ESCLUSIVA TG – Fovanna (sindaco e tifoso del Toro): “Sono garanzie la proposta preliminare di partenariato del Torino al Comune e il protocollo d’intesa col Politecnico e può esserci la cessione del club”
Elio Fovanna, sindaco del comune di Premosello-Chiovenda (VB) e grande tifoso del Toro, è stato intervistato da TorinoGranata.it. Fovanna da amministratore pubblico ha affrontato un partenariato pubblico privato mediante finanza di progetto, come potrebbe avvenire fra il Torino Fc e il Comune di Torino per lo stadio Grande Torino Olimpico e il centro sportivo per le giovanili del Robaldo, e da lui quindi ci siamo fatti spiegare qual è l’iter burocratico previsto dalla legge per questo tipo di situazioni.
Da Sindaco ha affrontato un partenariato pubblico privato mediante finanza di progetto, anche se molto meno complesso di quello che potrebbe riguardare lo stadio Grande Torino e il centro sportivo del Robaldo, ci spiega quindi cosa accade nelle partnership tra privato e pubblico?
“Premetto che sono sindaco di Premosello-Chiovenda dall’ottobre 2021, quell’anno le elezioni si fecero in autunno a causa del Covid, e che rimarrò in carica fino alla primavera del 2027, perché c’è una norma rispetto all’autunno del 2026, quando terminerebbe il mandato di 5 anni, per arrivare alle elezioni amministrative in primavera come accadeva prima della pandemia. Inoltre il nostro Comune ha 1800 abitanti e quindi evidentemente è molto più piccolo di quello di Torino, ma le leggi e le procedure da rispettare sono le stesse.
Per noi si è trattato non di uno stadio e di un impianto sportivo, ma di una casa di riposo. L'immobile dove c’è la casa di riposo è rimasto di proprietà del Comune, ma il Comune lo ha ceduto in concessione alla cooperativa per 20 anni. I soldi per la ristrutturazione, 1,8 milioni più IVA, sono stati messi invece dalla cooperativa che prenderà gli utili e i ricavi per il periodo della concessione poiché si è assunta il rischio d’impresa e di conseguenza gli utili e i ricavi servono a coprire l’investimento fatto appunto per la ristrutturazione e per la manutenzione ordinaria della casa di riposo oltre alla copertura dei costi per lo svolgimento dei servizi assistenziali.
Tornando allo stadio Grande Torino Olimpico il rischio d’impresa dovrebbe assumerlo il Torino Fc qualora vincesse il bando. La durata della concessione dipende dagli investimenti che vengono fatti e dalle spese che deve sostenere il concessionario, ossia chi ristruttura. Normalmente infatti la durata della concessione è direttamente proporzionale alla quantificazione degli investimenti per la riqualificazione. E sicuramente se si arriverà alla fase della ristrutturazione la concessione sarà decisamente superiore ai 20 anni perché i costi che dovranno essere sostenuti saranno molto superiori a quelli della cooperativa per la casa di riposo che, come ho detto, sono ammontati a 1,8 mln più IVA. Su quanto superiori saranno le cifre basta pensare che per edificare il Robaldo il Torino Fc ha speso 4,8 mln, se non ricordo male la cifra nel bilancio relativo all’anno 2025, e che nel 2016 aveva avuto l’area in concessione per 30 anni.
Il percorso che sta facendo in questo momento il Torino Fc è lo stesso che è stato fatto due anni fa dall'azienda per la gestione dei servizi della casa di riposo. Il Torino Fc, quindi Cairo, si sta muovendo all'interno del perimetro del decreto legislativo 36 del 2023 articolo 183 che è la normativa relativa alla regolamentazione degli appalti. Cairo sta legittimamente utilizzando uno strumento che è previsto dalla norma, quello della presentazione di una finanza di progetto. Cioè è lui Cairo che presenta un progetto al proprietario dello stadio e del Robaldo, in questo caso quindi al Comune di Torino. Progetto di riqualificazione che non riguarda solo gli impianti sportivi, ma anche i territori circostanti, come scritto nel comunicato del club granata che ha annunciato un protocollo d’intesa con il Politecnico di Torino, un eccellenza non solo nazionale ma anche internazionale”.
Personalmente cosa ne pensa?
