Torino, LIVE Petrachi: “Arriveranno il portiere e due difensori centrali. Devo valorizzare Cacciamani, Obrador costa 9 mln”

Torino, LIVE Petrachi: “Arriveranno il portiere e due difensori centrali. Devo valorizzare Cacciamani, Obrador costa 9 mln”
Gianluca Petrachi
© foto di Elena Rossin
venerdì 10 luglio 2026, 14:12Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Dall'inviata alla conferenza stampa Elena Rossin
Il direttore sportivo Gianluca Petrachi, delegato da Cairo, presenta il nuovo allenatore del Torino Ignazio Abate. Le priorità: un portiere, ma non è Gill e due difensori centrali. Valsic resta. E i giovani vanno valorizzati

Dopo che aveva parlato all’inizio della conferenza stampa presentando, su delega del presidente Urbano Cairo, il nuovo allenatore granata Ignazio Abate e avendogli dato spazio per rispondere alle domande, il direttore sportivo del Torino Gianluca Petrachi a sua volta ha risposto alle domande che gli sono state rivolte dai giornalisti presenti. Cliccando sul seguente link si può leggere quanto ha detto Abate https://www.torinogranata.it/primo-piano/live-presentazione-dell-allenatore-abate-presenza-cairo-187202

La squadra è ancora da allestire e molto dipenderà dagli obiettivi concreti a fine mercato. Visto che negli ultimi anni spesso i tifosi si aspettavano l’Europa e solo due volte in 20 anni è stata raggiunta, la comunicazione degli obiettivi realistici può essere importante e anche questo può influire sul rapporto con i tifosi, per cui a fine mercato si potrà dare questo messaggio?
“Mah, dire anticipatamente gli obiettivi a volte è controproducente in Virtù del fatto che qui sta avvenendo un vero e proprio cambiamento e forse è questa la cosa sulla quale dobbiamo concentrarci di più. Ho detto che avrei cambiato tantissimo e che mi sarei impegnato a cambiare più cose perché quando sono arrivato a gennaio c’erano tante cose che non funzionavano, a mio parere. Credo che sia stato davvero difficile salvarci nonostante I valori tecnici fossero più alti. A volte anche con le squadre forti si rischia di andare giù e retrocedere. La cosa che mi piacerebbe fare è ricreare un circolo virtuoso, nel senso di portare i giocatori con fame ed entusiasmo e che hanno l’ambizione di affermarsi nel Toro e di giocare veramente Con il coltello fra i denti. Ma soprattutto forse la mia ambizione è che il Toro diventi la mina vagante del campionato. Questa è la cosa che ho dentro di me e che mi piacerebbe che si verificasse e naturalmente ci metterò l’anima, cosa che sto facendo da quando sono arrivato a gennaio modificando tantissime cose all’interno e portando idee che possano avere delle visioni. Credo che la visione di quello che si vuol fare sia importante E quando la visione si sposa con la scelta tecnica (indica Abate, ndr) io condivido in pieno tutto ciò che è il modo di fare calcio di Ignazio perché mi rappresenta ed è anche il mio calcio. E quindi la visione dove sta? Nel cercare di portare giocatori funzionali affinché la squadra si identifichi nel proprio allenatore e che anche i giovani crescano. È verissimo che adesso siamo corti, ma perché io non dovrei dare la possibilità a tutti questi ragazzotti che abbiamo di mettersi in evidenza e dimostrare di essere da Torino? Si dice sempre che in Italia non ci sia il coraggio, Ma penso di aver sempre dimostrato di avere il coraggio avendo preso giocatori che venivano dalla C 2, come Danilo D’Ambrosio, e portarli in Serie B. Nel calcio vince la meritocrazia ecco perché dico che con Ignazio ci troviamo sulla stessa lunghezza d’onda. Ma è pur vero che poi ci vogliono giocatori che siano anche funzionali e che abbiano comunque qualcosa d’importante. Comunque lavorerò sui prospetti, cosa che io ho sempre fatto nei miei 10 anni al Torino. Quando ho portato Bremer il buon Bonetto mi ha massacrato su Tuttosport, ma naturalmente lui non lo conosceva perché aveva fatto tre partite nell’Atletico Mineiro. Apro una parentesi così la giriamo un po’ sul ridere, siccome Bonetto è un simpaticone a lui piace fare un po’ il direttore sportivo e quindi qualche volta scrive qualche nome perché arrivi alla dirigenza”.

