Il problema non è tanto chi sarà l’allenatore del Torino bensì in quali condizioni dovrà lavorare

Il problema non è tanto chi sarà l’allenatore del Torino bensì in quali condizioni dovrà lavorare
Cairo e Petrachi
© foto di Elena Rossin
Oggi alle 12:00Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Elena Rossin

Si discute moltissimo su chi sarà l’allenatore del Torino la prossima stagione, ballano diversi nomi da Gattuso a Juric passando per De Rossi, forse più una speranza che altro, e poi resta sospesa la permanenza di D’Aversa. I commenti dei tifosi per lo più vanno nella direzione di De Rossi e in seconda battuta il continuare con D’Aversa, mentre Gattuso e Juric non sono così gettonati. Ma ovviamente a decidere sarà Cairo con Petrachi e Ventura nel ruolo di consiglieri suggeritori. Ventura sempre molto presente (ha pure una casa a Torino), anche se ufficialmente senza un ruolo specifico, però si potrebbe definirlo un amico-consulente e non va dimenticato che Sullo il secondo di D’Aversa era anche il vice di Ventura.

Il problema però non è neppure tanto chi sarà l’allenatore, anche se dovrebbe esserlo, ma in quali condizioni dovrà lavorare, cosa ben più delicata. Infatti la squadra che avrà a disposizione sarà alquanto diversa dall’attuale, visti gli alti e bassi di questa stagione soprattutto quando c’era Baroni di per sé ci starebbe pure che venisse parecchio rimaneggiata. Ma il budget per farlo è prevedibile che sarà molto risicato e con i soldi che servono per allestire una squadra anche solo decente, non si parla neppure di vincente, è un enorme problema.

Tra giocatori in scadenza di contratto che non verrà rinnovato, Lazaro, Maripán, Sazonov e Tameze, potenziali plusvalenze, Adams, Simeone e Vlasic, chi è da riscattare e non è detto che accadrà, Ebosse, Obrador e Prati, chi tornerà da dove è venuto, Nkounkou e Marianucci, chi attende il rinnovo del contratto, Ilkhan (il Torino può esercitare il rinnovo per un anno), calciatori che per vari motivi non convincono, Biraghi, Kulenovic (anche se per lui è scattato l’obbligo di riscatto con la permanenza in Serie A), Ilic, Israel, e chi ha spesso problemi fisici Aboukhlal, Anjorin (è scattato l’obbligo di riscatto con la permanenza in Serie A), Ismajli e Zapata, non ne restano molti, anche se qualcuno tornerà per fine prestito Antolini, Bianay Balcot, Cacciamani, Ciammaglichella, Dell’Aquila, Dellavalle, Dalla Vecchia, Dembélé, N’Guessan, Pellegri, Seck e Silva. Una buona parte di questi ragazzi difficilmente però è destinata a restare.

Il budget sarà risicato per ovvi motivi di bilancio visto il rosso di 13,1 nel 2025 e i 160,5 mln di debiti quindi è presumibile che oltre al taglio degli ingaggi, come ad esempio quello di Zapata che guadagna di 2,5 milioni netti e il Torino ha la possibilità di rescindere anticipatamente il contratto, attualmente fino al 2027, pagandogli una penale di 1 mln, l’opzione più gradita saranno i prestiti. Si sa che in questo caso le trattative per lo più andranno in porto a fine calciomercato, aprirà il 29 giugno e chiuderà i battenti l’1 settembre alle ore 20 con il campionato (estrazione del calendario il 5 giugno) che inizierà nel weekend del 23 agosto, mentre i trentaduesimi di Coppa Italia come al solito saranno a cavallo di Ferragosto. Per cui l’allenatore di turno resterà fino all’ultimo con tanti punti interrogativi e, soprattutto, non potrà avere grandi pretese sul richiedere giocatori funzionali al suo sistema di gioco.