In nome del padre, una tentazione chiamata Comi

25.03.2013 17:38 di Marina Beccuti   vedi letture
Fonte: Matteo Maero per TorinoGranata
In nome del padre, una tentazione chiamata Comi
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© foto di Balti Touati/PhotoViews

Ieri, durante Reggina - Juve Stabia, c’è stato un po’ di Toro ad andare in gol. Al 63’, un ragazzo torinese ha messo in rete la palla del raddoppio amaranto, poi decisiva per la vittoria. Stiamo parlando di Gianmario Comi, figlio dell’attuale Direttore generale del Torino FC Antonio Comi.

Lui, tifoso granata fin dalla nascita, è cresciuto nelle giovanili toriniste fino a che, nel 2011, il Milan si è accorto del potenziale di questo possente (1.87 x 80 kg) attaccante. Scambio di comproprietà con Simone Verdi e entrambe le società vissero felici e contente. La stagione di Comi è esaltante (23 partite condite da ben 25 gol) e la Reggina decide di puntare su di lui per la pronta risalita in Serie A da compiersi nella stagione 2012/2013. Il ragazzo è soddisfatto di questa destinazione e da subito contribuisce alla causa amaranto, con un assist all’esordio contro l’Empoli. Il primo gol arriva due settimane dopo contro il Modena. Dopodiché, il giovane torinese ha garantito una continuità di prestazioni e di gol notevole, benché la Reggina, invece che toccare con mano la serie A, deve pararsi i piedi dai playout.

Le 11 reti alla sua prima stagione da professionista parlano da sé: il giovane è di ottime speranze e potrebbe fare la felicità di molti club. Tuttavia, al Milan sembra non vogliano puntare su di lui, anche a causa dell’elevata concorrenza di reparto (se Balotelli, Niang e El Sharaawy non vi sembrano abbastanza). Così, insieme a Paloschi, è sulla lista degli attaccanti in esubero del club di via Turati.

Se il giovane deve andarsene dal Milan, la sua destinazione può, o forse deve, essere quella di Via dell’Arcivescovado, a Torino. Il suo cuore batte già color granata, tinta di cui il padre è fiero rappresentante. Inoltre, Comi è attualmente in comproprietà tra la squadra di Torino e quella di Milano e ciò rappresenta una via preferenziale non da poco per la società di Urbano Cairo, che pare stia incominciando a pensare seriamente al riscatto del “figliol prodigo”. D’altronde, l’era Bianchi sta finendo. Perché non dargli un degno erede?