Nascondere i problemi è impossibile: la soluzione è risolverli

I dubbi sulle potenzialità sono diventati realtà. Il Torino ormai è nella condizione di essere obbligato a vincere gli scontri diretti con Genoa e Chievo per rimanere in linea con gli obiettivi stagionali. Urge cambiare il gioco e agire sul mercat
11.12.2012 10:38 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Nascondere i problemi è impossibile: la soluzione è risolverli

Ormai non è più possibile nascondere il fatto che il Torino ha dei problemi, la realtà è sotto gli occhi di tutti: la squadra aveva cominciato discretamente il campionato, ma inesorabilmente entrando nel vivo della stagione ha iniziato a faticare sul piano del gioco e dei risultati sempre di più e l’inevitabile conseguenza è stata il scivolare verso la parte più bassa della classifica, ormai c’è un solo punto fra i granata e il Palermo e il Pescara che occupano il terzultimo posto. Se a questo si aggiunge il fatto che il Siena  che è ultimo con undici punti, sul campo effettivamente ne ha conquistati diciassette (sei gli sono stati inflitti di penalizzazione), al netto di questo ne avrebbe uno in più del Torino (anche lui punito con un meno uno per l’affaire Pellicori), la dimensione dei problemi risulta ancora maggiore.

Dubbi e perplessità sulle reali potenzialità del Torino erano sorti già questa estate in più di un addetto ai lavori, ben prima che iniziasse il campionato e acuiti poi alla chiusura del mercato estivo, e chi li aveva evidenziati era stato accusato di voler il male del Toro, di voler creare un ambiente non sereno, di remare contro, di seminare zizzania. Chi segue per motivi di lavoro da molto tempo e quotidianamente il calcio e il Torino e vuole informare veramente e in modo professionale i tifosi non poteva tacere sul fatto che la campagna estiva di rafforzamento della rosa era incompleta.
Il parco calciatori messo a disposizione di Ventura dalla società comprendeva alcuni giocatori troppo giovani sui quali non era possibile quindi fare totale affidamento, altri che caratterialmente fino a quel momento in carriera non avevano dimostrato di essere forti abbastanza per reggere le pressioni che sono naturali nella massima serie e di conseguenza sarebbero stati discontinui e altri ancora non adatti per caratteristiche tecniche al modo di giocare di Ventura e quindi difficilmente avrebbero trovato spazio durante la stagione. Infatti, nove giocatori su un totale di trentuno in sedici gare non sono stati mai utilizzati, tre quasi mai, tre molto poco, quattro abbastanza e solo dodici sono stati impiegati con continuità.
Come era quasi scontato che le punte, che già lo scorso anno in serie B non erano state poi così prolifiche, cinquantasette gol in quarantadue partite quinto attacco del torneo, e rimaste praticamente le stesse - Bianchi, Sgrigna e Meggiorini con Sansone al posto di Antenucci e l’aggiunta del giovane Primavera Diop - in A avrebbero faticato ancora di più.
Altre perplessità c’erano relative al modulo 4-2-4, non perché in assoluto non valido e nessuno si sognava di voler criticare Ventura per questo, ma perché in serie A nessuna squadra giocava e gioca con due uomini in mediana, poiché per farlo bisogna avere esterni alti di qualità elevatissima e attaccanti che riescono a tenere per lunghi tratti della gara la squadra a fare pressing a ridosso dell’area avversaria e che prendono di mira molto spesso lo specchio della porta altrui. Giocatori quindi che per qualità, esperienza e bravura non ci sono nelle squadre che lottano per salvarsi.

Chi era perplesso esprimeva i suoi dubbi, in tempi non sospetti, non perché voleva il male del Toro, ma proprio al contrario perché sperava così di spronare chi di dovere a non doversi poi ritrovare nella condizione di affrontare un campionato tutto in salita, soprattutto nella seconda parte quando ogni passo falso è più difficile da recuperare. Risultato invece è stato un crescendo di allenamenti a porte chiuse, ufficialmente perché il campo principale della Sisport non è in buone condizioni e deve essere preservato e interviste durante la settimana ai giocatori centellinate per non dire quasi abolite e concesse solo a qualcuno. Aprendo una parentesi sull’impraticabilità del campo principale di allenamento sorge spontanea una domanda: è mai possibile che una squadra che milita in serie A per settimane e settimane debba svolgere il lavoro quotidiano su quello che viene definito il campo secondario? E qui la parentesi si chiude.
Ora a tre partite dalla fine del girone d’andata il Torino si trova nella condizione di dover assolutamente vincerne due, altrimenti non arriverà a conquistare i venti punti che sono l’esatta metà di quelli giustamente indicati dall’allenatore come quota salvezza al termine della stagione. Il Torino ha due scontri diretti con Genoa, che ha tre punti in meno, e Chievo, che ha messo la freccia e sorpassato i granata portandosi a tre lunghezze di vantaggio, e poi la partita con il Catania che a oggi occupa l’ottavo posto in coabitazione con l’Udinese.

Risolvere i problemi subito è l’unica soluzione e per farlo si può agire solo su due fronti: adattare il gioco alle caratteristiche del parco calciatori a disposizione e il primo giorno della riapertura del mercato, il tre gennaio, prendere a dir poco un paio di giocatori validi e che siano pronti a scendere in campo per la prima gara del girone di ritorno contro il Siena, contribuendo così a mantenere il Torino in serie A. Ventura non deve più sentirsi male, come è accaduto domenica scorsa, perché passa l’intera partita a urlare e sbracciarsi per spronare i suoi giocatori a fare quello che provano in allenamento: lui da parte sua pensi ad un sistema di gioco più semplice e la società lo metta nella condizione di lavorare al meglio fornendogli i giocatori adatti e magari anche campi idonei sui quali allenarsi.
Continuare a nascondere le difficoltà dicendo che tutto è in linea con i programmi stagionali è il primo passo che avvicina al baratro, accettare le critiche costruttive e agire subito per risolvere i problemi garantirà a tutti serenità e porterà quasi certamente a conquistare i famosi quaranta punti.