Ventura: "L'espulsione ha impedito di giocarci il derby fino al 90°"

02.12.2012 07:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Ventura: "L'espulsione ha impedito di giocarci il derby fino al 90°"
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Ventura è soddisfatto della squadra per come ha approcciato la partita nonostante la sconfitta. Il mister dice che non sapeva che il regolamento prevedesse l’espulsione, come invece sostiene l’ex arbitro Casarin, per i falli del tipo di quello commesso da Glik.

L’approccio al derby del Torino è stato positivo, poi la Juventus ha iniziato a essere più padrona del campo e infine l’espulsione di Glik che vi ha lasciati per un’ora in dieci. Partita segnata da quest’ultimo episodio?
“Posso commentare i primi trentuno-trentacinque minuti che sono quelli in cui abbiamo giocato in undici e in quel periodo la squadra è stata bravissima facendo in campo quello che avevamo preparato in allenamento, l’approccio quindi è stato buono e abbiamo messo in imbarazzo la Juventus perché, senza voler usare parole grosse, eravamo padroni del campo poi dall’espulsione di Glik in avanti la partita è finita. Tanti anni fa Liedholm diceva che si poteva giocare in dieci contro undici, ma allora si giocava buttando la palla in avanti e sperando in Dio e di conseguenza si poteva resistere, oggi, invece, con un uomo in meno in serie A è un massacro e la dimostrazione si è avuta venerdì a Catania dove i padroni di casa fino a prima dell’espulsione non avevano subito niente e dopo il Milan in superiorità numerica ha creato dieci palle gol. Ho visto le immagini trasmesse dalle televisioni e si riferivano al secondo tempo perché fino a quando siamo stati in undici la Juventus non ha fatto un tiro verso Gillet, tranne il rigore, ma eravamo già in dieci, mentre noi in una o due occasioni ci siamo avvicinati al fare gol. Detto questo, sono contento e soddisfatto per la prima mezz’ora per l’approccio e la buona lettura della partita. Però sono anche dispiaciuto perché questo derby era molto atteso dai tifosi, dalla squadra e dalla società e sarebbe stato bello poterselo giocare fino alla fine, poi, magari, avrebbe comunque vinto la Juventus perché è una squadra più forte di noi, ma sarebbe stata comunque una partita bella poiché ce la saremmo giocata fino al novantesimo: questo è il vero e grande rammarico”.

L’intervento di Glik forse si poteva evitare, però poi allora l’arbitro avrebbe dovuto espellere anche Basha che era già ammonito per il fallo che ha portato al rigore e nel secondo tempo un paio d’interventi di Barzagli potevano essere sanzionati. Come giudica la direzione di gara?
“Non entro in merito al discorso arbitrale perché non l’ho mai fatto. Ho più di mille panchine fra i professionisti e conosco le regole del gioco, ma è un dato di fatto che abbiamo avuto una serie di situazioni consecutive nelle ultime sette-otto giornate che un po’ pesano. Il fallo di Glik a metà campo sicuramente si poteva evitare, su questo non ci piove, e fino a quel momento ero convinto che se un giocatore faceva un intervento di quel tipo prendendo nettamente la palla non c’era l’espulsione, invece nel collegamento a fine partita con gli studi televisivi Casarin mi ha detto che se anche Glik avesse colpito esclusivamente la palla buttandola a cinquanta metri sarebbe dovuto essere espulso. Questa spiegazione mi ha creato un po’ d’imbarazzo: ero assolutamente convinto del contrario, quindi se è questo che prevede il regolamento, ed è una scoperta che ho fatto ieri sera, allora è evidente che Glik ha commesso un errore. A fine partita ho fatto i complimenti all’arbitro Rocchi perché se questo fallo era da espulsione giocare con un uomo in meno non ha inciso e le possibili espulsioni di Barzagli o di Basha - che era già ammonito e in area ha toccato la palla con la mano e quindi poteva ricevere il secondo cartellino giallo e il conseguente rosso – non avrebbero né aumentato né diminuito le difficoltà, non cambiando minimamente il risultato. Tutto sommato è stato un arbitraggio tra i migliori (sottolinea la parola con la voce, ndr) che abbiamo avuto se, ripeto, il regolamento dice quello che mi è stato spiegato, ma sicuramente Casarin lo conosce bene. Comunque rimane il fatto che sono dispiaciuto perché i millenovecentoottantasette nostri tifosi che erano presenti allo stadio avevano voglia di vedere il Toro e il Toro aveva voglia di farsi vedere da loro, purtroppo in dieci contro undici non esiste al giorno d’oggi squadra al mondo che non abbia difficoltà contro qualsiasi avversario”.

