Torino, LIVE Abate: "Un rammarico non averla riaperta prima. Nel 1° tempo siamo stati troppo dietro la linea della palla. Mercato? Ci sono linee guida, qualcuno uscirà e bisognerà alzare il livello"

Torino, LIVE Abate: "Un rammarico non averla riaperta prima. Nel 1° tempo siamo stati troppo dietro la linea della palla. Mercato? Ci sono linee guida, qualcuno uscirà e bisognerà alzare il livello"
Ignazio Abate
© foto di Elena Rossin
domenica 23 agosto 2026, 23:25Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Dall'inviata allo stadio Grande Torino Olimpico Elena Rossin
Abate è contento del 2° tempo. Sa che la squadra come è adesso ha limiti, ma è positivo e pensa che Cairo e Petrachi vogliano migliorare la rosa pur dovendo vendere qualcuno

Il commento, in conferenza stampa, dell’allenatore del Torino, Ignazio Abate, sulla sconfitta con il Milan.

Nel 1° tempo eravate contatti poi nella ripresa il palo di Njie e le occasioni di Comuzzo e Aboukhlal e alla fine il gol di Adams che però è arrivato troppo tardi. Aveva preparato così la partita: più difensiva all’inzio e poi più offensiva grazie anche ai cambi?
“Sono d’accordo con la tua analisi. La verità è che il primo tempo non mi è piaciuto, non so se abbiamo sentito troppo la partita. Magari per rompere il ghiaccio abbiamo accettato troppo passivamente di stare dietro la linea della palla invece di andarla a coprire e di alzare il baricentro. Forse abbiamo rispettato un po' troppo Il Milan, non lo so. Anche se nel primo tempo, paradossalmente, stando dietro la linea della palla non abbiamo corso grandi pericoli. Nel secondo tempo siamo entrati con un piglio diverso e poi abbiamo preso due gol, il primo la giocata di un campione, Cissè, e il secondo, realizzato da Rabiot, invece abbiamo fatto un errore evitabile. E poi abbiamo avuto tre palle nitide contro una grande squadra: c’è rammarico per non averla riaperta prima. Però ritengo l'atteggiamento l'anima della squadra, che non c'è stato prima ma poi fino al 95° è rimasto in piedi. Questo è un bel punto di partenza da cui partire”.

Quali sono le lezioni che può trarre da una partita come questa con i cambi che hanno fatto la differenza nell’equilibrio della gara?
“Siamo un gruppo giovane che ha ampi margini di miglioramento. Specialmente contro queste grandi squadre devi avere il coraggio di giocare la palla, altrimenti ti abbassi, inizi a andare dietro l'andamento della partita, a correre troppo, a non ritrovare le distanze. Dobbiamo avere più pulizia tecnica, più coraggio nel voler iniziare bene la manovra da dietro, tornando meno dal portiere e avere più coraggio nel giocare dentro per poi scatenare. I margini di miglioramento ci sono, però credo che nel secondo tempo un po' più di pulizia e di coraggio si siano visti”.

Njie è entrato molto bene, quasi sfrontato e ha colpito il palo e creato. Quali margini di miglioramento ha questo ragazzo? Pensa di ripartire anche da lui?
“Dal mio punto di vista lui ha grandi qualità, ha ampi margini. E’ un ragazzo che deve trovare la consapevolezza nei suoi mezzi e stare dentro la partita per i 90 minuti, ma il giocatore per noi è molto molto importante. Oggi ho preferito partire con Casadei, perché il Milan è una squadra che quando trova riferimenti ti morde in modo intenso, hanno gamba, invece quando non li ritrovano rallentano un po'. Volevamo sfidare con Fitz-Jim e portare Casadei a fare il doppio mediano. Infatti nel secondo tempo molte volte abbiamo avuto il pallino del gioco, quello che non siamo riusciti nel primo tempo quando ritornavamo troppo spesso dal portiere e quindi loro ci concedevano solo la profondità e perciò non era semplice, però devo dire che i cambi sono entrati con l'atteggiamento giusto, con la garra giusta”.

Alessio Cacciamani lo conosce più di altri, come l'ha visto? Lei giocava nel suo ruolo, cosa può dare a questa squadra?
“Può dare tanto. I giovani devono crescere, i maggiori devono fare esperienza, devono prendere consapevolezza che ci possono stare a questi livelli e che possono determinare a questi livelli. Oggi avevamo di fronte a una grande squadra che lotta per vincere lo scudetto, ma devo dire che dopo il 2 a 0 chiunque poteva crollare e invece la sfrontatezza dei giovani, la voglia di far rimanere in piedi la partita e da un segnale alla propria gente è stato importante, è stato apprezzato. Quindi dobbiamo lavorare, lavorare e credere tanto nei nostri mezzi e indubbiamente quando lavori con continuità e perseverando i risultati arriveranno”.

