Torino, LIVE Abate: "Con Mandragora l'assetto non cambia di molto, ma è aumentata la qualità. Felice per l'arrivo di Rodriguez. Dobbiamo leggere la partita"

Torino, LIVE Abate: "Con Mandragora l'assetto non cambia di molto, ma è aumentata la qualità. Felice per l'arrivo di Rodriguez. Dobbiamo leggere la partita"
Ignazio Abate
© foto di Elena Rossin
venerdì 4 settembre 2026, 09:25Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Dall'inviata alla conferenza stampa Elena Rossin
Abate è soddisfatto degli ultimi arrivi che aumentano la qualità della squadra. E sull'avversario Abate ha detto: "La Fiorentina è forte, ma anche noi siamo a zero punti e abbiamo una voglia feroce di fare nostra la partita"

Il Torino  è alla ricerca della prima vittoria in campionato, dopo le sconfitte con Milan e Sassuolo, e deve riscattare l’eliminazione dalla Coppa Italia ad opera del Monza. Chiuso il mercato con le cessioni di Njie, Pedersen, Ilic, Dembélé e Seck e poi anche Paleari e Anjorin, che stanno per trasferirsi, e gli arrivi di Belghali, Bragança, Comuzzo, Cömert, Fitz-Jim, Fortini, Mandragora, Mascardi, Oristanio, Patterson  e Perri è a mercato chiuso anche l’ex Rodriguez, che era svincolato.  
L’allenatore del Torino, Ignazio Abate fra poco in conferenza stampa presenterà la gara con la Fiorentina.

E’ stata smaltita la delusione della Coppa? Cos'ha visto nei nuovi arrivati?
"In questi due giorni non abbiamo avuto tanto tempo  di lavorare sul campo. Abbiamo fatto sedute video e i ragazzi hanno avuto sempre un approccio molto positivo. Abbiamo fatto due allenamenti sul campo e ho respirato energia giusta. I nuovi hanno portato ancora più entusiasmo e quindi siamo pronti per domani”.

Cambia qualche cosa nell'assetto del Torino con l'arrivo di Mandragora?
“Mah, sinceramente l'assetto non cambia tanto, aumentiamo di spessore e di qualità dentro al campo. E’ un giocatore molto molto importante, ha qualità caratteriali e tecniche: è un leader, uno dei capitani, è un acquisto molto molto importante per noi”.

Rodriguez era svincolato e  sicuramente si é allenato, ma il suo stato di forma é già ottimale oppure avrà bisogno di una settimana dieci giorni?
“Lo conosco benissimo, è un ragazzo dei valloni morali molto alti e, secondo me, è un grande calciatore. Si è allenato tutti i giorni, però, come ben sapete, allenarsi da solo al mattino e invece fare allenamento con la squadra sono due mondi opposti, quindi avrà bisogno di una settimana o dieci giorni per mettersi al passo con i compagni. Ma sono veramente felice del suo arrivo”.

A proposito dei nuovi arrivi, ora ha due giocatori per ogni ruolo, ci fa capire come sono le nuove coppie nei vari ruoli?
“Adesso lo capiremo starà facendo. A parte gli scherzi, ho due giocatori per ruolo praticamente, però ci sono tanti giocatori che possono ricoprire varie zone. Dietro, per esempio, abbiamo un mancino di piede naturale, però ho altri ragazzi che possono ricoprire quel ruolo sempre a loro modo. Dentro al campo ho giocatori che possono ricoprire i vari ruoli e quindi volta per volta sceglierò la formazione migliore sia per lo stato di forma sia per l'aspetto strategico della gara”.

I nuovi come stanno a livello di forma? Chi è più indietro e chi più avanti?
“Mandragora sicuramente è il giocatore più pronto di tutti. Bragança è un altro ragazzo che ha grandissima qualità, ha spessore, ma non ha fatto tantissimi allenamenti con la squadra e quindi ha bisogno anche lui di tempo. Patterson l'ho trovato abbastanza bene, anche se ha fatto solo un allenamento con noi e quindi ho bisogno di valutarlo. Rodriguez lo sapete che è indietro. Belghali è un altro che ha bisogno di tempo, però ha una struttura fisica che gli permette di entrare in forma molto più velocemente e infatti negli ultimi giorni ha aumentato il livello dal punto di vista fisico e sono veramente felice”.

Torino e Fiorentina hanno la necessità di fare i primi punti, sarà una prova di carattere prima ancora che una sfida a livello tecnico e tattico?
“Mah, credo che la Fiorentina sia l’esempio lampante che quando si crea un nuovo progetto si ha bisogno di tempo. Hanno fatto un mercato di primo livello, un mercato di qualità, un mercato ambizioso, però anche loro hanno bisogno di tempo per trovare l'amalgama giusta. E anche noi siamo nella loro stessa situazione. Sicuramente affrontiamo una squadra forte e sarà una trasferta molto difficile per la qualità dell'avversario, ma anche noi siamo a zero punti e abbiamo una voglia feroce di fare nostra la partita”.

Come cambia il suo rapporto con giocatori che una volta erano stati suoi compagni di squadra come Rodriguez e adesso sono suoi giocatori?
“Nei rapporti cerco di essere sempre me stesso, a me non interessa se mi dai del tu o del lei. Cerco di avere sempre il massimo rispetto dei miei giocatori e di essere più leale e coerente possibile. Con Ricardo sono stato compagno di squadra (al Milan, ndr) e avevamo un grandissimo rapporto. È un ragazzo per bene, ma oltre ad essere un grande calciatore è un ragazzo molto intelligente. L'ho trovato energico e voglioso di fare un'ottima stagione, questo è l'aspetto più importante e più bello”.