“Diversamente dalle opinioni di alcuni addetti ai lavori, persone anche molto qualificate, io sono ottimista e valuto positivamente questa manifestazione d’interesse da parte del presidente Cairo. Mi spiego meglio, se si muove il Cairo presidente del Torino Fc promettendo di fare una squadra competitiva con quindi acquisti di calciatori può anche non essere credibile, ma in questo caso si muove il Cairo imprenditore che ha dimostrato con le sue aziende di saperci fare e ottenere ottimi risultati. In questo caso specifico, Cairo si avvale di uno strumento previsto dalla legge, quindi lui si muove in un ambito normativo adeguato, e poi perché è un progetto che riqualificando gli impianti e il territorio circostante può dare valore anche al Torino Fc. L'interesse, secondo me, è di tutti: di Cairo perché in questo modo valorizza il Torino Fc, della Città poiché così vengono riqualificate due aree e di tutti noi tifosi del Toro perché questo permette di avere un club di livello medio alto che se anche non possiede gli impianti sportivi ne ha la concessione per molti anni e questo può aiutare in caso di futura cessione. Comunque per dare una valutazione complessiva dobbiamo aspettare di vedere il progetto che sarà realizzato nei prossimi mesi dal Politecnico. Ed è proprio il fatto che sia il Politecnico a redigerlo che dà speranza a noi tifosi e anche alla Città”.
Tornando al punto di vista dell'amministrazione pubblica, Cairo ha dato mandato al Politecnico di predisporre il progetto e una volta ultimato il progetto il Politecnico lo darà a Cairo che a sua volta lo proporrà al Comune di Torino. Sarà quindi a quel punto che inizierà l'iter vero e proprio?
“Una volta che il progetto giunge sul tavolo del Comune dovrà essere validato dal Comune stesso, sia da un punto di vista tecnico immobiliare sia dal punto di vista della sostenibilità finanziaria. Nel caso fosse necessario il Comune può chiedere anche delle modifiche, soprattutto se dovesse valutare che non c'è la sostenibilità finanziaria e a quel punto il Torino Fc apporterà queste modifiche e poi riporterà il progetto al Comune o accettando tutte le modifiche richieste oppure cambiando un po’ il progetto e il Comune dovrà quindi arrivare o meno a una validazione definitiva.
Una volta che il progetto è stato validato allora il Comune procederà alla stesura di un bando di gara pubblico per l’assegnazione della riqualificazione”.
Quali sono i tempi dei bandi pubblici?
“I tempi sono abbastanza lunghi trattandosi di un progetto così importante. Le tempistiche dipendono da quanto tempo ci metterà il Politecnico a predisporre il progetto e alla presentazione dello stesso al Comune che poi deve validarlo e indire il bando. Per tutto questo, secondo me, ci vorrà non solo la seconda parte del 2026, ma anche mesi del 2027. Sinceramente spero che per giugno del 2027, se non ci saranno particolari intoppi, si arrivi a conoscere chi avrà vinto il bando pubblico.
Tutto questo non lo vedo, a differenza di molti altri, come una mossa da parte di Cairo esclusivamente finalizzata a chiedere la proroga dell’affitto dello stadio per altri sei mesi, quindi per arrivare alla fine della stagione 2026-2027. Da amministratore pubblico lo ritengo un percorso serio perché è previsto dalla normativa e quindi Cairo si muove assolutamente all'interno di un perimetro della legalità. Con la presentazione di un tale progetto innanzitutto il club può acquistare maggiore valore e avrebbe potenzialità superiori rispetto ad oggi e quindi evidentemente anche Cairo avrà i suoi ritorni. Poiché oggi il club non ha valore immobiliare, ma ha solo il valore dei calciatori e quello che può essere attribuito al marchio e quindi alla sua gloriosa storia”.
Esiste però anche l’ipotesi che il Comune bocci il progetto di riqualificazione e allora sarebbe stato tutto tempo sprecato e sarebbe un’altra delusione per i tifosi?
“In linea teorica il progetto potrebbe essere bocciato, ma non credo che accadrà perché il Politecnico di Torino è un eccellenza e sicuramente farà un progetto all’altezza e seguendo tutte le leggi relative agli impianti sportivi e di certo anche la sostenibilità finanziaria sarà fatta bene. Quindi essendo fiducioso anche su questo penso che il Comune non lo boccerà, al più potrà, come dicevo prima, chiedere qualche modifica o delle integrazioni.
