I dubbi dei tifosi: che utilità può avere Oristanio al Toro?
Il calciomercato del Torino si è aperto con il primo innesto. Manca ancora l'ufficialità, attesa dopo le visite mediche in programma domani mattina, ma Gaetano Oristanio è ormai un nuovo giocatore granata. Un acquisto in prestito, senza esborso immediato e, con ogni probabilità, senza riscatto al termine della stagione: una formula perfettamente in linea con la politica di mercato adottata dal club in questi decenni.
Al di là delle qualità del classe 2002, il vero interrogativo riguarda la sua collocazione tattica. Nelle ultime tre stagioni di Serie A Oristanio ha realizzato sei reti, alternandosi tra il ruolo di trequartista e quello di seconda punta, confermando buone doti tecniche e margini di crescita. A 23 anni rappresenta ancora un profilo interessante, ma è il suo impiego nello scacchiere di Ignazio Abate a far discutere.
L'allenatore granata, infatti, sembra orientato a confermare il 3-5-2, un sistema che non prevede il trequartista e che costringerà Oristanio a contendersi un posto nel reparto offensivo. Una concorrenza già molto folta, considerando la presenza di Kulenovic, Simeone, Adams e Zapata.
Per questo motivo, l'operazione lascia più di una perplessità. Osservando la rosa del Torino, infatti, le maggiori lacune emerse nella scorsa stagione riguardavano soprattutto le corsie esterne e il reparto difensivo. Al netto del possibile ritorno in prestito di Obrador, la sensazione è che il club avrebbe potuto concentrare gli sforzi proprio su quei ruoli, anziché rinforzare un attacco già numericamente ben coperto.
In quest'ottica, l'arrivo di Oristanio appare come un'opportunità di mercato più che una risposta alle reali esigenze tattiche del Torino di Abate. Resta ora da capire se il tecnico riuscirà a valorizzarne le caratteristiche o se il suo inserimento finirà per aumentare la concorrenza in un reparto già ricco di alternative.
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