Il 37% dei giocatori del Torino ha una o più problematiche di salute orale che vanno risolte

Il 37% dei giocatori del Torino ha una o più problematiche di salute orale che vanno risolte
Samuele Baruc e Michel Cohen
© foto di Elena Rossin
Oggi alle 21:30Notizie
di Elena Rossin
fonte Elena Rossin

C’è un legame fra la salute orale e lo sport, quindi anche il calcio. In particolare avere problemi di salute orale influisce sulle prestazioni degli atleti e aumenta il rischio degli infortuni. La prevenzione quindi è fondamentale, come lo è d’altronde anche per chi non è un atleta. Il Torino Fc è il primo club calcistico in Italia che applica il check up odonto-sportivo ai suoi calciatori e calciatrici per prevenire infortuni e supportare la performance atletica.


All’incontro su questo tema con i media, moderato dalla conduttrice televisiva Lucrezia Maritano, hanno partecipato: Ciccio Graziani, ex calciatore del Toro, vincitore dello Scudetto nel 1976 e Campione del Mondo nel 1982. Michel Cohen, fondatore e amministratore delegato del Gruppo DentalPro. Il dottor Samuele Baruch, co-founder e direttore del comitato medico scientifico DentalPro. Il professor Tiziano Testori, medico chirurgo specialista in odontostomatologia e ortognatodonzia e responsabile del reparto di implantologia e riabilitazione orale presso I.R.C.C.S. Istituto Ortopedico Galeazzi, Università degli Studi di Milano ed anche professore all’Università del Michigan. Il professor Alessandro Leonida, odontoiatra esperto in chirurgia orale implantologia e parodontologia, direttore medico scientifico DentalPro e professore all'Università di Ferrara. Il dottor Paolo Minafra, coordinatore e responsabile sanitario del Torino FC. Marco Pianotti, responsabile dell'area femminile e team manager della prima squadra femminile del Torino FC.


Michel Cohen - “Siamo qui nel tempio del calcio (lo stadio grande Torino Olimpico, ndr) e sono un po’ emozionato. Parleremo di salute, di calcio e di sport in generale. Ringrazio il presidente Cairo e il dottor Minafra che hanno voluto questo progetto e sposato da subito questa iniziativa. Grazie alla ricerca, che ci ha molto impressionato, ci siamo resi conto, come tutti sappiamo, che lo sport fa parte della nostra vita quotidiana in maniera semiagonistica o agonistica e infatti 3 italiani su 10 fanno sport in maniera regolare. E ci siamo resi conto che c’è una fortissimo collegamento immediato e diretto tra la salute orale e gli infortuni durante l’attività agonistica e dilettantistica. Chi ha uno o più problemi di salute orale ha l’88% in più di probabilità di infortunarsi, ed è quasi il doppio delle probabilità. Nel mondo della salute si vive in termini di fattori di rischio e quindi prendiamo vitamine e assumiamo protezioni proprio per ridurre i fattori di rischio cardiovascolari, oncologici, di qualunque tipo. Tuttavia negli sport, e soprattutto in quelli professionistici, ci siamo resi conto che non si riducono i fattori di rischio in relazione alla salute orale. Siamo molto contenti di fare questo progetto con il Torino Fc, società molto innovativa per l’attenzione alla salute, che oggi ha deciso di aggiungere anche il controllo della salute orale per tutti i propri calciatori professionisti e anche quelli delle giovanili sia delle squadre maschili sia di quelle femminili. Abbiamo creato un nuovo protocollo che possiamo applicare a tutti i calciatori e in generale a tutti gli atleti in generale”.


Samuele Baruch - “La prevenzione riguarda tutto l’organismo. Dalla bocca c’è un accesso verso l’esterno ed è ricca di batteri per cui è continuamente soggetta a attacchi. Quindi prendersi cura della propria bocca significa prendersi cura di tutto il nostro organismo. Dalla bocca partono una serie di patologie che poi si diffondono nel corpo perché i batteri vanno in circolo e possono portare a patologie croniche che vanno ad interessare tutto il nostro organismo. Per cui è fondamentale la prevenzione che ci aiuta a far sì che la carica batterica sia tenuta sotto controllo e che quindi queste patologie siano ridotte o comunque vengano individuate e trattate sul nascere. E’ molto importante non solo limitarsi a visite periodiche, ma fare continuamente prevenzione, curare l’igiene orale e fare controlli. Oggi l’innovazione e la tecnologia ci aiutano molto in questo. Come dicevamo, prendersi cura della propria bocca vuol dire prendersi cura di tutto l’organismo e di conseguenza evitare l’insorgenza di patologie e infiammazioni croniche che possono andare a ridurre la performance sportiva. Quando ci si prende cura del nostro organismo riusciamo anche a migliorare le performance sportive e ad avere una capacità di recupero accelerata e a ridurre i traumi successivi dovuti a infiammazioni alla bocca e alla successiva diffusione nel corpo”.


