Addio al figlio di capitan Valentino: Sandro Mazzola, leggenda dell’Inter e del calcio italiano, è morto a 83 anni
È morto a 83 anni Sandro Mazzola, leggenda dell’Inter e della Nazionale. Quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e una vita nel segno della Grande Inter.
A 83 anni si è spento Sandro Mazzola, figlio di Valentino Mazzola e simbolo della Grande Inter a darne l’annuncio proprio il club nerazzurro che lo saluta così: “Ciao Sandro, bandiera eterna”.
È morto Sandro Mazzola, il calcio italiano perde una leggenda
Poco dopo la mezzanotte è morto a 83 anni Sandro Mazzola, una delle figure più importanti della storia dell’Inter e del calcio italiano. L’annuncio è arrivato dal club nerazzurro, che lo ha ricordato come «uno dei più grandi calciatori della storia» e «leggenda nerazzurra e del calcio mondiale».
"Ciao Sandro, bandiera eterna", ha scritto l’Inter nel messaggio dedicato a uno dei protagonisti assoluti della Grande Inter.
Mazzola ha trascorso praticamente tutta la sua carriera nel mondo nerazzurro: 17 anni da calciatore e, successivamente, diversi anni da dirigente. Con l’Inter ha conquistato quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali, diventando uno dei simboli più riconoscibili della squadra guidata da Helenio Herrera.
In Nazionale ha collezionato 70 presenze e 22 gol, conquistando anche il titolo di campione d’Europa nel 1968.
L’Inter: "Ha scritto la storia, in maniera indelebile"
Il club nerazzurro ha affidato a una lunga nota il ricordo di Mazzola.
"La voglia di ricordare si mischia con il pudore: quanto è difficile trovare le parole migliori per salutare chi ha scritto la storia, l'ha scritta per davvero, in maniera indelebile e senza precedenti?", si legge nel comunicato.
L’Inter ha ricordato anche il legame mai interrotto tra Mazzola e il club, raccontando di un uomo che continuava a frequentare la sede e Appiano Gentile, parlando di calcio, dei campioni del passato e dell’Inter del presente.
"Sandro Mazzola è stato uno dei più grandi calciatori della storia. Non solo di quella nerazzurra. Lui è stato la storia dell’Inter: ci è entrato da ragazzino e non ci è più uscito".
Il figlio di Valentino Mazzola e il destino della Grande Inter
Sandro aveva appena sei anni quando suo padre Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino, morì nella tragedia di Superga del 4 maggio 1949.
Il fratello Ferruccio ne aveva appena tre.
La famiglia Mazzola rimase legata al mondo del calcio anche grazie a Benito Lorenzi, storico attaccante dell’Inter e amico di Valentino. Sandro e Ferruccio diventarono mascotte della squadra nerazzurra e iniziarono a respirare da vicino l’atmosfera di San Siro.
A 15 anni Sandro entrò nel settore giovanile dell’Inter. Ad allenarlo fu anche Giuseppe Meazza, altra leggenda del calcio italiano.
Il salto in prima squadra arrivò nel 1961, in una delle partite più incredibili della storia nerazzurra.
L’esordio in Juventus-Inter e il primo gol in Serie A
A soli 18 anni Mazzola fu mandato in campo nella gara di spareggio tra Juventus e Inter, disputata dopo il caos della precedente sfida scudetto.
La partita terminò con un clamoroso 9-1 per la Juventus, ma Sandro riuscì comunque a segnare il gol nerazzurro su rigore.
Fu l'inizio di una carriera destinata a cambiare la storia dell'Inter.
Dal 1962-63 Helenio Herrera iniziò a utilizzarlo stabilmente in prima squadra. Mazzola divenne rapidamente uno degli uomini simbolo del progetto del tecnico argentino.
La Grande Inter e la notte del Bernabeu
Il momento della consacrazione arrivò il 27 maggio 1964, nella finale di Coppa dei Campioni contro il Real Madrid.
Allo stadio Prater di Vienna, l’Inter vinse 3-1 e Sandro Mazzola segnò una doppietta.
A passargli il pallone per il primo gol fu Giacinto Facchetti, l’altro grande simbolo di quella squadra.
Mazzola aveva appena 21 anni e si ritrovò protagonista davanti a campioni come Ferenc Puskás, Alfredo Di Stefano e Francisco Gento.
