Torino, LIVE Abate: "Coco è recuperato, ma Adams ha un problema all'adduttore e Simeone ha mal di schiena ed è in dubbio. Zapata sta meglio"

Torino, LIVE Abate: "Coco è recuperato, ma Adams ha un problema all'adduttore e Simeone ha mal di schiena ed è in dubbio. Zapata sta meglio"
Ignazio Abate
© foto di Elena Rossin
domenica 13 settembre 2026, 14:55Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Dall'inviata alla conferenza stampa Elena Rossin

Il Torino  dopo la prima vittoria in campionato con la Fiorentina e i primi tre punti in classifica cerca conferme domani con la Roma, che dopo tre giornate è a punteggio pieno e vanta il miglior attacco della Serie A con 9 gol realizzati e ha anche una difesa molto solida che ha incassato una sola rete.
L’allenatore del Torino, Ignazio Abate, fra poco in conferenza stampa presenterà la gara con la Roma.

Quale significato assume la sfida con la Roma dopo la vittoria con la Fiorentina?
“È un bel banco di prova, noi dobbiamo pensare a noi stessi, continuare a crescere perché il lavoro è ancora molto molto lungo. Sicuramente la vittoria di Firenze ci ha dato un po' di leggerezza, un po' di consapevolezza in più e una dimostrazione che i ragazzi credono fortemente in quello che fanno, ma detto ciò abbiamo ancora tanto da migliorare sotto tanti aspetti. Domani affronteremo una squadra forte, che sta vivendo un momento molto brillante, che ha grandi individualità e quindi siamo pronti dopo una settimana molto positiva.”.

Ci fa il punto sugli infortunati? Come si stanno integrando gli ultimi arrivati?
“Il processo di integrazione degli ultimi arrivati sta va molto bene. Diciamo che la maggior parte arrivava da un periodo di inattività, nel senso che non aveva fatto la preparazione, ma ormai sono 15 giorni che sono con noi e hanno aumentato un po' il livello delle conoscenze e anche quello della tenuta fisica e questo è un aspetto molto importante per noi. Per quanto riguarda il bollettino medico, Coco è recuperato, ma si è fermato a Adams per un problema all’adduttore e il Cholito è in dubbio per un problema alla schiena”.

E’ meglio affrontare la Roma, che finora ha dimostrato di avere il miglior attacco della Serie A, con la difesa a quattro oppure a tre?
“Mah, lavoriamo sui principi, poi ormai nel calcio moderno credo che bisogna difendere in 10 e attaccare in 10. Contano poco i numeri. Domani ci vorrà una fase difensiva di alto livello a partire dagli attaccanti e ci vorrà quella voglia, quella rabbia di non voler prendere gol. Come vi ho detto la settimana scorsa, bisogna pensate tanto in negativo nella fase difensiva e andare avanti sui segnali positivi che si sono visti a Firenze”.

Quindi cosa cambia, in base a quello che ci ha detto degli attaccanti, per domani?
“Cambia che faremo delle valutazioni su chi partirà dall'inizio. Abbiamo altri due attaccanti in rosa e si potrà partire anche senza attaccanti: vediamo a livello strategico come prepareremo la partita. Aspettiamo ancora domani mattina per capire come starà il Cholito. Alternative ce ne sono e faremo di necessità virtù”.

Come sta Zapata?
“Ha fatto tutta la settimana al completo e l'ha fatta anche in modo importante. Sta  aumentando la tenuta fisica e il ginocchio ci ha dato risposte positive: questo è assolutamente un bel segnale positivo per noi”.

La partita di domani è anche un piccolo esame di maturità per questo Toro che sta cercando la propria strada? Di Gasperini, che è un allenatore che viene riconosciuto come uno dei più esperti e vincenti, cosa l’ha colpita? C'è una cosa di lui che sta cercando di applicare anche nel suo Torino?
“Gasperini è stato un rivoluzionario del calcio moderno, per il suo modo di intendere il calcio, di aggredire l'avversario, di non farti giocare, di venire uomo su uomo. È molto verticale, invade l'area con tanti uomini. Io credo che abbia veramente rivoluzionato il calcio moderno e la carriera parla per lui.
Domani per noi non sarà un esame di maturità, è semplicemente uno step di un percorso che è iniziato pochi mesi fa. Sarà una tappa difficile per noi, però anche noi abbiamo le nostre armi, la nostra qualità e dovremo cercare di metterla in campo per metterli in difficoltà”.

