Ventura: "Oggi è importante lavorare per diventare"

Bene il fatto che i giocatori cercano di assimilare gli insegnamenti. Positivo che non ci siano stati grandi infortuni vista la pioggia che rende il campo pesante. Suciu lo ha fatto adirare, ma merita i complimenti per la gara con la Feltrese.
23.07.2011 21:48 di Elena Rossin   vedi letture
Ventura: "Oggi è importante lavorare per diventare"
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© foto di Giacomo Morini

Finita la seconda amichevole Ventura è venuto a parlare con i giornalisti per commentare la gara e fare il punto dopo la prima settimana di ritiro.

Ci faccia il bilancio dopo la prima settimana di lavoro?
“Più che positivo, perché abbiamo recuperato alcuni giocatori. Oggi non hanno giocato Stevanovic e Di Cesare, ma sono recuperati. Sette giorni senza grandi problemi fisici tenendo presente che piove sempre e il campo è pesante, questa è la cosa principale. La partita di oggi non è stata bella sotto un certo punto di vista, però mi ha soddisfatto perché per novanta minuti i ragazzi hanno cercato di eseguire delle cose che volevamo fare, alle volte riuscendoci altre no, ma la disponibilità, che è la cosa più importante di questi tempi, c’è stata ed era totale. Questa è la cosa che mi soddisfa in maniera assoluta”.

L’impostazione che sta dando è finalizzata ad una partenza sprint?
“Pensare di partire leggeri è un eufemismo, perché allenarsi sette giorni due volte al dì sotto l’acqua su un campo così pesante non potrà renderci leggeri, ci vorrà un mese prima di tornare a essere leggeri (ride, ndr). Il problema non è questo. Da un lato c’è la preparazione fisica e dall’altro ci sono dei concetti per alcuni giocatori anche nuovi e quindi i concetti nuovi non si assimilano in una settimana e neanche in due, ci vuole del tempo. Parlo sempre della disponibilità, perché se non c’è la disponibilità nel calciatore non si riesce a fare niente di organizzato, e mi sembra che ci sia”.

Prima parlava di disponibilità da parte dei giocatori. Ha visto se in campo stanno concretizzando quanto lei insegna loro durante gli allenamenti?
“Oggi bastava buttare tre volte la palla lunga e avremmo fatto sette gol, ma non avremmo ottenuto assolutamente niente. Preferisco che non siano stati fatti grandi tiri in porta, ma che ci sia stata la voglia di andare a provare. Il giocatore o, mediamente, anche il pubblico quantifica la prestazione in base al fatto che abbiamo giocato un’amichevole con una squadra di bassa categoria e se finiva dieci a zero era una buona partita. Io dico, invece, che oggi è finita tre a zero contro una squadra un pochettino migliore rispetto a quella della settimana scorsa, partita finita dodici a zero, ma con grandi lacune; oggi tre a zero, ma di gran lunga superiore. Meno spettacolare naturalmente, ma oggi era importante lavorare per acquisire. Non possiamo essere, dobbiamo lavorare per diventare: questo è il concetto”.

Un 4-2-4 vero quello visto oggi.
“Certo perché non rientrando nessuno era verissimo, però va bene. Al di là della battuta confermo quello che ho appena detto: se avessimo voluto fare più gol avremmo fatto altre cose e li avremmo fatti. C’è stata la ricerca sistematica di eseguire una-due situazioni e una volta incamerate passeremo a quelle successive, dobbiamo fare una cosa alla volta”.

Ha provato Suciu anche da mediano, prima del ritiro aveva detto che lo avrebbe valutato. Qual è il suo giudizio su di lui?
“E’ il giocatore con il quale mi sono arrabbiato di più, ma è la prima volta che faccio un complimento in diretta, perché oggi nella prima mezz’ora quando ha giocato da centrocampista ha fatto benissimo e quando è andato a fare la punta, pur non essendolo ma messo in quel ruolo perché non avevamo altro, si è comportato in maniera egregia. Suciu ha le potenzialità e credo che in questi giorni abbia capito qual è la strada per iniziare a lavorare per diventare un giocatore”.

Il futuro di Bianchi?
“Lo dico sinceramente si parla sempre e solo di Cairo e di Bianchi, Ogbonna e Rubin che vanno via, io vorrei che si parlasse del Torino, di quello che sarà il nostro futuro, di quelli che sono i presupposti per costruire il futuro di questa squadra, perché bisogna ridare un futuro a questa squadra. Capisco la domanda e quindi dico che Bianchi in questo momento è del Torino ed è il capitano e rimane tale. Ripeto non è possibile che parlando di una società che ha la storia del Torino si finisca solo per dire se Rubin va o no al Cesena; se il ragazzo andrà al Cesena è giusto così, perché va in serie A e come si fa a impedirglielo, se rimane è il giocatore più accettato del mondo perché è un ragazzo straordinario”.

Dalla seconda settimana di Sappada che cosa si aspetta?
“Una cosa sola: il sole, non chiedo altro tutto il resto poi viene da solo. In trent’anni di calcio non mi era mai capitata una cosa del genere, è impressionante tutti i giorni mattina e pomeriggio piove. La prima cosa che ho detto è che ero soddisfatto perché non ci sono stati grandi infortuni, perché lavorare due volte al giorno in un campo così sotto tutta quest’acqua, credetemi, non è assolutamente facile. Non è un problema solo nostro ma di tutti quelli che stanno in questa zona; purtroppo abbiamo beccato un momento non buono sotto l’aspetto climatico”.

Si può prevedere un rientro anticipato a Torino?
“No, ormai mancano sei giorni e quindi il rientro a Torino sarà ancora più agognato perché c’è caldo e abbiamo bisogno di bel tempo”.