Interviene Bonetto: Bremer i primi due anni fece tanta fatica
Gli risponde Petrachi: “I primi sei mesi, ma sono qui per sdrammatizzare e non per polemizzare. Non te la prendere, è assolutamente una battuta e resta tale”.

Finito il siparietto con Bonetto, Petrachi riprende il discorso: “Quindi sicuramente arriveranno dei giovani perché sto lavorando su un 2005 e su un 2006. Di certo i difensori centrali saranno comprati e cercherò di fare degli investimenti prendendo giocatori che potranno essere un valore aggiunto nei prossimi anni. Questa è la situazione, così come sul portiere. Stiamo aspettando di poter fare delle primissime scelte. Non mi accontento, non ci accontentiamo di prendere un portiere giusto per coprire Quella casella è dire che siamo all’80% percento pronti per il ritiro. Preferisco non essere pronto, ma poi magari fra una settimana, 10 giorni Portare un portiere che possa essere un valore aggiunto per questa squadra”.

E’ complicato comprare giocatori in Italia come ha denunciato qualche suo collega? Per questo girano tanti stranieri ed è per questo che l’anno scorso nel Torino c’erano quattro italiani più qualche giovane? Volete dare alla squadra un'anima italiana o vista la situazione non è possibile?
“Sono partito da quell’idea, ma, purtroppo, tantissime volte sono stato rimbalzato. Mi piacerebbe tanto portare più italiani possibili, l’ho detto qualche tempo fa e ci sto provando in tutti i modi, ma ci sono dei prezzi inaccessibili. Se pensate alla cifra alla quale è stato venduto Palestra che ha fatto mezzo campionato nel Cagliari. E’ un ragazzo talentuosissimo, è un giocatore forte, ma parliamo anche che siamo arrivati a delle cifre onestamente insostenibili. Se oggi vai a prendere un ragazzo italiano che ha fatto mezzo campionato in Serie A non parti da meno di 15 milioni. Sono numeri che, in tutta onestà, noi non siamo in grado di sostenere. La sostenibilità parte anche dal fatto che qui tante volte sono state raccontate cose che poi magari non erano totalmente vere. Il Torino è una società che fattura 80 milioni e in un circolo virtuoso nel quale si deve cercare di fare le cose bene devi starci dentro perché se si ha la possibilità di ripianare il bilancio mettendo, come capita a qualche altra squadra italiana, 100, 20 oppure 300 milioni è un conto, ma se non lo si può fare si fallisce. La politica e il messaggio di questa società è ben noto da parecchi anni e quindi bisogna cercare di fare le cose in maniera virtuosa e cercare di farle nel modo migliore possibile. Poi i fatti hanno dimostrato che se uno lavora bene e ha una visione in Europa ci si arriva e lo abbiamo fatto senza spendere chilometri di dollari o di euro, ma con delle idee e con una visione che aveva lo stesso indirizzo. La cosa che devo cercare di fare in tutti i modi è far tornare quella visione facendo un calcio che sia sostenibile e, soprattutto, che sia un calcio di ragazzotti che vengono qui e sono affamati e hanno voglia di confrontarsi. La serie A deve essere un qualcosa che gli dà adrenalina. Credo che questi siano gli strumenti giusti quando si ha un allenatore che prova anche a farli crescere e migliorare: ecco come può funzionare il tutto. L’ambizione è questa e altri metodi non ne conosco per cui cercherò di portare avanti quelle che sono le idee”.

