Perdere Simeone sarebbe un delitto. Ma River Plate e Siviglia fanno sul serio
Giovanni Simeone e la doppia cifra sembrano ormai andare di pari passo. Ogni volta che approda in una nuova squadra, il primo anno si chiude sempre con numeri importanti. E anche al Torino la tradizione non si è spezzata. Sotto la Mole, in maglia granata, il “Cholito” ha confermato ancora una volta il suo istinto da bomber. La svolta della sua stagione è coincisa con l’arrivo di Roberto D’Aversa; fino a quel momento, complice anche un infortunio che lo aveva costretto a fermarsi per alcune settimane, l’attaccante argentino aveva messo insieme appena cinque reti in campionato. Con il cambio in panchina, però, tutto è cambiato. L’attacco del Toro ha ritrovato brillantezza, ma soprattutto è stata la continuità realizzativa di Simeone a trascinare i granata, garantendo gol pesanti e punti fondamentali in classifica. Il futuro dell’argentino, però, resta tutto da decifrare.
Dal Sud America continuano infatti ad arrivare indiscrezioni insistenti su un possibile ritorno in patria. Simeone non ha mai nascosto il desiderio di chiudere la carriera ad alti livelli con la maglia del River Plate, il club che lo ha lanciato e che mantiene uno storico legame con il Torino dopo la tragedia di Superga del 1949. Secondo le voci sudamericane, i “Millonarios” avrebbero già raggiunto un’intesa di massima con il giocatore, resta però da trovare l’accordo con il Torino, proprietario del cartellino fino al 30 giugno 2028. L’attaccante percepisce circa 1,8 milioni di euro a stagione e la sua valutazione si aggira intorno ai 10 milioni. E sullo sfondo resta anche l’interesse del Siviglia. Ma in un Toro che vivrà l’ennesima estate di ricostruzione generale, ripartire dal Cholito potrebbe se non altro tenera accesa una piccola fiammella dell’entusiasmo in una piazza fortemente delusa e disillusa.
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