Dopo la partita ricevette in regalo la maglia numero 10 di Puskás.
Quella notte nacque definitivamente il mito del Baffo, soprannome con cui sarebbe stato conosciuto per il resto della sua carriera.
Mazzola, la «serpentina» e le notti europee dell’Inter
Mazzola fu protagonista anche della conquista della prima Coppa Intercontinentale dell’Inter contro l’Independiente.
Nella stagione successiva segnò ancora contro gli argentini, contribuendo alla conquista della seconda Coppa Intercontinentale.
In Coppa dei Campioni fu decisivo anche nella semifinale contro il Liverpool. A Anfield l’Inter perse 3-1, ma Mazzola realizzò un gol fondamentale. Al ritorno, a San Siro, arrivò la rimonta nerazzurra per 3-0.
Il suo gol più spettacolare rimase però quello contro il Vasa Budapest nella Coppa dei Campioni 1966-67: una lunga azione personale, con una serie di dribbling fino a superare anche il portiere.
La "serpentina" diventò così uno dei marchi di fabbrica del suo calcio.
Nel 1971 Mazzola chiuse al secondo posto il Pallone d’Oro, alle spalle di Johan Cruijff. È stato inoltre l'unico calciatore italiano ad aver vinto la classifica marcatori della Coppa dei Campioni, nel 1963-64.
Mazzola e Rivera, la grande rivalità del calcio italiano
Un altro capitolo fondamentale della carriera di Sandro Mazzola fu la rivalità con Gianni Rivera.
Inter e Milan, San Siro, due grandi campioni e due modi differenti di interpretare il calcio: la contrapposizione tra Mazzola e Rivera divenne uno dei simboli di un'intera epoca.
La sfida arrivò anche in Nazionale, dove i due furono protagonisti della celebre staffetta durante i Mondiali del 1970 in Messico.
Mazzola giocò i primi 45 minuti della finale contro il Brasile. Rivera entrò nella ripresa, in una delle decisioni tecniche più discusse nella storia del calcio italiano.
La rivalità sportiva non impedì ai due di ritrovarsi negli anni successivi.
La Nazionale: 70 presenze e il titolo europeo del 1968
Mazzola esordì con la Nazionale italiana a 20 anni contro il Brasile di Pelé, a San Siro, segnando anche un gol su rigore nella vittoria per 3-0.
Con l’Italia raccolse 70 presenze e 22 reti.
Il momento più importante arrivò nel 1968, quando conquistò il Campionato Europeo con la Nazionale italiana.
La sua esperienza in azzurro rimase però inevitabilmente legata alla rivalità con Rivera e alla staffetta del Mondiale messicano del 1970.
L’ultima partita e l’addio al calcio
L’ultima gara della carriera di Mazzola arrivò il 3 luglio 1977, nella finale di Coppa Italia tra Milan e Inter.
Il Milan vinse 2-0 e Mazzola chiuse così una carriera durata quasi vent'anni.
Dopo il ritiro rimase comunque nel mondo del calcio.
Tornò all’Inter in qualità di dirigente in due periodi differenti e partecipò anche alle operazioni di mercato che portarono in nerazzurro campioni come Ronaldo e .
Lavorò inoltre con Genoa e Torino e per molti anni fu uno dei volti più conosciuti del commento televisivo sportivo.
Sandro Mazzola, una vita nell’Inter
La storia di Mazzola è inseparabile da quella dell’Inter.
Era entrato nel club da ragazzino, portando sulle spalle il peso di un cognome enorme. Suo padre Valentino era stato uno dei più grandi simboli del Grande Torino; Sandro costruì invece la propria leggenda a Milano, diventando uno degli uomini simbolo della Grande Inter.
In 17 anni in campo ha attraversato generazioni di calciatori, allenatori e presidenti. Da dirigente ha continuato a vivere il club dall’interno. Poi, come commentatore, ha raccontato il calcio alle generazioni successive.
Una carriera e una vita interamente legate ai colori nerazzurri.
Ora Sandro Mazzola ha raggiunto Valentino e Ferruccio.
E l’Inter perde una delle sue bandiere più importanti.
Ciao Sandro, bandiera eterna.
La redazione di Torinogranata.it si stringe alla famiglia Mazzola e ai suoi cari in questo triste e doloroso momento porgendo sentite condoglianze.
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