Viste le assenze pesanti di Adams e anche di Casadei e con Simeone in dubbio, quanto è importante ritrovare al più presto la qualità e la migliore versione di Vlasic? Come mai Vlasic e Simeone sono partiti un po’ a fari spenti?
“Sono d'accordo con te, ma l'anno del Mondiale è sempre molto particolare perché la preparazione si fa a singhiozzo, il dispendio di energie psicofisico che hanno avuto in estate è stato altissimo. Nikola è un grande professionista, si è allenato da solo a casa e si è presentato nelle migliori condizioni, ma poi indubbiamente ha vissuto una fase di non grande brillantezza. Però a Firenze ha fatto un'ottima partita e in questa settimana l'ho visto ancora meglio per cui sono molto positivo e continuerà a migliorare.
Per quanto riguarda il Cholito, è vero che magari ha subito un po' il ritiro, ma l'ha fatto di un livello assoluto sia per la mentalità sia per la dedizione al lavoro. Forse deve può smaltire i carichi, ma anche per lui sono 15 giorni che lo vedo veramente bene e speriamo di recuperarlo per domani”.

Rodriguez, al di là della convocazione, potremmo vederlo per qualche minuto in campo?
“Può essere, ha fatto tutta la settimana al completo. Quando prendi ragazzi che non hanno fatto la preparazione, allenarsi da soli è una cosa, ma poi prendere il ritmo con la squadra e con la palla è un'altra cosa. Cambiano i volumi di lavoro, e l'intensità. Hanno bisogno di tempo per assimilare determinati carichi, altrimenti diventa un rischio dal punto di vista fisico. Sicuramente qualche minuto ce l'ha e ce l'ha per la grande esperienze e qualità, quindi vedremo”.

Luongo oggi ha giocato con la Primavera, tornerà in prima squadra?
“Assolutamente, sia lui sia Carrascosa sono in orbita prima squadra e si allenano con noi. Poi indubbiamente hanno bisogno di minutaggio, di giocare e di fare esperienza e quindi è giusto che giochino”.

Kulenovic è sano?
“Sì (ride, ndr)”.

Come procede la creazione del gruppo anche dal punto di vista dei legami affettivi che portano all'attaccamento, a fare una corsa in più e magari a un gol evitato o a un gol creato?
“Sono contento di questa domanda, perché sono aspetti a cui tengo particolarmente. Devo dire che dopo questa settimana sono ancora più innamorato dei miei ragazzi. Hanno fatto una settimana veramente importante, ma non sotto l'aspetto lavorativo perché ci hanno sempre dato dentro in modo giusto bensì per l'energia e per quei legami che si stanno creando. Alla fine credo che nello sport questo faccia la differenza, soprattutto in uno sport di squadra. Sono contento, dobbiamo continuare a crescere, a martellare senza alzare troppo la testa. Arriviamo da una partita positiva, ma non abbiamo fatto niente perché è stata semplicemente una vittoria. Invece dobbiamo continuare a battere per cercare ancora di più la nostra identità e la nostra anima: questo è l'aspetto più importante”.

A centrocampo è importante Madragora nella crescita di Fitz-Jim, ma forse anche Bragança merita due parole. Per lei il portoghese è più una mezzala o un regista?
“Entrambi, perché ha grande intelligenza calcistica e può ricoprire il ruolo di play, ma può fare molto bene anche la mezza essendo un ragazzo che interpreta il gioco, conosce il gioco, sa legare e detta i tempi. In questo momento credo che Mandragora davanti alla difesa ci dà letture, spessore poiché conosce il calcio italiano. Quindi ho delle alternative, ma indubbiamente starà a me farli coesistere tutti insieme. Però, come vi dicevo la settimana scorsa, bisogna sempre trovare un equilibrio in fase difensiva e questo dipenderà dalla condizione fisica, dai quinti, se si giocherà con due punte e da tante cose perché poi l'aspetto difensivo sposta”.

Quindi Mandragora, Fitz-Jim e Bragança, che abbiamo già visto insieme a Firenze, possono coesistere oppure c'è bisogno di un altro tipo di equilibrio?
“No, possono assolutamente coesistere. I giocatori bravi possono giocare sempre, parlano la stessa lingua, però, come dicevo, ci sono partite e partite, momenti e momenti e l'aspetto difensivo e trovare l'equilibrio è la cosa più importante. A Firenze ho visto una squadra più solida, che riusciva a giocare in 30 metri sulle varie altezze e questo dipende da tante cose e da tanti fattori. Quindi dobbiamo continuare a crescere da questo punto di vista, indipendentemente dagli interpreti”.

