi del Toro in contestazione nei confronti del presidente Cairo disertano in massa lo stadio. Sarà una partita particolare anche dal punto di vista ambientale?
“Sicuramente per il Torino forse sarà una partita come se non giocasse in casa, anche perché i tifosi interisti arriveranno in grande numero per sostenere la loro squadra perché è una gara che potrebbe essere decisiva per lo scudetto. In generale l'ambiente intorno ai granata non è al meglio in questo momento perché c'è giustamente una contestazione verso il Presidente. È chiaro che i tifosi del Torino saranno comunque dalla parte della loro squadra, ma è innegabile che quelli dell’Inter allo stadio Grande Torino faranno sentire un sonoro sostegno ai loro giocatori che, come dicevo, hanno una fortissima motivazione per cercare di prendere i tre punti decisivi per lo scudetto”.
Lei in generale di questa stagione del Torino che idea si è fatto?
“Penso che sia stato un campionato molto complicato. La squadra è stata brava a non cedere perché questo avrebbe potuto portare a un disastro, fosse capitato il Torino si sarebbe trovato in difficoltà molto maggiori conquistando meno punti e oggi si ritroverebbe con un punteggio molto inferiore dell’attuale. Bravi i giocatori a tenere la testa sulle spalle per poter fare prestazioni giuste e portare a casa i punti necessari. Alla fine il Torino se l’è cavata abbastanza bene in questa stagione perché di fatto e salvo e mancano ancora cinque partite alla fine del campionato. Vedo una squadra come la Fiorentina che ha delle “armi” e un parco giocatori ben diversi e che ha avuto grossissime difficoltà e che si sta salvando grazie a un allenatore Vanoli, che voi del Toro conoscete benissimo. Il Torino ha fatto molti cambi in questa stagione, a partire dalla scorsa estate e anche l’allenatore non è lo stesso dell’inizio, proprio perché c’erano delle difficoltà dovute a tanti fattori”.
A questo punto oltre a cercare di finire il meglio possibile la stagione per il Torino bisognerebbe già pensare al prossimo anno, ma è appena uscito il bilancio del 2025 ed è in rosso di 13,1 milioni e il club ha debiti per 160,5. Di certo questo non aiuterà ad allestire una squadra migliore per il prossimo campionato.
“Purtroppo il rosso non è il vino, queste sono problematiche importanti e non riguardano solo il Torino ma in generale la mancanza di denaro e le difficoltà economiche e i piani per poter rientrare dei debiti e riportare il bilancio in positivo non permettono di spendere cifre per prendere giocatori e quindi si è obbligati a vendere qualche calciatore fra i più bravi che ci sono in rosa. E’ una questione molto complicata”.
Il rischio è quindi che la prossima stagione sarà sulla falsariga se non proprio di questa comunque di quelle dove al massimo il Torino può aspirare ad arrivare a metà classifica?
“Sì, le problematiche sono queste. Il Torino è una grande società, ha un nome prestigioso e una storia unica e incredibile, ma si ritrova ad avere queste difficoltà e nel 2023-‘24 pur essendo arrivato a 53 punti si piazzò al 9° posto e rimase fuori dalle coppe europee e poi gli ultimi due campionati sono stati così così, l’ultimo poi molto difficoltoso: è un vero peccato”.
Il 16 maggio il Torino ricorderà la vittoria dell’ultimo scudetto che però risale a 50 anni fa e dopo allora a parte la Coppa Mitropa nel 1991 e la Coppa Italia nel 1993 non ha vinto altro e al più è arrivato in finale di Coppa Uefa nel ‘92 e 3 volte agli inizi degli anni ’80 in finale in Coppa Italia. Purtroppo cinquant’anni con pochissimi successi.
“Questa è la realtà. Lo scudetto del ‘76 va festeggiato così almeno si è sicuri di restare coperti. Battute a parte, è un vero peccato che un club glorioso come il Torino non vinca niente da così tanto tempo, ma purtroppo nel calcio vincere è sempre più difficile e per darlo servono tantissimi soldi”.
Cambiando argomento e parlando di lei adesso cosa sta facendo di bello nel mondo del calcio?
“Alleno, ma attualmente sono senza squadra da 2-3 anni e quindi osservo, vedo partite e faccio altre cose in attesa che cambi qualche cosa”.
Visto che vede tante partite, c'è qualche giocatore che secondo lei il Torino potrebbe prendere per la prossima stagione?
“Beh ci sono dei giocatori in altri paesi che sono interessanti, poi però bisogna essere bravi ad andare a cercarli, a prenderli e infine a metterli nelle situazioni migliori per rendere ala massimo, ma sicuramente sì ci sono. Purtroppo è brutto dirlo, però il potenziale dei francesi in Ligue 1 e 2 è superiore a quello dei ragazzi che giocano in Serie A e in B in Italia e infatti in Francia ci sono molti giocatori interessanti che hanno il potenziale per essere valorizzati e far anche guadagnare soldi ai club che li prendono. Poi è chiaro che il tifoso vuol vedere una squadra che vince e non fare campionati in cui si valorizzano i giocatori altrui. Capisco tutto questo. Ormai il calciomercato è fatto solo per fare soldi e meno per vincere, ed è un vero peccato”.
Un’ultima cosa, se dovesse fare un pronostico su Torino-Inter quale sarebbe?
“Come ho detto le motivazioni dell'Inter sono altissime. Penso che gli ultimi tre risultati che hanno fatto i nerazzurri battendo Roma, Como e Cagliari e in Coppa Italia eliminando il Como e arrivando alla finale con la Lazio hanno dato tanta energia. L’anno scorso alla fine l’Inter ha perso tutto quindi quest'anno c'è la rabbia e tante cose che devono venire fuori perché è stata una stagione difficile per l’eliminazione dalla Champions e per aver perso la Supercoppa Italiana, ma in campionato i nerazzurri sono stati sempre in testa alla classifica e adesso manca poco per lo scudetto per cui devono fare l’ultimo sforzo per poi concentrarsi sulla finale di Coppa Italia. Credo che le motivazioni dell'Inter siano altissime e metto avanti il fatto che l'Inter sarà molto più determinata del Torino a cercare di portare a casa questi tre punti”.
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