Ci aiuta a capire la gerarchia tra i pari? Ha già deciso chi giocherà domani fra Perri e Mascardi?
“Perri”.

In Coppa Italia Zapata ha giocato nel finale 20 minuti, sta iniziando a prenderlo in considerazione anche per le rotazioni in campionato? A che punto è il giocatore?
“Stiamo che questo è il mio obiettivo. In Coppa Italia ho voluto dargli 35 minuti più recupero perché il ragazzo ha bisogno di trovare il minutaggio poiché non ha potuto fare il ritiro con la squadra e quindi è in ritardo e ha bisogno di trovare il ritmo in allenamento. Dopo la Coppa Italia il ginocchio si è gonfiato un po' e quindi ieri ha dovuto rallentare. Dovremo navigare un po' a vista. Ma Duvarn per noi è un giocatore fondamentale per caratteristiche e carisma lui sposta e quindi in tutti i modi dovremo cercare di trovare l'equilibrio giusto”.

Rianalizzando queste tre partite che non sono andate bene, cos'è mancato al Toro? Qualcosa dal punto di vista tecnico o mentale?
“Dopo la partita con il Monza vi ho parlato di solidità difensiva, io credo che la nostra crescita passerà molto dalla fase difensiva. Dobbiamo avanzare a livello di squadra, a livello dei singoli, dobbiamo percepire di più il pericolo. In fase difensiva bisogna ragionare in modo pessimistico, questa è la verità, e va fatto anche in situazioni apparentemente tranquille o agevoli perché questo fa tutta la differenza del mondo. Dobbiamo trovare più solidità, dobbiamo stringere più le linee, più le maglie quando siamo sotto la linea della palla. Forse in questo momento non abbiamo la costanza e la forza di mordere un'aggressione ultra offensiva in modo costante. La bravura della squadra deve essere il capire i momenti della partita e le varie altezze. Da questo punto di vista abbiamo ampi margini di miglioramento, ma trovare solidità difensiva non significa non avere coraggio. Il coraggio, come ho già detto, non è negoziabile, questo è il mio modo di vedere il calcio. Dobbiamo costruire sia tatticamente sia emotivamente il desiderio feroce di non voler prendere i gol, perché poi i gol spostano durante le partite e ultimamente ne stiamo prendendo un po' troppi. Questo fa tutta la differenza del mondo ed è un aspetto che dobbiamo migliorare assolutamente”.

Ha detto che se dovrà abbassare il baricentro lo farà. Domani quindi quali novità potranno esserci? Il Torino sarà un po’ più accorto?
“No, noi dobbiamo leggere la partita, la squadra dovrà aggredire alto, ma non abbiamo in questo momento la forza per farlo per 90 minuti. Poi ci sarà la bravura degli avversari e se dovremmo abbassarci di 10-15 metri lo faremo, ma con convinzione, con i reparti giusti, stringendo le maglie e ri-capire il momento di quando rialzarci senza farlo a prescindere oppure andare a mordere costantemente. E’ questo che fa tutta la differenza del mondo”.

Ha parlato di avvertire il pericolo, questo è un aspetto che si migliora con la tattica oppure conta l'esperienza dei giocatori e in questo senso l'arrivo di Mandragora e Rodriguez può dare un apporto?
“La verità sta nel mezzo, perché indubbiamente possiamo leggere alcune situazioni in modo migliore. Molto spesso anche quando siamo sotto la linea della palla con tanti uomini non riusciamo a creare quella densità totale e non avvertiamo il pericolo e poi indubbiamente gli uomini spostano perché quando hai determinate caratteristiche, quando hai esperienza, quando hai spessore in determinate zone del campo sicuramente aiuta”.

In virtù anche dei tanti arrivi dopo la pausa del campionato per la Nazionale potremmo aspettarci qualche cosa di diverso e vedere un Toro con una pelle diversa?
“Assolutamente, assolutamente sì. Però poi le cose vanno fatte per step e per gradi. Adesso l'aspetto principale è iniziare a trovare più solidità, un equilibrio di squadra nelle due fasi. E poi ho una rosa che in questo momento specialmente dentro al campo mi permette di variare molto”.

Prima quando le hanno chiesto chi sarà il portiere titolare senza esitazione ha detto Perri, qual è la motivazione se ce la può dire?
“Fin dall’inizio volevamo un portiere esperto soprattutto perché siamo in una piazza esigente e calorosa. Avere un portiere d’esperienza che ha le spalle larghe per giocarci e assorbire determinate pressioni è un aspetto fondamentale e oltretutto così si dà tutta la tranquillità del mondo a Mascardi, che ha grandissima qualità e un grandissimo futuro, per poter crescere con tranquillità e poi anche per preservare un po' l'investimento che ha fatto la società. Questo era il nostro pensiero all'inizio dell'anno, poi indubbiamente strada facendo vedremo come cresceranno entrambi e quali saranno le gerarchie, ma in questo momento sicuramente giocherà Perri, ma Mascardi, come ben sapete e come ho dimostrato, ha la mia massima fiducia”.

Si è visto un Simeone un po’ sottotono, come si fa ad innescarlo? Magari affiancargli un altro attaccante o dietro due trequartisti?
“Credo che l'aspetto difensivo e l'aspetto offensivo viaggino di pari passo. Noi dobbiamo alzare il livello in fase difensiva, perché se si difende bene si sviluppa meglio: questo è il mio pensiero. Poi gli uomini, i moduli lasciano il tempo che trovano, il nostro obiettivo principale adesso è trovare solidità, solidità che ci permetterà di sviluppare meglio. Il Cholito è un giocatore importante, ha la mia massima fiducia, Indubbiamente la squadra può sentirlo meglio e lui può dare di più, ma sono convinto che tutto passi dalla fase difensiva”.