Torino, LIVE Abate: "Mercato? Ci manca il braccetto sinistro, la società ci sta lavorando. Non siamo arrivati bene sulle seconde palle. I tifosi ci hanno sostenuto e poi fischiato perché vogliono di più"

Torino, LIVE Abate: "Mercato? Ci manca il braccetto sinistro, la società ci sta lavorando. Non siamo arrivati bene sulle seconde palle. I tifosi ci hanno sostenuto e poi fischiato perché vogliono di più"TUTTOmercatoWEB.com
Ignazio Abate
martedì 1 settembre 2026, 23:35Primo Piano
di Elena Rossin
fonte Dall'inviata allo stadio Grande Torino Olimpico Elena Rossin

Il commento, in conferenza stampa, dell’allenatore del Torino, Ignazio Abate, sulla sconfitta con il Monza nei 16esimi di Coppa Italia

Che analisi fa di questa partita? E’ un passo indietro rispetto al Sassuolo?
“Da un certo punto di vista sì, da altri no. Siamo delusi dal risultato, per non aver passato il turno, per la nostra gente, però la squadra ha avuto un bell’approccio nei primi 25-30. Ha avuto due palle gol, tante palle inattive e poi ci ha fatto indicazioni importanti. Quando la partita inizia a cambiare e quando ci sono momenti di sofferenza, siamo fragili, non avvertiamo il pericolo e dobbiamo diventare squadra. Questo è successo anche nelle prime giornate di campionato. Poi il secondo tempo è stato diverso perché dovevamo recuperare il risultato e giocavamo di rimessa, ci allungavano e lì la squadra ha avuto spirito a rimanere in piedi, anche se la prestazione è stata insufficiente: questa è la verità.
Questa partita mi dà indicazioni anche dal punto di vista tattico: in questo momento dobbiamo tracciare una strada e capire le caratteristiche dei giocatori. Forse c'è troppo dispendio di energie per quanto riguarda la fase difensiva e quindi c'è da trovare molta più solidità. La nostra crescita passerà solo ed esclusivamente da una fase difensiva di un livello diverso”.

Soprattutto nel primo tempo è mancata la costruzione dal basso e poi anche nelle ripresa il Monza arrivava prima sulle seconde palle. Il fatto che loro non l'abbiamo chiusa vi ha dato la possibilità di pareggiare, ma anche con l'ingresso di tutti gli attaccanti il gol non è arrivato. Cosa serve affinché diventiate squadra? Un primo commento sul mercato?
“Per quanto riguarda la costruzione dal basso, oggi non c'era perché giocavamo contro una squadra uomo contro uomo. L’uomo libero era il portiere e cercavamo di svuotare il campo davanti all'area di rigore. Molto spesso riuscivamo a ritrovare Ismajli, dovevamo allungarli e la squadra credo che si sia relazionata bene nella prima fase di costruzione. Poi hai ragione perché abbiamo vinto troppe poche seconde palle. Era una partita di duelli dove chi più vinceva sulle seconde palle più riusciva a sviluppare il gioco nell'ultimo terzo di campo. Devo dire che i primi 25 minuti ragazzi hanno fatto bene, ma poi non abbiamo più trovato le distanze giuste per continuare ad avere quei benefici.
Il mercato è finalmente finito. Come potete immaginare non è stato un mese semplice avendo tante situazioni un po' borderline fino a oggi pomeriggio e poi la società ha dato una bella accelerata nel finale. Finalmente da domani sappiamo chi siamo, avremo molte più certezze, ma la strada sarà lunga e tortuosa perché dobbiamo creare un'identità sia di gioco sia di squadra vera e propria e soprattutto di spirito. In questo sport, al di là della tattica, entra in campo sempre l'anima del gruppo e quindi da domani, anche se siamo un po' in ritardo, dovremo dare una bella accelerata e starà a me e al mio staff. Sono contento di ritrovare i nuovi acquisti domani”.

Alla luce dei nuovi innesti, Belghali, Bragança, Mandragora e Patterson, ha idea di cambiare modulo andando verso il 3-5-2? Fortini giocherà a destra oppure a sinistra?
“Mah il modulo … adesso ho bisogno di toccare con mano i nuovi ragazzi che sono arrivati, ma sicuramente giocare a due punte è un'opzione. Fortini, nelle coppie, lo vedo a sinistra”.