Alessandro Leonida - “Abbiamo unito un team di esperti e le migliori tecnologie e questo ci ha permesso di realizzare il check up odonto-sportivo, il primo che entra nel dettaglio delle criticità della salute orale. I tre grossi gruppi che sono intervenuti sono l’area osteopatica e in questo caso le criticità incidono sugli atleti per circa il 16%. L’area ortodontico-posturale con un’ incidenza intorno al 30%. L’area infettiva per il 54%. La vera innovazione del check up è stata l’entrare nello specifico delle criticità. Abbiamo dato un valore e creato una scala da 1 a 100, con cento che equivale a una salute eccellente e man mano che il valore scende le criticità e la salute peggiora. Abbiamo notato che nella stragrande maggioranza dei casi ogni calciatore aveva almeno una criticità e questo si sovrapponeva ai dati dello studio del 2015 “Associations between poor oral health and reinjuries in male elite soccer players: a cross-sectional self-report study”. E’ emerso che le criticità maggiori sono legate alla presenza del tartaro, non si tratta di bocca sporca ma di batteri, denti del giudizio magari mal posizionati, alcuni atleti hanno migliorato le loro prestazioni quando questi denti sono stati estratti, e l’aumento del sanguinamento. Attraverso test salivari abbiamo notato che il 68% degli atleti presentava un batterio patogeno legato alla malattia parodontale. Non vuol dire che gli atleti abbiano una malattia parodontale o che la svilupperanno in futuro, ma indica che c’è bisogno di prevenzione ed è per questo che è partito questo progetto. La precisa metodica di valutazione ha permesso di stilare per ogni atleta un piano terapeutico ad hoc per portarlo ad avvicinarsi al valore 100 della scala”.


Paolo Minafra - “Il nostro ruolo da statuto è tutelare la salute del calciatore. Questo tipo di approccio rappresenta il futuro soprattutto nella parte della prevenzione. In medicina cercando di arrivare prima è possibile poi avere un risultato migliore. Una serie di situazioni come la carie o l’iniziale predisposizione alla malattia parodontale possono sembrare cose banali, ma in realtà hanno un impatto importante dal punto di vista dello stato infiammatorio. Alcune proteine della cascata infiammatoria rendono possibile l’instaurarsi di determinati eventi patologici. Si parla di fattori di rischio non di una condanna, però se analizziamo i nostri atleti ci sono delle condizioni che possono predisporre allo sviluppo della patologia. L’integrazione che viene fatta durante gli allenamenti e al di fuori prevede spesso l’utilizzo di sostanze riccamente zuccherine come gli integratori e le barrette e soggetti che siano predisposti alle problematiche di cui si è parlato può andare incontro a stadi infiammatori che incidono sulle performance. Un aspetto fondamentale è la capacità di recupero dell’atleta. Nel nostro ambito si parla di carico esterno e interno. Quello esterno è quanto si allenano i giocatori, quanto hanno scattato, che tipo di allenamento hanno fatto e per questo abbiamo i gps e altri strumenti che ci dicono qual è il carico giornaliero, settimanale e mensile che è alla base della programmazione dell’attività dell’atleta. Quello interno è la risposta degli atleti al carico esterno che ha tante variabili, come l’aver dormito male perché si ha un bambino piccolo che si sveglia la notte. Ci sono differenza di base al reagire all’allenamento, all’adattarsi. E questo progetto, pur con la complessità del coordinare le fasi dei controlli, è stato un ulteriore aiuto per avere un quadro il più possibile completo della salute dei nostri giocatori. L’obiettivo del check up odonto-sportivo è avere il più possibile una squadra sana”.