Ma sempre per ipotesi se anche il progetto fosse totalmente bocciato nulla vieta a Cairo di ripresentarle un altro. O anche che qualche altro soggetto, diverso da Cairo, presenti un suo progetto.
Nel Comune di cui sono sindaco in un primo momento il progetto per la casa di riposo presentato dalla cooperativa è stato bocciato dopo che l’apposita commissione l’aveva esaminato. E anche un'altra cooperativa aveva presentato un suo un progetto e pure quello fu bocciato. Quindi ben due progetti sono stati bocciati, ma poi una delle due cooperative ha ripresentato un nuovo progetto che è stato validato.
Ripeto, non credo che il Comune di Torino boccerà il progetto per lo stadio Grande Torino Olimpico e per il Robaldo, semmai mi sento di dire che forse il Comune avrebbe potuto sollecitare un po' prima Cairo per cercare di indurlo ad uscire allo scoperto già qualche mese fa.
La bocciatura di un progetto è una sconfitta anche per chi presenta il progetto che sostiene delle spese per presentarlo e quindi Cairo non ha interesse a presentarne uno per poi farselo bocciare. E’ interesse di tutti che il progetto vada a buon fine. Io sono fiducioso e contento e spero che si possa realizzare in tempi ragionevolmente brevi, anche se i tempi sono comunque lunghi”.
Resta il fatto che un partenariato pubblico privato non è come comprare lo stadio Grande Torino Olimpico e il centro sportivo del Robaldo.
“Ovviamente, ma è facile che a fronte della riqualificazione la Città dia lo stadio in concessione al Torino Fc per un periodo molto lungo trattandosi di un grande progetto e di investimenti importanti. Un tempo necessariamente lungo affinché chi investe abbia un ritorno economico. Al momento è impossibile sapere se gli investimenti saranno effettuati esclusivamente dal Torino Fc, quindi da Cairo, o pure da un secondo partner privato che lo affianchi o persino che si sostituisca a lui, oppure anche dal Comune”.
Per parlare in modo molto chiaro e semplice, i soldi della riqualificazione chi potrebbe metterli?
“Cairo sicuramente, ma a priori non si possono escludere anche altri soggetti e neppure un intervento del Comune, però i soldi li metterà principalmente Cairo. Secondo me, visto che Cairo fa un altro mestiere ed è un imprenditore nel campo dell’editoria e della pubblicità non è da escludere che chieda l'intervento di altri investitori che lo affianchino in modo significativo oppure, ma questa è una mia opinione, che altri investitori si sostituiscano a lui. Per Cairo questo sarebbe un modo anche per attrarre altri investitori che gli permetterebbero persino di aumentare gli investimenti. Con l’annuncio della proposta preliminare di partenariato è iniziato, a mio parere, il percorso per la futura vendita del club, nel modo migliore per Cairo e di riflesso anche per la Città e per noi tifosi del Toro”.
Quindi si tratterebbe proprio del primo passo?
“Secondo me sì, ma ripeto si tratta solo di una mia opinione. Ma, come dicevo prima, una volta che il progetto sarà validato dal Comune e che ci sarà il bando di gara pubblico se dovessero fare un’offerta altri soggetti non so come potrebbero intervenire in questa situazione nel caso si aggiudicassero il bando se non poi dover trattare con Cairo che a quel punto dovrebbe accordarsi con loro per affittare lo stadio per farci giocare la squadra. Comunque Cairo in una futura gara d’appalto parte sicuramente avvantaggiato”.
Però adesso la legge non prevede più la possibilità di prelazione?
“E’ vero, da qualche mese non c’è più la possibilità per chi presenta la finanza di progetto di avere una prelazione perché nel febbraio 2026 la Corte di giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che non è più legittimo che ci sia una prelazione e di conseguenza a fronte di un bando chiunque può presentare un’offerta e se risulta la migliore si aggiudica l’appalto. Pero c’è da tenere conto che il proprietario della squadra che gioca al Grande Torino Olimpico e delle giovani che stanno al Robaldo è Cairo ed è quindi con lui che comunque dovrebbero interfacciarsi eventuali altri soggetti che dovessero vincere la gara d’appalto. Per questo vedo possibile più un percorso dove gruppi imprenditoriali o fondi, che tanto vanno di moda oggi, si interfaccino e si relazionino con Cairo per cercare di intervenire insieme a lui in questa riqualificazione o semmai che anche si sostituiscano a lui nella realizzazione del progetto di riqualificazione che però preveda poi che sia il Torino di Cairo a usufruire dello stadio e del Robaldo, magari ricevendo in cambio dal Torino Fc accordi per l’utilizzo, soprattutto dello stadio, quando non ci sono le partite. Sia chiaro, le mie sono solo ipotesi”.