A centrocampo Mandragora quanto può spostare con la sua qualità e esperienza? Bragança che tipo di giocatore è? Dove pensa di utilizzarlo visto che può fare anche il trequartista?
“Vedremo, sono due acquisti importanti. Mandragora è un giocatore di spessore, è un leader, è carismatico, conosce bene il campionato italiano e la piazza. In passato ha fatto benissimo qui e per noi è un acquisto importantissimo.
Bragança è un giocatore di talento, di grandissima qualità. Ha giocato in una mediana 2, ma ha fatto molto id più la mezzala. Dobbiamo cercare di farli coesistere, ma soprattutto di trovare un equilibrio di squadra in fase difensiva: questo è l'aspetto principale. Dobbiamo capire su che altezza andare a mordere per avere meno dispendio di energie, perché ho la sensazione che la squadra non riesca a trovare continuità nel fare una pressione ultra offensiva e questo è sicuramente un punto dove ragionarci bene”.

Mi è sembrato che il Torino di questa sera abbia fatto un netto passo indietro rispetto al deprecabile secondo tempo con il Sassuolo. Ho visto poca reazione, idee molto confuse, una quantità di errori in costruzione in fase difensiva. Sono rimasto un po' stupito da questo. E’ assurdo quello che dico? E’ un po' preoccupato?
“No, è la sensazione del secondo tempo. La partita come finisce nell'ultima mezz'ora lascia sempre una sensazione. Noi con il Milan, secondo me, non abbiamo fatto un bel primo tempo e non eravamo solidi, ma la squadra ha fatto benissimo negli ultimi 25 minuti e ci ha lasciato delle sensazioni. A Sassuolo la squadra ha fatto un buonissimo primo tempo ed è poi ripartita bene nei primi 10’ del secondo, però negli ultimi 25’-mezzora non aveva fatto bene e questo ci ha lasciato delle sensazioni negative. Oggi, per me, la squadra ha fatto per mezz'ora la partita che doveva fare: con l’uomo contro uomo non si poteva tirare l'avversario, non potevi rischiare di giocare al limite dell’aria. Era molto più un gioco diretto, loro soffrono la profondità e cercavamo di farli abbassare per questo si sarebbe dovuto vincere molte più seconde palle. Ci è riuscito nella prima mezz'ora, ma non più nel resto dei 60 minuti. Hai ragione tu perché si sono allungate le distanze, non avevamo più lucidità di fare una giocata, era una transizione continua e noi non possiamo accettarlo. Però è anche vero che nel secondo tempo è rientrato Zappata, ha fatto mezz'ora e sono contento. Luongo ha giocato dal primo minuto e ha fatto un buonissimo primo tempo e poi è calato. Anche Oristanio ha fatto un buonissimo primo tempo.
Adesso  abbiamo bisogno di trovare delle certezze e da domani con i nuovi acquisti lavoreremo per questo sicuramente”.

Il Torino l'anno scorso aveva chiuso il campionato con 63 gol subiti, la seconda la peggior difesa della Serie A. State ancora cercando un difensore tra gli svincolati, lo ha chiesto, lo aspetta, chi preferirebbe?
“I nomi non li faccio,non sono un direttore sportivo. Ma sicuramente abbiamo la necessità di un braccetto sinistro e la società ci sta lavorando”.

