Ha dell’incredibile ma il Torino anche con l’Empoli ha fallito l’appuntamento per fare il passo in avanti
Non si riesce a darsi pace e soprattutto una spiegazione al perché tutte le volte che il Torino ha l’occasione di fare il famoso salto di qualità non lo faccia. Ieri sera a Empoli, purtroppo, è di nuovo capitato eppure le premesse sembravano portare tutte in una direzione positiva: dopo i pareggi con Fiorentina e Napoli erano arrivate le vittorie con Udinese e Monza e il conseguente 9° posto, nella metà delle partite il Torino non aveva subito reti, la Roma aveva battuto la Lazio e c’era la possibilità di sorpassare i biancocelesti, l’Empoli aveva il peggior attacco della Serie A con soli 22 gol fatti e non segnava da quattro giornate. Eppure con soli tre tiri in porta e quattro in totale la squadra di Davide Nicola è riuscita a segnare tre gol battendo il Torino e facendo un balzo in avanti in ottica salvezza. Gli errori individuali in fase difensiva dei giocatori di Juric sono stati fatali su tutti quello di Bellanova in pieno recupero quando sul fondo ha perso palla e poi l’ex Niang ha segnato, ma anche le mani che si sono piegate a Milinkovic-Savic sul tiro di Cambiaghi che aveva sbloccato il risultato e non è servita a nulla la doppietta realizzata da Zapata che per ben due volte aveva riportato in parità la sua squadra. Anche la mira non precisa di Sanabria ha impedito che il paraguaiano segnasse.
I numeri del Torino parlano chiaro: la vittoria a Empoli era oggettivamente possibile. Diciannove tiri, ma solo cinque in porta con due gol, a fronte di quattro e tre nello specchio tutti andati a buon fine. Diciassette occasioni da gol create contro le tre degli avversati. Quindici passaggi chiave a fronte di nessuno dell’Empoli. E poi ancora sette angoli battuti contro uno. Venti cross tentati e undici utili a fronte di sette e zero utili. 449 passaggi riusciti contro i 203 con una percentuale di riusciti/tentati di 86 a 68 e andando nello specifico della trequarti 117 a 47. Pure i passaggi in avanti riusciti sono stati più del doppio con 234 a 105.
Il Torino ha buttato alle ortiche un’occasione enorme e non essendo l’unica volta che accade si capisce perché non riesce ad andare oltre il galleggiare a metà classifica. Obiettivamente non merita l’Europa. L’aritmetica con ancora sette partite da giocare lascia aperto uno spiraglio per provare ad arrivare almeno all’8° posto sperando che basti per andare a disputare gli spareggi per la Conference Legue, ma se contro l’Empoli non c’è stato neppure il pareggio fra una settimana con la Juventus quante probabilità ci sono di fare risultato, tanto più che la vittoria nel derby manca dal 26 aprile 2015? E poi con Inter, Bologna, Milan e Atalanta?
I cinici dicono c’era da aspettarselo, i più speravano che ieri sera finalmente invece fosse la volta buona, gli ottimisti erano certi che questa volta lo fosse e i maligni ripetono che non c’è la volontà di fare il passo in avanti. L’amara consolazione è che almeno i tre punti sono andati a Davide Nicola uno che la maglia granata da giocatore e da allenatore l’ha sempre onorata e che sta cercando di compiere l’ennesimo miracolo di salvare la squadra che allena, così come aveva fatto quattro stagioni fa con il Torino.
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