Attualmente il Torino FC nel bilancio relativo all’anno 2025 ha un rosso di 13,1 milioni e debiti per 160,5 mln e a partire dal 15 giugno dovrà iniziare a restituire e Banca Ifis il prestito di 38,3 mln, quindi il Torino che ha debiti importanti dove troverebbe i soldi per finanziare un progetto di ristrutturazione degli impianti, in particolare dello stadio che sicuramente sarà oneroso per i lavori da farsi e per il vincolo della Soprintendenza delle belle Arti? Oltretutto se il club granata chiedesse altri prestiti alle banche aumenterebbe i debiti che già ha.
“Tutto quello che ha citato è vero ed è certificato dai bilanci del club. Ed è proprio per questo che ritengo che il percorso che è stato intrapreso, del tutto intelligente e legittimo, da parte di Cairo sia finalizzato al passaggio di proprietà del Torino. Perché la riqualificazione dello stadio, del Robaldo e delle aree circostanti dovrebbe portare a una concessione a lungo termine o all’acquisto, ma credo più alla concessione come già era avvenuto per il Robaldo, e questo aumenterebbe il valore del club e quindi per Cairo sarebbe più facile anche trovare acquirenti e di conseguenza pure i debiti verrebbero saldati con il passaggio di mano del Torino.
E questo mi porta a esprimere una valutazione positiva della manifestazione d’interesse. Va da sé che poi dovremmo vedere quali saranno gli sviluppi di questo progetto, ma essendoci di mezzo il Politecnico, da tifoso dico che è una garanzia, che sarà redatto un progetto interessante per il Torino e per la Città. Sono contento di questo, perché l'alternativa quale sarebbe stata? La cessione del club e basta. E non so se Cairo in questo caso troverebbe così facilmente degli acquirenti, tanto più che finora ha detto di non averne trovati. Non so se sia vero visto che alcuni dicono che in questi anni ci sono stati soggetti intenzionati a rilevare il Torino e che Cairo non li abbia presi in considerazione, ma non sappiamo e non abbiamo certezze al riguardo. Però con questo percorso è sicuramente più facile attrarre investitori”.
Prima ha detto di essere ottimista e che valuta positivamente la mossa di Cairo su stadio e Robaldo, però come ricordava anche lei non tutti lo sono. E’ solo una questione di sfiducia di chi contesta a Cairo la gestione negativa di quasi 21 anni del Torino?
“Ribadisco sono fiducioso perché Cairo è una persona intelligente e quando si muove lo fa per se stesso, però se tutto questo andrà in porto ci sono delle ricadute per la Città, per i tifosi del Toro e Cairo si sta muovendo per la valorizzazione del club. Oggi non mi sento di essere pessimista e sono ragionevolmente ottimista e fiducioso. Da tifoso del Toro dico che finalmente si muove qualcosa per avere anche noi uno stadio seppur in concessione che comporta anche la possibilità di avere degli introiti, magari da una sponsorizzazione del nome dell’impianto come avviene per tanti altri stadi. Ovviamente il nome Grande Torino è intoccabile, ci mancherebbe altro, ma si potrebbe aggiungere il nome di uno sponsor. E poi se aumentassero gli introiti si potrebbe avere anche una squadra che sia in linea con quella che ho ben conosciuto negli anni ‘70, me lo auguro.
Credo che chi ha espresso opinioni non positive lo abbia fatto semplicemente perché è stato Cairo a fare questa mossa, ma è anche nel suo interesse che il progetto vada a buon fine perché quando si muove lo fa per avere un ritorno, che in questo caso è legittimo. E poi per la Città, diversamente dalle altre che hanno due squadre di calcio, avere due stadi è un valore per tutti e quindi Cairo, in questo caso, come imprenditore ha una responsabilità sociale, anche se il suo mestiere di imprenditore è quello di fornire un servizio per averne un ritorno, ma resta che si assume una responsabilità di fronte a tutta la Città di Torino per cui non me lo vedo fallire totalmente su questo progetto. Detto tutto ciò, vediamo l’evolversi della situazione aspettando fiduciosi e vigili”.
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