Ha ritrovato e ha salutato con grande piacere Camarda, Bartesaghi e anche Comotto che aveva fatto qualche presenza con lei. Come li ha ritrovati e come li vede? Secondo lei oggi sono al livello di poter stare nel Milan?
“Non sta a me dire se ci possono stare. C'è un quadro sul lato affettivo con i ragazzi perché siamo cresciuti insieme e li ho visti crescere. Per me hanno grandissime qualità e indubbiamente per giocare in una grande squadra bisogna fare uno step dal punto di vista mentale perché si gioca ogni tre giorni per vincere. Quello step lo devono fare i ragazzi, ma le qualità tecniche le hanno assolutamente”.

Il Milan ha speso 160 milioni nel mercato, mentre il Torino qualcuno in meno (detto molto ironicamente, ndr). E’ necessario dover vendere giocatori come Njie e Adams e poi per forza trovare dei rinforzi oppure lei al Presidente ha chiesto altro? E’ stato molto importante l’atteggiamento della Curva Maratona e dello stadio che dal primo secondo e per tutta la gara vi hanno incitato e alla fine a sconfitta maturata vi hanno applaudito come se aveste vinto?
“Quando ti rispondevo ieri non era retorica, credo profondamente nel legame con l'ambiente. Dobbiamo cercare di mandare via questa via grigia che c'è sopra di noi e ritrovare un'aria pulita. Quando vi dicevo, nel giorno della mia presentazione, che da fuori il Torino è tanta roba io credo veramente a questo. Non sono un lecchino e dico sempre quello che penso. Non ho bisogno di tirarmi dietro la gente. Lavoro 24 ore al giorno con passione e credo realmente che questa sia una piazza importante e che meriti il meglio. Di tifoserie come quella del Toro ce ne sono poche in Italia e oggi ad agosto avere più o meno 25 mila spettatori (per la verità tanti erano del Milan, ndr) non è da tutti. Questi sono numeri importanti da grandi piazze. Devo solo ringraziare i tifosi perché evidentemente qualche cosina in questo mese e mezzo l’abbiamo fatta. Hanno visto che questo è un gruppo giovane e che ha bisogno del loro sostegno. Oggi abbiamo perso, ma sicuramente venderemo a caro prezzo la pelle e l'anima. Poi abbiamo dei limiti, certo, però non possiamo piangerci addosso dalla prima giornata. Dobbiamo invece cercare di esaltare i nostri pregi e abbiamo margini di miglioramento. I giovani sono così: vivono di momenti altalenanti, ma li devi aspettare altrimenti non si punta sui giovani. Io non metto la croce addosso a nessuno dei miei ragazzi e li aspetterò. Questa è la linea guida della società e sicuramente in qualche modo vogliamo cercare di creare una base solida. Non sarà facile crearla e abbiamo bisogno di tempo. So che di tempo non ce n'è, ma sinceramente non me ne frega perché ho le spalle larghe e vado dritto per la mia strada per cercare appunto di creare qualcosa di solido. Sono felice dei ragazzi perché oggi hanno cercato di fare quello per cui lavoriamo, poi indubbiamente ci sono tantissime cose da migliorare dal punto di vista tecnico-tattico. Torniamo troppo spesso dal portiere, magari a volte potremmo rallentare meno, scatenare di più, ma questo fa parte del percorso e della fase di apprendimento e quindi questo non mi spaventa affatto.
Per quanto riguarda il mercato, la società ha dato una linea guida. Io so quello che si siamo detti con il Presidente e con il Direttore. Sicuramente uscirà qualcuno, ma quello che dovevo dire ad entrambi l’ho detto senza interessi personali e per un bene comune. Qualcosa indubbiamente faremo perché in alcuni ruoli siamo anche in pochi e in altri dobbiamo alzare il livello”.

Al di là di qualche rinforzo che potrà arrivare, non teme che oltre ad aggiungere qualche cosa le verrà anche tolto qualche cosa nei prossimi 10 giorni. Se le toglieranno Njie, che sta crescendo molto, hai voglia a doverci mettere dell’altro. Non crede che anziché aggiungere qualità ne verrà sottratta?
“E’ una considerazione oppure una domanda?”

E’ una domanda che rischia di diventare una considerazione.
“Cosa vuoi che ti dica, posso essere spaventato dalle cose sulle quali posso incidere direttamente, altrimenti perdo energie. Già faccio fatica a preparare gli allenamenti e stare sul pezzo sette giorni su sette cercando di alzare il livello con quelli che ho. La situazione è chiara: sinceramente non penso che il Presidente e il Direttore vogliano indebolire la squadra. Indubbiamente ci sono delle linee guida e cercheremo in tutti i modi di aumentare il livello. Questo è quello che penso, quello che credo. Quando parlo con il Direttore e con il Presidente mi trasmettono energia e voglia di fare. La situazione è sotto gli occhi di tutti: dobbiamo alzare il livello, soprattutto in alcuni ruoli chiave se vogliamo fare un determinato tipo di gioco. Questa è la verità, però ci rivedremo tra dieci giorni, ma sono positivo”.