Sul Torino aleggia la mancanza d’ambizioni: il pareggio con la quasi scudettata Inter è un buon risultato, ma il 1° tempo è stato moscio

Sul Torino aleggia la mancanza d’ambizioni: il pareggio con la quasi scudettata Inter è un buon risultato, ma il 1° tempo è stato moscioTUTTOmercatoWEB.com
Esultanza al pari con l'Inter
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 16:00Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Elena Rossin

Chi ha visto Torino-Inter per un’ora abbondante si è annoiato perché i nerazzurri pur qualitativamente molto più forti sembravano svolgere un blando allenamento facendo il minimo indispensabile e infatti sono passati in doppio vantaggio prima con Thuram (23’) e poi con Bisseck (61’). Mentre i granata si limitavano a fare da comprimari senza metterci un po’ di grinta. Sembrava una partita dall’esito scontato fra chi di fatto aveva in tasca lo scudetto e chi la salvezza, poi però i giocatori del Torino forse si sono ricordati di quanto il loro allenatore D’Aversa aveva detto alla vigilia: “Scendiamo in campo

da Toro e sudiamo la maglia: è bello misurare l’ambizione contro i più forti. Voglio l’opposto di quanto visto a Cremona”, precedente altra partita soporifera e noiosissima finita 0-0. E allora si sono dati una scossa ricordandosi di essere il Toro e non una mucca al pascolo e con Simeone (70’) e Valsic (79’) hanno pareggiato, senza che l’Inter più di tanto riuscisse a frenarne la ritrovata grinta. Anzi per poco il Torino non ha fatto il colpaccio, ci aveva già tentato ancor prima del rigore messo a segno da Vlasic con Simeone (73’) e Njie (76’) e poi con Zapata (81’, 85’ e 94’), Ilkhan (83’) e Casadei (83’). Dal suo canto la squadra di Chivu ha provato solo a creare qualche pericolo dalle parti di Paleari che già si era superato negando il gol a Dimarco (47’) - il risultato era ancora sull’1 a 0 per i nerazzurri e riscattando così la non perfetta lettura della situazione in occasione della rete di Thuram - con Zielinski (91’), Thuram (92’) e Diouf (93’).

Visto quanto ha fatto il Torino dal 70esimo in poi non si può non provare un po’ di rammarico ripensando a quanto poco aveva fatto prima. Per carità magari se i granata avessero subito iniziato con maggiore grinta e determinazione avrebbero comunque subito due gol e avrebbero alla fine anche potuto perdere e non pareggiare, però perché non provarci fin dall’inizio tanto più che l’Inter non faceva chissà che?

In questa stagione, che ormai volge al desio, resta la sensazione che pur fra mille problemi e una qualità non eccelsa la squadra avrebbe potuto fare un po’ di più, ma che troppe volte le sia mancata l’ambizione. E allora non si può non interrogarsi sul perché. Riavvolgendo il nastro e pensando anche a quanto accaduto negli anni passati il primo pensiero è che questo derivi dalla società che non sa trasmettere la volontà di andare oltre al minimo indispensabile per galleggiare in quella zona di metà classifica senza ambizioni.
Ed è questo uno dei principali motivi che spinge i tifosi del Toro a contestare Cairo. Fra pochi giorni, il 16 maggio ricorreranno i cinquant’anni dall’ultimo scudetto sarà bello festeggiare quei Campioni, ma che tristezza per questo torello moscio.