Ora Mazzarri ha più soluzioni in attacco, ma deve risistemare la difesa

Con l’arrivo di Verdi il Torino può giocare a due o a tre in attacco e con o senza il trequartista. Il caso Nkoulou lascia aperto un punto interrogativo in difesa.
04.09.2019 11:30 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Walter Mazzarri
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Walter Mazzarri

Il Torno dello scorso campionato aveva nella difesa il punto forte non per nulla aveva chiuso il torneo con 37 reti subite collocandosi al quinto posto dopo Juventus (30), Inter (33), Napoli e Milan (36). Meno aveva dimostrato di essere efficace in attacco e i 52 gol realizzati lo avevano posizionato al decimo posto in Serie A, meglio avevano fatto Atalanta (77), Napoli (74), Juventus (70), Roma (66), Sampdoria (60), Inter (57), Lazio (56), Milan (55) e Sassuolo (53). Il settimo posto che ne è conseguito è stato proprio frutto di una difesa solida e un attacco mediamente prolifico. Per la nuova stagione, infatti, non si parlava di rinforzi in difesa, ma solo di avere oltre ai tre titolari altri tre giocatori di riserva. Per l’attacco, invece, serviva un calciatore che innalzasse l’asticella e che avesse caratteristiche idonee a innescare le punte ed è stato preso Verdi. Tutto perfetto se non ci fosse stato il caso Nkoulou oltre al nuovo infortunio di Lyanco che ha rimesso in discussione le certezze che il Torino aveva in difesa.

In attacco il Torino adesso può contare su Belotti, Verdi, Zaza appena avrà superato il trauma discorsivo al ginocchio sinistro, Falque quando si sarà messo alle spalle il trauma contusivo alla caviglia sinistra, e anche su Bereguer, Parigini ed Edera dopo che avrà recuperato dall’operazione alla spalla destra fatta per risolvere un’instabilità articolare, più i giovani Millico e Rauti.  Mazzarri, quindi, potrà, quando tutti staranno bene, adottare il 3-5-2 con Belotti e Zaza oppure in alternativa Verdi, ma anche il 3-4-2-1 con Verdi e Falque a supporto di Belotti o il 3-4-1-2 con Verdi o Falque alle spalle di Belotti e Zaza oppure optare per il 3-4-3 con Falque, Belotti e Verdi. Berenguer  e Baselli sono alternative per giocare fra la linea mediana e quella dell’attacco e lo stesso Berenguer con Parigini ed Edera sono altre soluzioni come esterni d’attacco. Millico da punta può sostituire Belotti o Zaza e Rauti che in Primavera è fra i fuori quota può essere un’ulteriore pedina in caso di necessità.

Grazie a Sirigu e al terzetto formato da Izzo, Nkoulou e prima dell’infortunio Djidji e poi Moretti lo scorso anno la difesa del Torino era una certezza. Nel frattempo Bremer era cresciuto, come più volte detto da mister Mazzarri. Djidji ha dovuto essere operato  e a fine campionato Moretti si è ritirato dal calcio giocato. In estate hanno fatto ritorno Lyanco e Bonifazi, dopo le rispettive esperienze positive al Bologna e alla Spal. Purtroppo poi in ritiro Lyanco ha accusato l’ennesimo problema fisico e a metà agosto è deflagrato l’arcinoto caso Nkoulou. Mazzarri per questa stagione aveva pronta la difesa formata da Izzo, Nkoulou e Djidji con Lyanco, Bremer e un altro giovane come alternative e Bonifazi era destinato ad andare altrove. Quando la situazione è mutata ha dovuto reinventare il reparto con Izzo, Bremer e Bonifazi tenuto conto che Djidji era alle prese con il ritrovare la forma migliore dopo l’operazione. Il colpo è stato accusato e con il Sassuolo alla prima di campionato e nel ritorno con il Wolverhampton nei play-off d’Europa League il Torino ha incassato quattro reti, due a gara, e ne avrebbe potute subire anche di più se Sirigu non ci avesse messo una pezza. Con il Sassuolo è andata bene perché i granata hanno vinto due a uno, mentre con gli inglesi male per la sconfitta per due a uno che sommata a quella dell’andata di due a tre ha impedito l’approdo alla fase a gironi dell’Europa League. Con l’Atalanta, per la seconda partita di campionato, allora il mister ha cambiato facendo giocare Djidji al posto di Bremer, ma ancora una volta due sono stati i gol presi e di nuovo Sirigu ha fatto parate fondamentali che hanno garantito la vittoria per due a tre. Ora c’è la sosta per la Nazionale e c’è il tempo per Djidji di migliorare la sua forma fisica e anche di ricucire con Nkoulou, ma la società e l’allenatore pretendono giustamente che prima il giocatore si scusi. Cosa che se avverrà dovrebbe far rientrare i problemi che si sono creati in difesa se lui avrà la testa concentrata sul Torino e dovrebbe averla visto che il mercato è chiuso e ha un contratto da rispettare.