C’è qualche giocatore che le ha chiesto di andare via? E qual è la situazione di Adams?
“Adams  al momento è in vacanza, beato lui (ride, ndr) che si sta godendo le vacanze. Quando tornerà siamo pronti a parlargli, ad accoglierlo e a capire cosa effettivamente voglia fare. Non ti nascondo che a gennaio mi ero confrontato con lui perché c’era stata una richiesta e lui mi disse che se gli chiedevo di rimanere sarebbe rimasto volentieri, ma che a giugno poi ci saremmo dovuti riconfrontare per pianificare il suo percorso in modo che potesse capire bene cosa fare. Quindi con lui ci parleremo, perché è inutile parlare con gli agenti che sono si importanti però contano anche le emozioni e le sensazioni dei calciatori e di quello che vogliono fare veramente.
Per quanto riguarda Zapata, ci abbiamo parlato dallo scorso anno e si è dimostrato un ragazzo per bene. Come dico, alle volte ci sono leader silenziosi e lui lo è. Zapata è il capitano ed è uno che parla poco, ma quando lo fa incide perché dice cose sagge edè uno che sta dimostrando con i fatti: ha allungato il contratto spalmando lo stipendio e facendo quindi un gesto importante. Noi gli abbiamo dato fiducia perché crediamo che lo Zapata visto da gennaio in poi, non quello di prima, sia un giocatore che possa darci ancora tantissimo.
Per quanto riguarda Simeone, c’è stata più che altro la situazione che voleva tornare a casa e di rivivere un pochino certe emozioni. Ci sono dei momenti in cui un giocatore è anche stanco e pensa di tornare a casa così da rivedere i familiari, la mamma. È comprensibile, le debolezze le abbiamo tutti perché siamo esseri umani. Però gli abbiamo fatto capire che questo non è il momento, non è il tempo perché è ancora giovane e ha ancora tanto da dare e soprattutto deve mettersi nella condizione di essere un giocatore determinante per questo Torino. Lo ha capito mettendoci entusiasmo perché stamattina l’ho visto e con il ragazzo ha parlato anche il mister per più di 20 minuti, una mezz’oretta, ed è ripartito con le idee giuste, la voglia e la grinta. Quindi siamo contenti di avere questi ragazzi, e, come dicevi prima di Vlasic, è un altro ragazzo al quale ho chiesto categoricamente di rimanere al Toro perché per me rappresenta uno di quei giocatori proprio da Toro perché non gli manca il sudore, il sacrificio, il senso di abnegazione e il consiglio ai più giovani. Vlasic è un ragazzo di cui sono profondamente innamorato calcisticamente perché un giocatore duttile, moderno e, soprattutto, da esempi. Nel calcio valgono Gli esempi e la coerenza e lui è un ragazzo top in questo. Però potrei citare anche Paleari, un altro al quale stiamo prolungando il contratto perché vogliamo che lui continui con noi la sua carriera facendo anche un po’ da chioccia per chi arriverà. E all’occorrenza è un portiere che ha dimostrato tutto il suo valore. Credo che ci siano tanti elementi sui quali si sta lavorando e su cui ce la voglia di creare quell’entusiasmo che quando sono arrivato a gennaio non ho trovato”.

Da ciò che ha detto finora pare di capire che volete costruire un Torino con elementi giovani, li ha chiamati ragazzotti, e altri esperti, come Zapata, Simeone, Vlasic. Lo conferma?
“Confermo, ma ci sono anche Coco, che ormai ha la sua età, non ha più 20  anni, e Ismajli. Abbiamo 6-7 giocatori che sono in una fascia di età di piena maturazione calcistica”.

E’ arrivato Oristanio per il centrocampo, vedremo come Abate intenderà schierarlo se fra le linee o in un'altra posizione, ma visto che ci sono ragazzi giovani, Casadei, Gineitis, Ilkhan, pensate di prenderne un elemento più esperto?
“Mah, il centrocampo è il reparto dove abbiamo più giocatori. Non giocheremo più con il centrocampo a tre, ma con quello a due e quindi siamo già in esubero. Ma è evidente che se poi dovesse uscire qualche giocatore che magari ha caratteristiche diverse e magari è più una mezz’ala sicuramente sarà rimpiazzato con un giocatore che possa fare il doppio mediano, ma noi le cose le sappiamo, le conosciamo e stiamo lavorando su più fronti. Sicuramente la cosa che non ci manca è avere le idee chiare”.

Il mercato è difficile, ma quanti elementi potrebbero arrivare a breve?
“Sicuramente il portiere e i due difensori centrali saranno le priorità perché in quei ruoli siamo carenti. In questi giorni in cui stiamo insieme con il mister abbiamo puntato a delle prime scelte e li stiamo aspettando. Ripeto, stiamo facendo anche degli investimenti, non solo dei parametri zero. Su due elementi saranno fatti degli investimenti e mi auguro che questi due giocatori che abbiamo puntato possano arrivare il prima possibile. A volte non dipende dal giocatore che vuole già venire, dall’agente che ha già detto di sì, ma essendo giocatori non svincolati magari o hanno il contratto in scadenza nel 2027 oppure più lungo e c’è da fare una trattativa per portarli a casa”.

