Le malinconie di Massimo Gramellini

Non è un articolo di calcio, ma anche lo sport deve porsi delle domande che riguardano la vita di tutti i giorni. Per questo abbiamo deciso di pubblicare questo bellissimo pezzo scritto da un tifoso granata doc: Massimo Gramellini
26.10.2009 10:18 di Marina Beccuti   vedi letture
Fonte: Massimo Gramellini per www.stampa.it
Le malinconie di Massimo Gramellini
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© foto di Federico De Luca


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Editoriale
22.10.2009 (ore 21,00)
Noemi batte Elvis 6-0
Caro Massimo Gramellini, non scrivere "mi sento totalmente inutile, come giornalista e come essere umano". Tu continui a raccontare storie che, senza di te, non andrebbero mai in prima pagina. Sappiamo tutti e 2 che la vicenda di Elvis, riportata di seguito, meriterebbe la parte alta, e non la parte bassa del giornale. Ma pazienza... Solo a Noemi, e alle stronzate quotidiane, spetta quell'onore. Vendiamo quotidiani, e mandiamo in onda TG, anche sulla base della "morbosità" dei lettori. E' la triste, e amara, verità.




ARTICOLO TRATTO DA "LA STAMPA" DEL 20-10-2009


A Napoli un bambino è morto a sei anni di povertà. Veniva dall’isola di Capo Verde, ma sapeva già leggere e scrivere in italiano. Era educato, ordinato, molto pignolo, dicono le maestre. Amava il disegno e sognava di fare l’ingegnere. Si chiamava Elvis, come l’eroe del rock. Lo hanno trovato per terra, in una stamberga di venti metri quadri, i polmoni intasati dalle esalazioni di un piccolo braciere. Da quando l’Enel aveva staccato la corrente che alimentava la stufetta elettrica, quel fuoco improvvisato e velenoso era diventato l’unica fonte di riscaldamento di tutta la famiglia. Non c’era altro calore, non c’era più cibo. Ed Elvis se n’è andato così, addosso alla madre agonizzante, la testa appoggiata al ventre da cui era uscito sei anni prima per la sua breve e infelice partecipazione alle vicende del pianeta Terra.

Mi sento totalmente inutile, come giornalista e come essere umano, perché mi tocca ancora raccontare storie del genere, nel mio evoluto Paese. Ci riempiamo la bocca, io per primo, di parole superflue. Ci appassioniamo ai problemi di minoranze potenti e arroganti. E accanto a noi, in un silenzio distratto, si consumano le disfatte degli umili e dei mansueti. Persone come la mamma di Elvis, che fino all’ultimo ha provato a raggranellare onestamente qualche soldo per la stufetta, andando in giro a fare le pulizie. Il Bene ieri ha perso di brutto. L’importante è rendersene conto, non distrarsi, non rassegnarsi, organizzare la riscossa. Anche per Elvis, che tornerà a trovarci ogni giorno, sulla faccia di tanti bambini uguali a lui.

 

P.S. La redazione di TorinoGranata vuole regalare virtualmente a questo piccolo essere che non c'è più un paio di guanti ed un pallone, perchè almeno di lassù possa avere quello che non ha avuto in terra.