Cairo sembra sordo e non sta aiutando Abate che chiede rinforzi per il suo Torino

Cairo sembra sordo e non sta aiutando Abate che chiede rinforzi per il suo TorinoTUTTOmercatoWEB.com
Urbano Cairo
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Oggi alle 15:00Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Elena Rossin
L’allenatore del Torino sta lavorando con una squadra incompleta e gli servono rinforzi per innalzare il tasso qualitativo, ma Cairo al momento non lo sta aiutando

Abate non è il primo allenatore del Torino che si ritrova a inizio campionato, e poi anche dopo, con una squadra incompleta, con giocatori fuori dal progetto tecnico e mancante di rinforzi in più reparti. Anche ieri il mister dopo la prima partita di campionato, persa per 2 a 1 contro il Milan, ha lucidamente analizzato la situazione e non ha negato che servono rinforzi pur dicendo che confida di ottenerne perché Cairo e Patrachi non vogliono indebolire la squadra effettuando cessioni pur necessarie.

Abate parte dall’analisi della gara con il Milan

“Il primo tempo non mi è piaciuto, non so se abbiamo sentito troppo la partita. Magari per rompere il piaccio abbiamo accettato troppo passivamente di restare dietro la linea della palla invece di andarla a coprire e di alzare il baricentro. Forse abbiamo rispettato un po' troppo Il Milan, non lo so. Anche se nel primo tempo, paradossalmente, stando dietro la linea della palla non abbiamo corso grandi pericoli. Nel secondo tempo siamo entrati con un piglio diverso, ma poi abbiamo preso due gol, il primo la giocata di un campione, Cissè, e il secondo, realizzato da Rabiot, invece abbiamo fatto un errore evitabile. E poi abbiamo avuto tre palle nitide contro una grande squadra e infine il gol di Adams: c’è rammarico per non avere riaperto prima la partita”. Ha detto Abate alla sua prima esperienza su una panchina in Serie A.

La squadra ha margini di miglioramento, ma non basta

Confidare solo sul lavoro e sui margini di miglioramento di una squadra che ha puntato sui giovani è un azzardo perché servono rinforzi in quasi tutti i reparti. “Contro queste grandi squadre devi avere il coraggio di giocare la palla, altrimenti ti abbassi, inizi a andare dietro l'andamento della partita, a correre troppo, a non ritrovare le distanze. Dobbiamo avere più pulizia tecnica, più coraggio nel voler iniziare bene la manovra da dietro, tornando meno dal portiere e avere più coraggio nel giocare dentro per poi scatenare” così mister Abate.

Mancano 8 giorni alla chiusura del calciomercato e saranno ceduti giocatori chiave

Lo sa benissimo Abate che perderà dei giocatori chiave per fare cassa e che verranno sostituiti, ma chissà con chi. “Oggi (ieri sera, ndr) abbiamo perso, ma sicuramente venderemo a caro prezzo la pelle e l'anima - ha affermato Abate -. Poi abbiamo dei limiti, certo, però non possiamo piangerci addosso dalla prima giornata di campionato. Dobbiamo invece cercare di esaltare i nostri pregi e abbiamo margini di miglioramento. I giovani sono così: vivono di momenti altalenanti, ma li devi aspettare altrimenti non si punta sui giovani. Io non metto la croce addosso a nessuno dei miei ragazzi e li aspetterò. Questa è la linea guida della società e sicuramente in qualche modo vogliamo cercare di creare una base solida. Non sarà facile crearla e abbiamo bisogno di tempo. So che di tempo non ce n'è, ma sinceramente non me ne frega perché ho le spalle larghe e vado dritto per la mia strada per cercare appunto di creare qualcosa di solido. Sono felice dei ragazzi perché oggi hanno cercato di fare quello per cui lavoriamo, poi indubbiamente ci sono tantissime cose da migliorare dal punto di vista tecnico-tattico. Torniamo troppo spesso dal portiere, magari a volte potremmo rallentare meno, scatenare di più, ma questo fa parte del percorso e della fase di apprendimento e quindi questo non mi spaventa affatto.