Quale è il mercato che ritiene che possa essere quello del futuro?
“Eh, in realtà guardiamo un po’ dappertutto. L’indicazione che mi ha dato Ignazio è che lui vorrebbe dei difensori che siano bravi anche a giocare a calcio e quindi trovare il difensore che abbia questa attitudine non è semplice e bisogna entrare nello specifico proprio perché quest’anno vogliamo iniziare un percorso per giocare in un certo modo e bisogna avere difensori centrali con caratteristiche ben specifiche perché se andiamo a vedere sia Coco sia Ismajli, parlo dei due che abbiamo sotto contratto, sono entrambi marcatori: molto bravi sull’uomo, molto bravi nell’aggredire, ma meno propensi nel gioco da dietro. Anche se deve essere spiegato loro come lo si fa. L’idea è portare due elementi che sappiano fare l’una e l’altra cosa”.

Gill per lei è una primissima scelta? Qual è la situazione sul nazionale del Paraguay?
“Avevo contattato Gill un mese e mezzo prima del Mondiale e stavo portando avanti la trattativa con l’ex Presidente del San Lorenzo, poi ci sono state le elezioni, come spesso accade in Sud America, e il Presidente è cambiato. Quindi sono saltati tutti i meccanismi con chi stavo facendo la trattativa, che era quasi in dirittura d’arrivo. Cambiando il Presidente, cambiando gli interlocutori e dopo le prestazioni al Mondiale del portiere è cambiato tutto. Ci sentivamo al telefono, ma quando facciamo un nome puntualmente succede l’inferno e siccome non era il solo che avevamo puntato prima del Mondiale quando le idee poi le vedono tutti E’ difficile arrivare all’obiettivo. Gill era un giocatore per il quale in quel momento si poteva chiudere a cifre ragionevoli, ma oggi si parla di numeri molto importanti. Diciamo che non è una trattativa che ho completamente chiuso, perché sto provando a rimetterla in piedi, però non voglio escludere nessuno perché si è quasi triplicato il prezzo da quando lo avevo sostanzialmente bloccato.
Però vi dico anche che ho un portiere di primissimo livello che vuole venire al Toro in maniera incredibile e la società sta facendo una grandissima resistenza, ma quando hai il giocatore dalla tua sei già a metà dell’opera. Lui vuole venire solo al Torino e lunedì spero di incontrare i dirigenti di questa squadra e mi auguro di poter trovare una formula per portarlo a casa”.

Il Torino ha tanti giocatori giovani e nell’ultimo periodo si era persa l’idea di metterli in vetrina, è un’idea?
“È proprio il discorso che ho fatto a tutti questi ragazzotti che ho incontrato, alcuni li conoscevo e altri no poiché non sono arrivati sotto la mia gestione. Ma noi abbiamo 4 o 5 elementi, secondo me, di valore. Oggi ne ho beccati altri due e gli ho detto che non sono venuti qui per fare numero, per allenare i più grandi, ma siete qui per giocarvi la vita e dovete dimostrare al mister di essere all’altezza di questa situazione, nella vita ci vuole coraggio. Se avete il coraggio di rischiare e di far vedere le vostre qualità non è detto che qualcuno di voi non possa rimanere con noi nella rosa di quest’anno. Quando vedo entusiasmo, fame e voglia, come diceva il mister e lo condivido in pieno, non mi interessa il curriculum di uno o l’ingaggio di un altro, ma mi interessa che è in campo il giocatore abbia voglia, fame e coraggio:è questa la cosa importante, quindi noi vedremo tutti questi ragazzotti da vicino, alcuni li ho visti giocare in B, ma una cosa è allenarli e un’altra è vederli durante le partite perché sono cose completamente diverse”.

