Calciomercato Toro: Simeone o Adams, Cairo ha deciso chi partirà
Da una parte la necessità di fare cassa per i colpi in entrata, dall'altra l'idea di non snaturare il progetto tecnico: il calciomercato del Toro passa soprattutto da queste due esigenze. Certo, ci sono da vendure i giocatori considerati ai margini della rosa, da Ilic a Israel passando per Anjorin, Biraghi e altri. Ma ci sono anche le punte: Zapata resterà sicuramente, Simeone probabilmente, Ché Adams no.
Calciomercato Torino: Adams partirà soltanto per questa cifra
Non è una considerazione di natura tecnica, ma piuttosto economica. L'attaccante scozzese nelle ultime due stagioni in granata ha messo insieme 69 presenze e 15 reti, ultima delle quali nel derby. Ma soprattutto ha dimostrato di essere un professionista inappuntabile: mai una polemica anche quando non è stato utilizzato, massimo impegno al Fila come in campo.
Quindi se il Toro si separerà da lui, sarà esclusicamente per un motivo economico. La cessione di Giovanni Simeone, almeno per la cifra che ha chiesto il Torino non inferiore ai 15 milioini, frutterebbe di più. Ma Adams può essere piazzato per 10 milioni: è quello che si aspetta Urbano Cairo ed è anche il motivo per cui la prima offerta del venezia è stata respinta. I lagunari, appena promossi, sono partiti da 4 milioni e saliti a 5. Su queste basi la trattativa non può decollare, anche perché a gennaio il Wolverhampton poi retrocesso in Premiership, aveva proposto 8 milioni per il quasi 30enne scozzese.
Ché Adams ai Mondiali, Cairo spera nella Scozia: prezzo in risalita
Bene al debutto contro Haiti, con un paio di occasioni create, quasi impercettibile contro il Marocco nella gara che potrebbe rivelarsi decisiva per passare il turno. Ché Adams avrà ancora un'opportunità giovedì prossimo contro il Brasile, sempre che il ct Clarke lo riproponga in campo, ma potrebbe anche essere l'ultima. Lui intanto in una lunga intervista a 'La Gazzetta dello Sport' ha spiagato quanto gli abbia fatto bene vendire in Serie A e quanto sia cresciuto a Torino. Ma fino a quando durerà?
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