Ha detto che la squadra non ha quello spirito sul quale sta lavorando dal primo giorno del ritiro, la preoccupa? Di certo si aspettava delle difficoltà, ma così tante? Qual è la prima cosa da risolvere?
“Il calcio è uguale in Serie C, in Serie B e in Serie A, non ci si inventa niente. Non è che se siamo in Serie A è diverso dall’essere in C. Nel calcio il gruppo fa la differenza. Poi indubbiamente ci sono qualità tecniche, fisiche, morali, ma noi abbiamo lavorato due mesi in modo non al completo, con gente in situazione borderline sul mercato. Adesso finalmente è finito e da domani c'è da indicare la strada, ma i ragazzi che sono stati con me in ritiro hanno lavorato sempre a testa bassa, con grande professionalità, dandoci dentro. Ma quando le situazioni a volte non sono definite è normale che nell’inconscio non sei dentro al 100%. Ma adesso è finita finalmente, sono contento. La società mi ha dato a disposizione altri giocatori che ci serviranno sicuramente. Abbiamo rinforzato le fasce ed è un aspetto determinante. Ci sono due bei centrocampisti di qualità e quindi adesso dobbiamo trovare l'abito esatto. Ma oltre all'aspetto mentale e l’amalgama del gruppo, che è un aspetto importante, dobbiamo fare anche riflessioni dal punto di vista tattico perché, come dicevi tu, bisogna cominciare a incassare meno gol altrimenti di punti se ne faranno pochi, questa è la verità. Dobbiamo quindi trovare una solidità difensiva e starà a me trovare qual è la strada giusta. Se ci sarà da abbassare il baricentro di 10 metri lo si abbasserà. Poi le cose sono anche momentanee, magari sono periodi e quindi magari abbassi il baricentro per un mese e poi piano piano cerchi di rialzarlo. Ma nei momenti clou della partita bisogna diventare più sporchi, bisogna avvertire il pericolo perché se oggi il primo tempo fosse finito 0 a 0 non avremmo rubato nulla, o anche se fossimo andati in vantaggio nella prima mezz'ora. Dovevamo far passare quei 10 minuti, invece per 5 minuti la palla è stata al limite dell'aria in modo semplice, come se fosse la normalità: è questo il vero problema sul quale dobbiamo lavorare. Starà a me capire perché non copriamo quella palla negli ultimi 5 minuti perché c'è stato un dispendio di energie negli altri 40, perché non abbiamo continuato a mordere oppure perché non avvertiamo il pericolo. Questi sono aspetti del campo da migliorare e sono fondamentali perché prendere un gol in meno porta un punto in più in classifica o 3 punti in più. L’episodio finale l'avevamo trovato, ma abbiamo mangiato un gol anche noi nel secondo tempo. Le partite le puoi pareggiare al 90, al 93esimo e cambia la storia e i giudizi. Questo non giustifica il fatto che oggi siamo arrabbiati, delusi per i nostri tifosi, per non aver passato il turno e per non aver fatto un secondo tempo di un livello diverso, questo è fuori dubbio”.

Da una decina di giorni ci stiamo girando intorno a questo concetto dell'abito tattico, dell'abito giusto e stasera sta parlando molto dell'equilibrio difensivo della squadra. La sensazione è che questa squadra faccia difficoltà a difendere nello spazio lungo, tra le ipotesi c'è anche quella di passare alla difesa a 4?
“Mah, credo che si giochi a 5 quando non si hanno gli esterni d’attacco e invece si cerca di giocare a 4 quando si hanno gli esterni attacco, altrimenti devi giocare con un rombo. Ma per noi in questo momento non si tratta dell’aspetto del modulo, i moduli lasciano il tempi che trovano. Noi potremmo giocare a 4 contro squadre che giocano a 4 oppure potremmo giocare a 5 contro avversari che giocano a 5, ma la verità è che dobbiamo trovare una solidità difensiva, dobbiamo capire l'altezza, che è l’aspetto importante, ma non dimentichiamoci che siamo anche in una fase in cui abbiamo dato spazio a tanti ragazzi che non avevano trovato spazio e minutaggio nelle prime giornate e dovevo far recuperare qualche ragazzo. Nel percorso da fuori non è che giudicate, però non potete sapere tutto quello che succede all'interno e quindi non abbiamo bisogno di fare delle giri a vuoto. In questo momento non mi sento di vedere tutto negativo. Oggi i ragazzi, nonostante le difficoltà e che non ci fossero le distanze giuste e tutto il resto, hanno corso come disperati e questo è un aspetto molto molto importante. Erano dispiaciuti e devo dire che anche nell'ultima settimana ho cominciato a respirare qualcosa di diverso. I nuovi acquisti ci porteranno entusiasmo. Abbiamo alzato il livello tecnico con i nuovi acquisti, che sono arrivati con grande entusiasmo. Quindi abbiamo tutto per migliorare e vedere il lato positivo. Poi nel calcio le chiacchiere stanno a zero, c'è da lavorare con umiltà, c'è da perseverare e prima o poi la ruota gira. Però noi abbiamo bisogno di tutti, abbiamo bisogno di voi che siete i primi tifosi, abbiamo bisogno della nostra gente che ringrazio perché oggi ci ha incitati per 95 minuti e poi giustamente alla fine ha fischiato la fine perché si aspetta di più e anche noi ci aspettiamo di più da noi stessi. Quindi lavoriamo a testa bassa per regalarci soddisfazioni prima di tutto per noi stessi, per la nostra gente e poi per voi che siete i primi tifosi e allora con positività andiamo avanti. Adesso c'è da recuperare le energie e pensate di andare a fare punti a Firenze perché è nelle nostre corde”.