Ciccio Graziani - “Se ai nostri tempi ci fossero state tutte le attenzioni che ci sono oggi nella prevenzione dei problemi del cavo orale noi avremmo vinto tre scudetti. Ai nostri tempi nessuno ci guardava la bocca. E’ successo a tutti di arrivare all’allenamento e il mister chiedeva perché si era moscio e il problema era che si aveva avuto mal di denti e si aveva dormito poco, ma nessuno lo prendeva in considerazione e al massimo il medico della squadra ti diceva di prendere un antiinfiammatorio così sarebbe passato. Ma nessuno pensava che fosse l’inizio della fine. Oggi se succede una cosa del genere s’interviene immediatamente, anzi si fa prevenzione. C’è prevenzione massimale sul cavo orale perché sappiamo quante problematiche comporta la disattenzione. Quando ero all’Arezzo, tanti anni fa nel 1995-1996, prendemmo un giocatore dal Siena, un ragazzo bravo, ma non riusciva a fare una settimana piena perche o aveva un problema a un polpaccio o al quadricipite oppure al flessore. Poi per caso fece una visita dal dentista che gli trovò alcune difficoltà a livello masticatorio e qualche carie che non era stata ben curata. Una volta risolto tutto questo si capì che gli infortuni erano legati alle problematiche in bocca. Avendo preso coscienza di questo davvero tanti calciatori hanno risolto i loro problemi con le cure, ma anche la prevenzione, e sono diventati più competitivi. Una volta se si aveva una piccola carie o se si doveva togliere un dente certi andavano dal dentista mal volentieri perché dovevano pagare di tasca propria, non pagava la società e non c’erano dei buoni sconto. Qualcuno dava meno importanza a questi aspetti per spendere meno soldi. Essere testimonial di DentalPro, non solo mi ha reso felice, ma mi ha fatto capire tante cose e per questo ho trasmesso a tante persone l’importanza della prevenzione: è meglio prevenire che curare. In bocca entra tutto: il cibo, l’aria che respiriamo e i batteri che ci sono in giro. Anch’io ho fatto tutti i check up, la pulizia dei denti e sistemato qualche piccola cosa e tutto gratis (ride, ndr). E’ un eccellenza importante e non lo dico perché sono loro testimonial. Ci ho portato anche mio figlio e ha risolto tante piccole cose prima che diventassero grandi. Per mio figlio ho pagato, con lo sconto. Ai miei tempi tutto questo non succedeva e nessuno ci ha mai detto che attraverso la bocca si possono migliorare addirittura le performance e avere meno problematiche a livello di infortuni”.


Tiziano Testori - “La prevenzione è importante per i calciatori, ma anche per tutti gli sportivi e per chi non fa sport. In Italia il 60% delle persone soffre di parodontopatia, 11% in forma grave e nel mondo 1 miliardo su 8 con il 10-15% in forma grave. Anche gli impianti sui ammalano  di parodontopatia, la famosa piorrea, che può essere lieve, moderata o severa. Le malattie correlate: diabete, è un problema bidirezionale infatti se si prendono le pillole per questa patologia si guarisce meglio la glicemia se si ha la bocca sana. Malattie cardiovascolari, come gli infarti. Malattie neurodegenerative. Le donne incinte con la parodontopatia sono più soggette a partorire pre-tempo. Sindrome metabolica. Il problema dei costi. Le infiammazioni, di cui parlava Leonida, sono silenti, non danno sintomi, e possono rimanere asintomatiche però con patologia per decenni. Se vengono intercettate prima quando sono lievi e non ci si ammala si spende di meno. No sintomi, ma mai malattia vuol dire reversibilità e quindi poco impegno temporale e finanziario. L’infiammazione silente nel corpo ha un effetto domino sulla salute e va a interessare distretti che non sono la bocca, ma altre arti che sono correlate. Purtroppo ci si può laureare in medicina e chirurgia senza aver fatto alcuni esami importanti perché sono considerati complementari e sono oculistica, orecchio, bocca e ortopedia maxillo-facciale e i medici che non hanno fatto questi esami specifici sulle patologie di occhi, orecchie e bocca sanno quello che hanno imparato studiando solo anatomia. Per fortuna adesso questo trend sta arrivando anche in Europa e in Italia c’è un tavolo interdisciplinare al Senato sulle interrelazioni fra malattie sistemiche e malattie della bocca e quindi si sta muovendo anche il potere politico, ma per fortuna ci sono persone illuminate che sono più avanti dell’Università e della politica italiane.
I controlli periodici sono la base per intercettare ciò che non ha sintomi, ma che provoca una patologia che se presa subito è reversibile e che quindi comporta un breve impegno temporale e costi minori”.


A seguire gli oratori hanno risposto ad alcune domande.


