Juventus, Pjanic: "Belotti forte, ma 100 milioni sono troppi. Ho tanti amici granata, sperano sempre che cadiamo. Ho sempre ammirato Mihajlovic per le punizioni"

23.09.2017 14:09 di  Claudio Colla   vedi letture
Juventus, Pjanic: "Belotti forte, ma 100 milioni sono troppi. Ho tanti amici granata, sperano sempre che cadiamo. Ho sempre ammirato Mihajlovic per le punizioni"
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Intervistato da La Stampa, Miralem Pjanic ha parlato ad ampio raggio, partendo dal Derby della Mole in programma stasera: "I valori tra noi e il Toro saranno più o meno vicini, l’unico vantaggio è che giochiamo in casa. Ma dovremo essere presenti nel gioco e nei duelli, con intensità e volontà. Mi basta vincere, senza prendere gol: uno, due a zero, sarebbe perfetto. Alla Juventus ho imparato questo, la cultura difensiva e il saper vincere diversamente, a volte anche semplicemente 1-0. A Roma c'era la priorità di giocare sempre bene, di provare a vincere e di prendere gol. Qui l'importante è non prenderlo, perchè uno lo facciamo sempre.

Belotti? Sta facendo un buon campionato, ma cento milioni sono tantissimi. Soprattutto quando penso che li valeva Cristiano Ronaldo, uno che segna due-tre gol a partita. E di quel livello ce ne sono due: lui e Messi. Dopodiché, il mercato è decollato. Però, sono tanti. Higuain? È un giocatore straordinario, e io lo sosterrò, sempre: se tutti ti stanno dietro, significa che sei importante. E poi questi periodi capitano a tutti gli attaccanti, ma noi lo aiuteremo, e lui si sbloccherà. Ljajic è un amico, ci vediamo spesso, e gli voglio veramente bene, spero faccia una grande stagione. È un giocatore di talento, che ha sempre dimostrato di saper fare la differenza tra le linee. Insomma, un grandissimo giocatore: l’unica cosa che gli serve è la continuità, di segnare ed essere decisivo, come sta facendo. Al giorno d’oggi contano i numeri. 

Chi tira meglio le punizioni? Lo deciderete voi. Mihajlovic? Guardavo sempre le sue punizioni, fantastiche: con quell’interno piede a giro, e con grande forza. Uno specialista, da ammirare e imitare. Per tirarle bene servono tecnica e un po’ di furbizia, perché devi giocare con il portiere. Loro ormai ci studiano e sono preparati. E allora devi saper cambiare: sotto la barriera, sopra, sul lato del portiere. Osservo se un portiere gioca fuori, come faceva quello della Fiorentina: recuperando un pallone, se la prendevi bene, riuscivi a fare gol. Ma l’ho sbagliato, un po’. Allegri? Era un po’ nervoso, è normale. Con Dybala ognuno calcia le punizioni dal proprio lato, anche se il problema è che non sai mai quante ne capitano da una parte e dall’altra, in un campionato. Con la Fiorentina ce n’era una bellissima, ma non ero in campo: se ci fossi stato io, l’avrei tirata. È la regola. In allenamento? Ci sfidiamo pure lì, e vinco spesso.

Roma, Milan, Inter e Napoli, soprattutto, hanno tantissima qualità e possono pensare di vincere lo scudetto. Potremo fare la differenza con la nostra regolarità, solidità e volontà: se molli un po’, le altre si avvicinano. Da piccolo il mio derby era Fk Sarajevo contro Zeljeznicar, per cui tifavo. Una storia che nasce da lontano: sono cresciuto in Lussemburgo, ma i miei famigliari lo seguivano, e a me ispirava. Un derby molto sentito a Sarajevo, ma che non ho mai visto dal vivo. Poi quando ho iniziato in Francia, Metz-Nancy e Lione-Saint Etienne. Ma Roma-Lazio è stato quello più sentito. Juve-Toro cosa significa? Una partita dedicata ai tifosi, che ci tengono tanto, e per noi tre punti in più sulla strada per il primo posto. Qui a Torino ho tanti amici granata, e li frequento: a volte gli rode un po’, perché noi vinciamo sempre, e loro sperano che cadiamo. Come si dice, una sana rivalità. Se va male? Di perdere non ci penso neanche".