Mercato Torino VOTO 4: squadra smantellata, ricostruita tardivamente e manca ancora il braccetto sinistro

Mercato Torino VOTO 4: squadra smantellata, ricostruita tardivamente e manca ancora il braccetto sinistro
Cairo e Petrachi
© foto di Elena Rossin
Oggi alle 21:57Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Elena Rossin
Il Torino ha agito sul mercato come fa sempre senza mettere al primo posto il bene della squadra, mettendo l’allenatore in difficoltà e scontentando i tifosi. Petrachi non ha grandi colpe, ha agito quasi denza budget

Il Torino cambia pelle, ma non perde il vizio. Anche in questa sezione estiva di calciomercato, che si è conclusa ieri alle 20, il Torino avrebbe potuto fare molto meglio e di più e invece ha agito come al solito: altro cambio di allenatore, è il quarto in tre stagioni, squadra smantellata fra mancati rinnovi, prestiti non riscattati e giocatori ceduti per fare cassa. Rinforzi, per lo più prestiti, arrivati quasi all’ultimo e manca ancora il braccetto sinistro che quasi certamente sarà recuperato fra gli svincolati. E intanto Abate, al suo primo anno su una panchina in Serie A, ha perso le prime due partite in campionato, Milan e Sassuolo, ed è stato eliminato ai 16esimi di Coppa Italia dal Monza e sta già cambiando assetto passando dall’iniziale 3-4-2-1 al 3-5-2. Un film, purtroppo, già visto e rivisto.

A fine della scorsa stagione la squadra ha iniziato a essere smantellata

Non sono stati rinnovati i contratti e quindi andati via a parametro zero:  a Valentino Lazaro, Guillermo Maripán, Adrien Tameze, Zanos Savva e Saba Sazonov. Invece non sono stati riscattati Rafael Obrador, Luca Marianucci, Enzo Ebosse, Matteo Prati e Niels Nkounkou. Gli unici riscatti che sono stati fattI sono stati quelli di Giovanni Simeone, già alla prima presenza a febbraio, Sandro Kulenovic e Tino Anjorin, al raggiungimento dell’aritmetica salvezza. Quindi a fine stagione hanno salutato ben 10 giocatori, fra più o meno titolari e riserve.

D’Aversa tenuto in standby fino al 12 giugno in attesa di scegliere alla fine fra Aquilani e Abate

E’ vero che Roberto D’Aversa era stato preso in sostituzione di Marco Baroni, con la squadra che stava precipitando verso il terzultimo posto, era solo a tre lunghezze, e che incassava imbarcate di gol e che aveva il compito di risollevare il Torino senza promessa di poter essere confermato a fine campionato, ma tanto più che aveva assolto il compito anche abbastanza in fretta si poteva risparmiargli almeno l’attesa prima dell’arrivederci e grazie. Invece no, ha dovuto attendere fin quasi alla metà di giugno, il 12, quando Cairo e Petrachi hanno finalmente deciso per voltare pagina e puntare su un allenatore emergente, Ignazio Abate, che era stato in ballottaggio con l’altrettanto emergente Alberto Aquilani. Un allenatore che aveva fatto bene nella Primavera del Milan e poi nella Juve Stabia, sfiorando la promozione in Serie A, ma che su una panchina del massimo campionato italiano non si era ancora mai seduto.

Contratti prolungati a Zapata e ad alcuni giovani di prospettiva

Il capitano Duvan Zapata, anche per spalmargli l’ingaggio, ha prolungato il contratto fino al 30 giugno 2028. Sarà uomo spogliatoio, chioccia per i più giovani e darà il suo apporto quando avrà raggiunto una condizione fisica che non gli faccia accusare problemi al ginocchio che era stato operato. Una scelta che convince per la persona che è, un po’ meno per la tenuta fisica considerando anche che ha 35 anni compiuti.

Luongo, Cereser, Ballanti e Falasca, ma anche Perciun, Sandrucci, Dellavalle, Padula, Acquah, Ciammaglichella, Dalla Vecchia, Dembelé , Gabellini, Pellini e Bianay Balcot  sono rimati in orbita Torino dopo il rinnovo e quasi tutti sono poi stati ceduto in prestito. Luongo invece, come il portiere Siviero sono rimasti con Abate.       

Puntare sui giovani: una scelta di comodo, anche per il portafoglio

Abate con i giovani aveva fatto bene e così risultava l’allenatore ideale per cercare di farli crescere e garantire in futuro plusvalenze. Al Torino vige la regola che se uno si è messo in luce e ha mercato viene ceduto al miglior offerente, al più si attende un altro anno per avere una plusvalenza ancora maggiore. Di solito i giovani se arrivano dalla Primavera sono costati quasi nulla e hanno anche ingaggi decisamente bassi per cui cedendogli si tratta di guadagno pressoché puro.

L’inizio della stagione a luglio con giocatori che non rientrano nei piani tecnici e altri che tornati dai prestiti  sono rimasti con la valigia in mano

Franco Israel, Cristiano Biraghi e Ivan Ilic, in particolare erano sul mercato, ma il portiere aveva una spalla infortunata e quindi è stato operato e non era cedibile. Il terzino ha un ingaggio elevato e trovargli una collocazione è complicato e così entrambi sono restati, solo il centrocampista alla fine è partito il 27 agosto con destinazione Lecce dopo aver rinnovato il contratto fino al 30 giugno 2028 e ha rasa giunto il salento con la formula del prestito con opzione per l’acquisto definitivo.

Seck ha salutato definitivamente, mentre Dembélé anche lui si è trasferito al Lecce e invece Pellegri è rimasto.

