Torino-Genoa, le pagelle: dalla mischia spunta la cresta del Gallo, Iago classe e sacrificio

 di Alex Bembi  articolo letto 6416 volte
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Torino-Genoa, le pagelle: dalla mischia spunta la cresta del Gallo, Iago classe e sacrificio

Hart 6,5: buona gara, molto attento. Un paio di respinte decisive, una sola parata degna di nota per tempo: prima sulla botta di Cofie e nella ripresa su Ninkovic d’istinto.

Zappacosta 5,5: spinge pochissimo, preoccupato dalla vivacità di Laxalt. L’unica buona occasione in attacco la spreca malamente cercando il cross invece che la conclusione.

Rossettini 7,5: continua a stupire. Partito riserva di Bovo, si è conquistato la titolarità a suon di buone prestazioni che, nel tempo, sono costantemente migliorate. Oggi una delle migliori gare da quando è a Torino, un vero muro difensivo su cui sbattono tutti i tentativi genoani. Di testa svetta su tutti, sbarra tutte le vie per arrivare ad Hart, che siano di sua competenza o per tamponare una falla aperta dal compagno di reparto.

Castan 5,5: in ripresa rispetto al disastro nel derby, ma comunque disattento e falloso. Sembra un po’ stanco e, visto il minutaggio accumulato in questa stagione dopo due annate fermo, ci sta tutto. E’ un giocatore di categoria superiore che va dosato a causa dei noti problemi, se ogni tanto potesse rifiatare sarebbe il top. Messaggio ricevuto Presidente?

Barreca 6: quella contro Lazovic è una bella sfida, tra due promesse del campionato italiano. Finisce in parità e lui, con alcune buone azioni difensive e la bomba da fuori area che per poco non lo fa gridare al gol, torna a sorridere dopo un paio di gare sbagliate.

Benassi 5,5: anonimo, non si inserisce mai e si limita a giocate facili, alcune volte fallendo anche quelle. (dal 84’ Acquah sv).

Valdifiori 5,5: uno dei peggiori nel bruttissimo primo tempo granata. Si riprende un po’ nella ripresa, ma è in fase calante da settimane. Ancora una volta brilla più in interdizione, quando nel finale il Toro rincula e bada solo a difendere il vantaggio, piuttosto che quando deve impostare.

Obi 5,5: recuperato alla causa dopo l’ennesimo infortunio, ci si aspetta da lui (molto chiacchierato da radio mercato) tanta voglia di dimostrare di meritare la fiducia di Mihajlovic. Non riesce a brillare, spesso è fuori dal gioco e finisce per sparire del tutto servendo la sostituzione al suo tecnico su un piatto d’argento. (dal 74’ Baselli 6: con uno dei suoi soliti inserimenti sfiora il gol, murato da Burdisso in angolo. Vivace).

Iago Falque 6,5: un paio di numeri d’alta scuola, il gol sfiorato con un tiro a giro (suo marchio di fabbrica) che esce per una questione di millimetri. Aiuta moltissimo in difesa, come faceva a inizio campionato: sacrificio prezioso ed encomiabile, premiato dai tre punti (dal 89’ Boyè sv).

Belotti 7,5: una forza della natura, ma ormai è noto. Il suo marcatore viene ammonito dopo pochi minuti perché costretto ad abbatterlo. Spesso con lui usano le cattive maniere e altrettanto spesso non riescono a fermarlo neppure così. Gli avversari sembrano cow boys che provano a fermare un bisonte con del filo interdentale, invece che con il lazo. Al solito, la decide lui, quando dal mischione in area spunta la cresta del gallo prima di tutti e in spaccata mette dentro una palla che sblocca il Toro. E Lamanna pesca dal cilindro la parata della settimana per impedirgli un raddoppio che sarebbe stato più che meritato.

Ljajic 6: come da par suo, si accende solo a intermittenza. Doveva dare delle risposte già dopo il derby, ma a Napoli ha steccato malamente. Contro i rossoblu è ad ogni modo decisivo: sua la punizione che pesca Belotti per il gol scaccia paura. Sparisce per larghi tratti di gara, ma non si possono dimenticare giocate d’alta scuola come quella a inizio match che irride Izzo e impegna severamente Lamanna. Sicuramente in ripresa dopo la strigliata subita dal suo allenatore.

Alex Bembi