In generale, l'obiettivo di questa squadra qual è?
“E’ continuare a crescere e creare basi solide per avere un futuro roseo. Quando, soprattutto in estate, cambi metodologia, modo di interpretare il calcio, modo di giocare e 11-12 giocatori, non è semplice creare un'anima forte, un'identità forte, però stiamo lavorando in questa direzione. Questo è il nostro obiettivo. Abbiamo inserito tanti giovani e tanti italiani per cui credo che ci siano tanti aspetti positivi”.

Ha già affrontato Gasperini da giocatore, ma c’è qualche aneddoto su di lui che ha raccontato ai ragazzi in questa settimana?
“No. Sinceramente no, non ho aneddoti. Anche quando l'ho affrontato da giocatore sono sempre partite difficili quelle contro di lui. Loro vorranno soffocarci per il loro modo di intendere il calcio e starà noi non permetterlo. Non avremo sicuramente il dominio con la palla che abbiamo avuto a Firenze, però la partita passerà da come gestiremo il pallone quando l'avremo. Dovremo avere molta più qualità, molta più convinzione di poter ribaltare l'azione, di poter rimetterla nella loro metà campo. Non possiamo pensare di fare una partita solo di rimessa. A Firenze ho visto dei progressi da questo punto di vista, domani sarà una partita molto diversa e molto simile a quella col Monza per cui voglio vedere degli aspetti diversi rispetto alla partita col Monza, vale a dire ciò che i ragazzi hanno dimostrato in questa settimana perché ho visto una settimana assolutamente di qualità e di intensità”.

Solo una specifica sui ruoli, Fortini può giocare sia a destra sia a sinistra e a Firenze Patterson è entrato a destra e poi l’ha spostato a sinistra con Belghali che ha fatto l'azione che ha portato al gol. Dove si esprimono meglio? Sono intercambiabili? Belghali, anche se non ha fatto la preparazione, con la Viola si è espresso bene e ha qualità, quanto ha già recuperato?

“Sì, Belghali deve aumentare un po' la tenuta fisica indubbiamente, però questa settimana l'ha fatta anche lui abbastanza bene. Patterson è un terzino destro che ha giocato spesso anche a sinistra. Belghali ha giocato tantissime volte a sinistra, però l'ho sempre visto esprimersi al meglio a destra. A Firenze era partito Belghali a sinistra perché non volevo mettere subito Patterson in difficoltà, però devo dire che quando li ho invertiti entrambi si sono comportati in modo egregio. Fortini nel settore giovanile ha quasi sempre giocato a sinistra, poi però tante volte ha giocato a destra lo scorso anno a Firenze, ma a sinistra lo vedo più a suo agio. Poi dipende dalla partita e anche da chi ha di fronte, da come si interpreta il gioco, se si vuole portarli a piedi pari o a piede invertito. Dipende da tante cose. Ho quattro quinti più Aboukhlal che mi possono dare alternative di gioco”.

Quale adattabilità ha Oristanio?
“Lo sto provando spesso anche da mezzala e da sottopunta. E’ un ragazzo che ha qualità. Questa settimana sia lui sia Ilkhan hanno alzato il livello notevolmente e hanno fatto una settimana veramente importante. Sono contento perché è un ragazzo che ha saltato il ritiro e sono 15 giorni che sta lavorando a testa bassa e il gruppo piano piano si sta cementando alla grande e quindi sono veramente felice del gruppo che ho a disposizione”.

La Roma è una squadra da scudetto, è d’accordo?
“Assolutamente”.

L'aspetto morale domani quanto è importante per i suoi giocatori e quanto è argomento di discussione in queste ore visto che, al di là di quanto i calciatori debbano essere bravi, bisogna anche avere motivazioni molto forti?
“Quando ti parlo dell'anima del gruppo intendo questo e infatti lavoriamo affinché ci sia alla base di tutto perché senza questo non si crea una casa con basi solide. Domani sappiamo che sarà una partita complessa e difficilissima contro una squadra che ha ambizioni altissime, però noi dobbiamo scendere in campo con la convinzione di vincere la partita davanti ai nostri tifosi. Dobbiamo regalare una gioia alla nostra gente, verranno numerosi a sostenerci in una partita complicata e quindi domani ci sarà da soffrire, però voglio vedere anche quella gestione convinta della palla per poter far male alla Roma poiché è nelle nostre corde”.