Le linee guida della società

Abate ha insistito sul concetto che ci sono delle linee guida da parte della società. Per la verità dettate più dal presidente Cairo che dal direttore sportivo Petrachi, che come Abate deve uniformarsi e accettarle.

“La società ha dato una linea guida. Io so quello che si siamo detti con il Presidente e con il Direttore. Sicuramente uscirà qualcuno, ma quello che dovevo dire ad entrambi l’ho detto senza interessi personali e per un bene comune. Qualcosa indubbiamente faremo perché in alcuni ruoli siamo anche in pochi e in altri dobbiamo alzare il livello”. Più chiaro di così l’allenatore del Torino non poteva essere.

I più a rischio addio sono Njie e Cacciamani, ma anche Adams

Non ha paura di niente Abate, ma non si può fare a meno di pensare che se saranno ceduti giocatori chiave come Njie, che è in crescita, Cacciamani, che deve adattarsi alla serie A e che ha ampi margini di miglioramento, e anche Adams, l’unico che è riuscito a segnare contro il Milan seppur lo abbia fatto in pieno recupero e quando i rossoneri avevano mollato come ha sottolineato anche il loro allenatore Amorim “Dopo il 75esimo ci è mancata un po’ di fisicità”, il Torino sarà inevitabilmente indebolito. E Abate alla domanda esplicita ha risposto: “Cosa vuoi che ti dica, posso essere spaventato dalle cose sulle quali posso incidere direttamente, altrimenti perdo energie. Già faccio fatica a preparare gli allenamenti e stare sul pezzo sette giorni su sette cercando di alzare il livello con quelli che ho. La situazione è chiara: sinceramente non penso che il Presidente e il Direttore vogliano indebolire la squadra. Indubbiamente ci sono delle linee guida e cercheremo in tutti i modi di aumentare il livello. Questo è quello che penso, quello che credo. Quando parlo con il Direttore e con il Presidente mi trasmettono energia e voglia di fare. La situazione è sotto gli occhi di tutti: dobbiamo alzare il livello, soprattutto in alcuni ruoli chiave se vogliamo fare un determinato tipo di gioco. Questa è la verità, però ci rivedremo tra alcuni giorni (i battenti del calciomercato chiuderanno il 1° settembre alle ore 20, ndr), ma sono positivo”.

E cosa avrebbe potuto dire di diverso Abate? Ovviamente nulla. Resta però inquietante l’affermazione “Già faccio fatica a preparare gli allenamenti e stare sul pezzo sette giorni su sette cercando di alzare il livello con quelli che ho”.

Ma come si fa a non dare ascolto ad Abate?

Il presidente del Torino Cairo sembra proprio essere sordo alle richieste del suo allenatore e Petrachi ha le mani legate non avendo un budget a disposizione. Il direttore sportivo ha imbastito trattative per essere pronto a intervenire se non proprio al meglio, almeno per tamponare l’emorragia.

Abate resta speranzoso, non demorde e confida nel suo lavoro: altro purtroppo non può fare.
Nulla smuove Cairo né le richieste dell’allenatore né la continua contestazione da parte dei tifosi che anche ieri in 1500 hanno marciato dal Filadelfia allo stadio e sia fuori sia dentro lo stadio hanno contestato il Presidente, come ormai stanno facendo da anni, ribadendogli il concetto di vendere il Torino e di andarsene.

Cairo dovrebbe mettersi una mano sul cuore e un'altra nel portafoglio e dare un concreto aiuto ad Abate prendendo rinforzi e non depauperando la squadra, ma difficilmente lo farà, stando al suo comportamento negli anni, meglio sperare che siano gli altri club alla fine a decidere di non sottrarre all’allenatore granata i giocatori chiave.