Le patologie orali su quali infortuni specifici dei calciatori incidono?
Samuele Baruch: “Da quanto emerso sulle contratture muscolari e sulle articolazioni, le ginocchia in primis. Se un atleta ha problemi di malfunzione e d’instabilità della colonna ovivamante questo si riflette soprattutto sull’apparato muscolo-scheletrico”.


Per quel che riguarda queste tipologie d’infortuni quali tempi di recupero hanno?
Samuele Baruch: “Tutto ciò che cerchiamo di fare è prevenire per ridurre il numero dei traumi e degli infortuni. Ma abbiamo bisogno di tempo per poter verificare sul campo l’efficacia del protocollo che abbiamo predisposto”.
Michel Cohen: “Sulla ricerca di qualche anno fa è stata fatta un’analisi specifica degli infortuni nella stagione 2024-2025 del campionato di Serie A e ci sono stati 858 infortuni per un costo complessivo pari a 103 milioni di euro. Gli infortuni muscolari sono i più frequenti, con 318 casi, uno stop medio di 15 giorni per atleta e un costo medio per infortunio di 80.000 euro. Al contrario, gli infortuni di carattere più ortopedico come quelli al ginocchio risultano i più gravi e onerosi, con uno stop medio di 54 giorni e un costo medio per singolo infortunio di 390.000 euro. Se pensate alla masticazione, se non è perfettamente lineare e non essendo perfettamente allineata genera dei disequilibri sull’intero corpo che noi monitoriamo con il check up odonto-sportivo per risolverli. Questo diseneallinamento può generare non solo problemi muscolari ì, ma anche maggiori rischi di infortuni ortopedici, che sono ovviamente gravissimi e generano problemi all’atleta e anche alla società. Seguire in maniera metodica questo protocollo sicuramente riduce i rischi e se solo riducessimo gli infortuni del 20% vorrebbe dire ridurre i 103 mln di 20 mln”.
Tiziano Testori: “C’è anche il fatto infiammatorio, come diceva Leonida, che agisce con un’infiammazione silente che prende i vasi endoteliali per questo si ha un’infiammazione silente. Per far capire, le ricerche sul cancro controllano lo stress ossidativo del paziente, l’infiammazione sistemica del paziente perché hanno visto che chi è operato con un’infiammazione sistemica in atto recupera molto peggio rispetto a uno che non ha questa problematica. Va ricordato che i calciatori fanno parte della popolazione generale e quindi sono sottoposti agli indici di rischio della popolazione. Gli atleti sono più giovani e in maggior salute, però sono macchine perfette che devono performare in modo eccellente e se gli viene tolta la spina irritativa non potranno che stare meglio. In caso di operazione i centri più all’avanguardia controllano lo stress ossidativo che magari deriva da una bocca non sana”.


Quanto i calciatori sono consapevoli dell’importanza della prevenzione?
Paolo Minafra: “Quest’aspetto rientra anche un po’ nel backgroud culturale. Nelle squadre di calcio ci sono giocatori che provengono da diversi paesi e di diverse età. C’è una grande differenza nella sensibilità fra chi ha dei figli e chi non li ha. Le varie età dei giocatori sicuramente hanno un impatto su come reagiscono agli stimoli che gli diamo. Prova ne è che da parte nostra c’è l‘impegno di far arrivare correttamente il messaggio sulla tutela della loro salute. Non c’è una linearità dal punto di vista della percezione di questi messaggi e anche questo fa parte del nostro compito e infatti ci sono situazioni come queste che vedono un indirizzo non solo dello staff medico, ma anche della società nel favorire questo tipo di check up. Ad alcuni lo si fa capire anche in termini di miglioramento della performance e della riduzione della possibilità di infortunarsi a volte banalmente suggerendo l’ipotesi di una carriera più lunga. E’ piena la storia di giocatori che sembravano fortissimi e che sono statti falcidiati dagli infortuni e nonostante avessero caratteristiche da big alla fine hanno fatto una carriera meno importante. Per cui bisogna far arrivare il messaggio corretto”.
Michel Cohen: “Sensibilizzare la popolazione comunicando l’importanza della prevenzione venendo a fare la pulizia dei denti regolarmente ogni sei mesi è molto importante, anche se non hanno problemi o sintomi. Mentre se ci sono dei fattori di rischio o problemi servono anche visite regolari ogni sei mesi.
Il 37% dei giocatori del Torino ha una o più problematiche di salute orale che vanno risolte e infatti abbiamo fatto un piano di cura per tutte le squadre granata maschili e femminili e verrà eseguito al più presto”.

© foto di Elena Rossin
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