Premesso che la partita era già incanalata in un certo modo, ma ci piega la decisione di togliere Bianchi per far entrare Stevanovic rimanendo senza nessuna punta di ruolo fino all’ingresso di Sansone?
“Domenica prossima giocheremo con il Milan e Bianchi zoppicava e non avremmo più potuto cambiare il corso della partita ed era l’unico modo per tamponare, non aveva senso che il capitano restasse in campo con il rischio di farsi più male. Stevanovic era il più indicato perché ha più corsa per ballare fra i due centrali e Pirlo. La sostituzione di Cerci son Sansone non ha cambiato nulla, ma poteva entrare anche Scaramacai (personaggio televisivo degli anni fra il 1955 e il 1966 un pagliaccio con il sorriso triste, ndr) e sarebbe stata la stesa cosa perché in dieci conto undici con la Juventus è impossibile, basta pensare che ha fatto tre gol al Chelsea, detentore della Champions League, e gli inglesi erano in undici, quindi aumenta ancora di più il rammarico perché in undici li stavamo mettendo in grande difficoltà poiché leggevamo benissimo la partita”.

E’ fiero della squadra?
“Sono orgoglioso, poi è chiaro che possiamo migliorare, ma per quello che siamo sono molto più che soddisfatto della squadra vista con la Juventus. Lo ribadisco: sono assolutamente convinto non che avremmo vinto, pareggiato o distrutto la Juventus, non dico queste sciocchezze, ma senza ombra di dubbio ce la saremmo giocata fino alla fine se fossimo rimasti in undici. Il calcio è fatto anche di queste cose e se Glik ha commesso un errore è giusto che paghiamo tutti, perché Glik è un giocatore del Torino”.

Fino a quando ha dovuto sostituirlo Meggiorini ha giocato all’apparenza bene e quanto tenesse al derby lo si capisce dai tweet che nei giorni precedenti aveva scritto dove diceva che non dormiva la notte in attesa di questa partita.
“Non leggo Twitter quindi sapete più cose di me, per parlare con Meggiorini forse bisogna twittare, però ridico quello che in altre occasioni ho già detto: vivo sette giorni su sette con i giocatori e quindi o sono il babbeo di turno (il mister ha usato un’espressione molto più colorita che non può essere riportata, ndr) oppure vedo chi è in grado dal punto di vista fisico e mentale e soprattutto delle caratteristiche di scendere in campo partita per partita. Non stiamo giocando a Fantacalcio o a Subbuteo dove si mettono o si tolgono i giocatori come meglio piace, il calcio è fatto di organizzazione, di conoscenze, di condizione fisica e psicologica e di tante altre componenti e invece a parole è reso di una semplicità estrema”.

Domenica prossima il Milan che ha dalla sua il Faraone al quale voi potete rispondere alla grande in quanto avete Cairo.
“Buona questa, mi piace porta serenità. Lo dico sottovoce, ma sono un po’ spaventato con la Juventus hanno avuto un rigore un po’ così e con il Catania un gol anche questo un po’ così e vista la nostra situazione la vedo malissimo”.

Ma hanno già “ricevuto”, quindi non c’è di che preoccuparsi.
“Spero che lei abbia ragione, se no qui ci lasciamo le penne”.