Il primo rinforzo è arrivato il 9 luglio poco prima della partenza per il ritiro a Pinzolo

Gaetano Oristanio è stato il primo a raggiungere Abate il 9 luglio, prestito dal Venezia con opzione per l'acquisto definitivo a 5 milioni di euro
Pietro Comuzzo dalla Fiorentina il 23 luglio in prestito oneroso a 1 mln con opzione per l’acquisto definitivo, solo diritto, a 19 mln
Niccolò Fortini il 21 agosto dalla Fiorentina in prestito oneroso tra i 500mila euro e quasi 1 mln, a seconda delle fonti, con opzione per l'acquisto definitivo fra i 9 e i 10 mln.
Lucas Perri il 29 agosto dal Leeds in prestito ammontante a circa 1 mln con opzione per l'acquisto definitivo a 14, alcuni dicono 16 mln.
Daniel Bragança il 1° settembre dallo Sporting in prestito con opzione e obbligo di acquisto definitivo al verificarsi di determinate condizioni per un totale che si aggira sui 4 mln, trafisso e riscatto.

Gli acquisti veri e propri

Diego Mascardi in arrivo dallo Spezia il 16 luglio a 2 mln più il 10% sulla futura rivendita.
Eray Cömert il 29 luglio e per la verità era svincolato.
Kian Fitz-Jim il 31 luglio dall’Ajax a 2,5 mln.
Rafik Belghali il 1° settembre dall’Hellas Verona a 7 mln, ma c’è chi dice 1 mln  con obbligo di riscatto a 6 più una percentuale sulla futura rivendita.
Rolando Mandragora il 1° settembre dalla Fiorentina a circa 5 mln.
Nathan Patterson il 1° settembre dall'Everton a 1 mln più il 35% su un'eventuale futura rivendita.

Le cessioni per fare cassa e plusvalenze

Chi è andato via porta soldi nelle casse del Torino. Abate avrebbe voluto poter tenere soprattutto Njie, ma dovrà farsene una ragione visto che è rimasto Cacciamani e che al momento anche Gineitis è rimasto, anche se il Celtic, che ha tempo fino a domani, potrebbe sempre provare un ultimo assalto.

Marcus Pedersen il 29 agosto all’Olympiacos Pireo  a 8 mln più bonus a fronte che era costato 1 mln e il riscatto 3,5.
Alieu Njie il 30 agosto alla Fiorentina in prestito con obbligo di acquisto a titolo definitivo per complessivi 20 mln bonus compresi più il 12% sulla futura rivendita.

Abate ha chiesto ancora un braccetto sinistro e potrebbe andare via Paleari

Il mercato in entrata è ufficialmente chiuso, ma non per gli svincolati che possono essere presi. E infatti il Torino è alla ricerca di un braccetto sinistro e in questo momento i due candidati principali sarebbero Diogo Leite e l’ex Ricardo Rodriguez, quest’ultimo è conosciuto da Abate perché i due avevano giocato insieme al Milan. Per averli serve solo una cosa: mettersi d’accordo sulla durata del contratto e sullo stipendio.

Anche in uscita ci potrebbe essere, oltre a Gineitis, anche un altro addio ed è quello del portiere Alberto Paleari che con gli arrivi di Perri e Mascardi è passato dall’essere titolare a terzo portiere. Insistenti le voci che nelle ultime ore lo danno in approdo a Cipro all'Aek Larnaca. Oggi era ancora al Filadelfia, ma potrebbe aver anche solo svuotato l’armadietto e salutato allenatore e compagni. Si attendono sviluppi entro il 9 settembre quando anche nell’isola il mercato chiuderà i battenti.

Petrachi ha fatto il mercato quasi senza avere un budget

Il Torino era da rifondare, ma il direttore sportivo Gianluca Petrachi non aveva quasi soldi per farlo e quindi se non ha fatto miracoli poco ci manca. Qualcuno dirà che si poteva fare di più, magari sì, ma andare a fare la spesa e per giunta dovendo prendere mote cose senza soldi è un’impresa.

Il voto del mercato del Torino è negativo: 4

Alla luce di tutto quanto è stato scritto non si può ritenere il mercato del Torino neppure lievemente insufficiente perché non è accettabile quanto fatto. Petrachi può essere in buona parte assolto poiché le sue colpe sono molto relative, ma la gestione fatta dal presidente Urbano Cairo non ha scusanti, come non le aveva negli anni scorsi visto che il suo modus operandi è sempre lo stesso, e non basta che all’ultimo abbia fortissimamente voluto che tornasse Mandragora.

Di fatto è stato buttato via un mese e mezzo nel quale Abate ha dovuto lavorare come ha detto lui: “Non è stato un mese semplice avendo tante situazioni un po' borderline fino a oggi pomeriggio (ieri, ndr) e poi la società ha dato una bella accelerata nel finale. Finalmente da domani (oggi, ndr) sappiamo chi siamo, avremo molte più certezze, ma la strada sarà lunga e tortuosa perché dobbiamo creare un'identità sia di gioco sia di squadra vera e propria e, soprattutto, di spirito. In questo sport, al di là della tattica, entra in campo sempre l'anima del gruppo e quindi da domani (oggi, ndr), anche se siamo un po' in ritardo, dovremo dare una bella accelerata e starà a me e al mio staff. Sono contento di ritrovare i nuovi acquisti domani (oggi, ndr)”. E poi ha aggiunto: “Due mesi in modo non al completo, con gente in situazione borderline sul mercato. Adesso finalmente è finito e da domani (oggi ndr) c'è da indicare la strada”.

Si può quindi dare più di 4 al mercato del Torino? Per rispetto di Abate e dei giocatori francamente no, tanto più che manca ancora il braccetto sinistro.