ESCLUSIVA TG – Testa: “Il libro “Figli del 4 maggio” è andato sold out in pochi giorni. I tifosi del Toro si distinguono sempre quando c’è da fare beneficenza”

ESCLUSIVA TG – Testa: “Il libro “Figli del 4 maggio” è andato sold out in pochi giorni. I tifosi del Toro si distinguono sempre quando c’è da fare beneficenza”
Copertina del libro
© foto di Elena Rossin
Oggi alle 13:30Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Elena Rossin

Carlo Testa è stato intervistato in esclusiva da TorinoGranata.it. Testa è tifoso del Toro, giornalista e scrittore. Con lui abbiamo parlato del suo ultimo libro “Figli del 4 maggio – Grande Torino”, edito da Galata, che raccoglie i racconti di 300 tifosi del Toro e i cui proventi saranno devoluti alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo e anche ad altre organizzazioni.

Il libro è andato esaurito e ha venduto 300 copie in pochi giorni, ma come vi spiegate tutto questo successo?
“Il libro è stato scritto da 300 persone che hanno voluto testimoniare la loro fede granata attraverso ricordi pieni di emozioni e sentimenti scavando nel privato e nel profondo delle loro anime e facendo riemergere storie pregne di significato. In questi racconti c’è tanto Dna granata. Chi scriveva sapeva, come già successo per il primo libro infatti questa è una seconda edizione, che i proventi sarebbero stati devoluti in solidarietà per cui l’impegno profuso è stato grande come è grande il cuore del popolo del Toro. Uno dei testimonial del nostro gruppo “Figli del 4 maggio” è un ragazzo di 17 anni, Simone, che sta facendo le cure nel reparto di oncologia ed ematologia infantile dell’ospedale Regina Margherita, essendo ancora minorenne è in cura presso il loro reparto di oncologia infantile, per cui questo ci tocca da vicino e fa presa nella coscienza delle persone buone e che hanno sentimenti che li spingono naturalmente alla solidarietà. E’ subentrato un fattore umano incredibile.
E’ vero il libro è andato sold out in tre giorni e sinceramente non ce lo aspettavamo. Così abbiamo riordinato immediatamente altre copie, che devono ancora arrivare, e anche quelle sono già state prenotate tutte. E stiamo pensando di fare altri ordini. In copertina c’è il logo di Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo, che ci è stato concesso, ed è sinonimo di serietà. Sicuramente gli autori hanno voluto avere una copia per loro, ma hanno anche voluto comprarne altre da regalare a parenti ed amici non per farsi belli bensì perché hanno una coscienza sociale elevata e sanno di fare beneficenza a Candiolo, che con la ricerca che porta avanti aiuta sempre più persone a guarire dal cancro. Fra gli autori c’è chi ha vissuto in prima persona o indirettamente la malattia e quindi sanno cosa vuol dire affrontare il percorso per provare a guarire, purtroppo non tutti ce la fanno, ma ci sono sempre più pazienti che ci riescono. Affrontare le difficoltà, lottare e aiutare gli altri è tipico dello spirito del Toro, è nel Dna granata”.

Sarà stata un’impresa assemblare gli scritti di 300 persone che non sono degli scrittori di professione?
“Curare il libro è stato in effetti un grande lavoro. Alla sera leggevo gli scritti che mi erano stati mandati e li ho rivisti, mantenendone intatta la forma. Ci sono racconti di nonni, zii, nipoti, figli, fratelli, sorelle, madri, padri che riguardano il Grande Torino, lo Scudetto del 1976: la Storia quella vera pregna di valori, quella della gente granata. Confesso, leggendo quello che era scritto più volte mi sono commosso e ho pianto tanto erano toccanti ed emozionanti i racconti. Sono davvero entrato nelle famiglie di queste 300 persone. Queste persone si sono moltiplicate perché parlando di altri è come gettare un sassolino nello stagno che genera onde che si propagano. E con quello che hanno scritto stanno propagando quanto fa la ricerca e tutto ciò si sta allargando a macchia d’olio. Ecco perché il libro sta avendo un grandissimo successo e devo dire che si sta spargendo la voce per acquistarlo e fare beneficenza. Lo dico con orgoglio: è una roba da Toro, perché i tifosi granata si distinguono sempre quando c’è da fare del bene, non c’è paragone. E anche questo rispecchia i valori intrinseci del mondo granata”.

Il libro ha delle dediche?
“Come presidente del club l’ho dedicato a tutti i Figli del 4 maggio. Le altre dediche sono al Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata, al museo di Chioggia dedicato ai fratelli Aldo e Dino Ballarin, a Gianpaolo Ormezzano, a Emiliano Mondonico, a Aldo Agroppi e al mio braccio destro Paolo Magnotta che ci continua a seguirci da lassù. Franco Ossola ha scritto delle pagine che solo lui poteva scriverle e la prefazione è di Gianmarco Sala, il figlio di Claudio, che è il direttore generale della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo. E’ un libro che ha uno spessore umano incredibile”.        

Voi avete già donato a Candiolo due assegni consistenti.
“Sì, in un anno e mezzo raccolto 30 mila euro  dei quali 15 donati a Candiolo e il restante ad altre realtà. E’ una cifra enorme proporzionata alla nostra realtà. Candiolo ha appeso i due assegni che abbiamo già consegnato ai muri dell’ospedale dando una grande importanza a ciò che abbiamo fatto”.

L’assessore allo sport, grandi eventi e turismo del Comune di Torino, Domenico Carretta, vi ha dato importanza concedendovi di presentare lo scorso 29 aprile il libro “Figli del 4 maggio” nella Sala delle Colonne del Municipio.
“Assolutamente perché noi come “Figli del 4 maggio” non siamo un’associazione costituita e non abbiamo partita iva, ma siamo un gruppo di quasi 13 mila persone che si riconoscono nei valori della Storia del Toro e del Grande Torino”.

Ma al secondo libro ne seguirà un terzo?
“Sì è in previsione e forse prenderà piede l’anno prossimo. Non ci può essere un due senza tre. Sarà molto particolare e un po’ diversa dalle precedenti due edizioni. Sarà un progetto con tanto Toro nel cuore, ma anche tanto addentro al mondo della ricerca sul cancro. Un percorso serio, identificativo, umano, sociale perché l’essere del Toro vuole dire identificarsi nei valori”.

Un’ultima cosa, fino a quando raccoglierete i proventi dei libri per poi donarli?
“Il 29 aprile abbiamo noi “Figli del 4 maggio” abbiamo dato il via alla nostra lunga maratona che si concluderà il 29 novembre e prima di Natale andremo a firmare il terzo assegno alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo e non ci dimenticheremo anche della Fondazione O.A.S.I.-OMG Ets creata da Don Aldo Rabino, del Sermig di Ernesto Olivero e del reparto di oncologia ed ematologia infantile dell’Ospedale Regina Margherita di Torino”.

Per concludere, vuole ancora aggiungere qualche cosa?
“Sono orgoglioso di tutto il mondo granata”.

© foto di Elena Rossin