Questa è una delle rare volte che il Presidente non presenzia alla presentazione di un allenatore. Questo corrisponde a un’investitura maggiore nei suoi confronti, anche nella rappresentazione esterna della società?
“Mah, sì. Credo che sia stata una scelta personale del Presidente, rispettabilissima, ha delegato me per presentare il mister. Non so cos’abbia scaturito tutto ciò, questo lo sa bene solo il Presidente. Certamente nel progetto tecnico mi sta lasciando la possibilità di poter lavorare e di portare avanti le mie idee. Come avete visto ho rivoluzionato tantissime cose E mi fa piacere dire che ho messo dentro un ragazzo speciale come Alessandro Gazzi che rappresenta lo spirito del Toro e tutti i giovani che stanno arrivando e gli altri che arriveranno inizieranno così a capire che cos’era il Toro. Gazzi è un ragazzo che l’ha vissuto e che ha dimostrato dedizione, impegno e sacrificio. Partendo da questo presupposto dico che stiamo andando avanti nel nostro percorso. L’unica cosa che mi è dispiaciuta nel corso Di quest’anno è stato quando qualche volta ho incontrato qualche tifoso che si è permesso di dirmi: “Noi preferiamo retrocedere purché il Presidente se ne vada”. Questa è una cosa mortificante ed è brutta perché fare la Serie A o fare la Serie B sono due mondi diversi. Quando sono arrivato si faceva la partita del cuore del derby ed era una cosa, per quanto mi riguarda, che non si poteva vedere. Sì però qualcuno mi potrebbe anche dire: “Ne abbiamo fatti derby in questi 14 anni e ne abbiamo vinto solo uno”. Ci sta, però credo che nella mia vita ho imparato ad affrontare l’onda e non a farmi portare via. Quello che è accaduto l’ho sempre affrontato con coraggio e con grande dignità. Credo che questo Torino stia nascendo con una dignità importante, con un senso di appartenenza forte e mi auguro di ritrovare la gente allo stadio pensando che il Toro sia la prima cosa e tutto il resto non vale niente: è il Torino ciò a cui dobbiamo pensare e la mia mission, da quando sono arrivato a gennaio, è stata proprio questa: cercare di non retrocedere e non perdere quello che di buono si era costruito nei 10 anni in cui sono stato qui: Quindi la cosa che posso dire è: pensiamo tutti quanti al Toro, noi lo stiamo facendo e lo facciamo tutti i giorni. Capisco e comprendo il tifoso, magari c’è tanta amarezza e delusione e forse vorrebbe vedere qualcosa in cui identificarsi. Credo, mi auguro ed è la mia ambizione che quest’anno il tifoso possa identificarsi in una squadra che lo rappresenti”.

Con Vlasic avete iniziato a parlare del rinnovo del contratto?
“L’ho detto prima, lo scorso gennaio era arrivata una richiesta importante per lui, ma il ragazzo è rimasto con noi. E’ stato top, ha capito il momento, la situazione, ha lasciato via i denari che gli avevano promesso ed è rimasto con noi. Ecco perché dico che, per me, è un ragazzo strepitoso che rappresenta davvero tanti valori.
Ma devo dire anche un’altra cosa, il primo acquisto che abbiamo fatto è stato Oristanio, l’avevamo chiuso, bloccato ma naturalmente non aveva firmato il contratto e c’è stata una squadra che lo ha contattato in maniera importante tramite l’allenatore, il direttore sportivo e il presidente per convincerlo a non venire più al Torino, ma il ragazzo ha mantenuto la barra dritta e ha scelto il Toro, anche in virtù di una disquisizione tattica che gli ha spiegato il mister su come lo vuole impiegare. Io amo sentire e vedere che arrivino giocatori con queste caratteristiche: gente che vuole venire al Toro. Non è il Dio denaro o qualche altra cosa che li sposti, ma è l’idea, è l’ambizione di poter fare qualcosa d’importante insieme”.      

Con Vlasic parlate di rinnovo?
"A gennaio scorso arrivò una richiesta importante, lui è rimasto ed è stato top perché ha capito il momento e ha lasciato i denari che gli avevano promesso. E' un ragazzo strepitoso. E su Oristanio, dico che lo avevamo bloccato ma c'è stata una squadra che lo ha contattato n maniera importante per non venire al Toro. Lui ha tenuto la barra dritta e ha scelto il Toro: amo vedere giocatori che vogliono venire qui, è l'idea di fare qualcosa di importante insieme"

Potremmo rivedere al Torino Obrador?
"La scelta su Obrador è anche figlia del fatto che devo valorizzare Cacciamani. Se premendo Obrador rischio di non far giocare Cacciamani che è un italiano e noi dobbiamo pensare di sostenerlo, aiutarlo e dargli delle possibilità. Poi, onestamente, spendere 9 milioni per Obrador non era una condizione, se avesse avuto un prezzo, un valore diverso magari ci avrei anche pensato, ma se si compra un giocatore a 9 mln lo si deve anche far giocare. Io ho interesse che i giochi chi merita, ma ho anche interesse a valorizzare Cacciamani che è un nostro ragazzo. Ed è giusto così”.