Si sta animando il mercato del Torino ma resta da sciogliere il nodo attacco

Difficile vendere Niang. Avvistato in città Ola Aina. Obi oggi dovrebbe firmare per il Chievo e Acquah sta ancora trattando con l’Empoli con Krunic che resta in standby.
11.08.2018 07:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Cairo e Petrachi
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Cairo e Petrachi
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Se non proprio al fotofinish comunque all’ultimo giro di boa, ma il mercato del Torino sia in uscita sia in entrata si sta animando e già in questo week end o al più nella giornata di lunedì ci saranno degli sviluppi perché Obi è in procinto di accasarsi al Chievo e giovedì era stato avvistato nel centro di Torino Ola Aina, quindi, a meno di colpi di scena clamorosi il centrocampista dovrebbe essere ceduto e il terzino preso. Nell’ottica di sfoltire la mediana dai giocatori che non rientrano nei piani tecnici c’è in corso la trattativa tra Acquah e l’Empoli, ma le parti al momento non hanno ancora raggiunto un accordo poiché il giocatore non vorrebbe legarsi al club toscano per più di un anno mentre gli azzurri vorrebbero che firmasse per più anni, magari anche per spalmare l’ingaggio su un periodo più lungo. I tentennamenti di Acquah tengono di conseguenza in standby Krunic da tempo individuato per rinforzare la mediana granata e in forza proprio all’Empoli. Mentre per quel che riguarda Valdifiori non sembra ci siano sviluppi importanti sul fronte Spal, il giocatore interessa agli estensi, ma Mirko si trova bene al Torino pur facendo il comprimario e accetterebbe di andarsene se avesse la possibilità di giocare con continuità e non dovesse abbassarsi lo stipendio, in granata percepisce circa 800 mila euro.     

Ola Aina è un terzino destro che può giocare anche a sinistra e che all’occorrenza fa il difensore centrale e compirà 22 anni l’otto ottobre. L’anno scorso ha disputato un campionato positivo in Championship, la serie B inglese, in prestito all’Hull City e il Chelsea, che ne possiede il cartellino, lo vuole mandare ancora in prestito e gradirebbe non in Inghilterra e, infatti, oltre al Torino sono interessate al giocatore il PSV Eindhoven e il Frosinone. Mazzarri ha bisogno soprattutto di un terzino sinistro, ma poiché Ola Aina può giocare anche su questa fascia si accontenterà. Indubbiamente il giocatore ha il fisico per farsi valere con gli avversati, è alto un metro e ottantadue per ottantadue chili, ma è altrettanto vero che dovrà ambientarsi e adattarsi al calcio italiano e a ciò che vuole mister Mazzarri.

Non è solo la mediana a tenere banco, infatti, in difesa Mazzarri spera che alla fine Juan Jesus arrivi, ma resta il problema che il brasiliano non vorrebbe dover rinunciare alla possibilità di disputare le coppe europee e che nella Roma guadagna uno stipendio netto di 2,2 milioni e lo percepirà fino al 2022 (fonte Gazzetta dello Sport sugli emolumenti dei giocatori della Roma nella stagione 2017-2018).
Ma è soprattutto l’attacco ad essere un rebus. La questione gira tutta attorno al modulo base il 3-5-2 e al fatto che in rosa ci sono troppi esterni offensivi e trequartisti che mal si conciliano con l’utilizzo di due punte. Mazzarri aveva detto sul finire dello scorso campionato che voleva quattro attaccanti e che Ljajic rientrava in questo numero se fosse rimasto. Niang è sul mercato, ma nessun club lo vuole prendere a titolo definitivo, chi è interessato a lui lo vuole in prestito e semmai con il diritto di riscatto e non con l’obbligo. Il Torino che vuole essere certo di rientrare dell’investimento fatto, ben 14 milioni tra prestito e obbligo di riscatto, finora non ha ceduto alle proposte altrui e il rischio che il giocatore rimanga è sempre più alto poiché ormai il mercato sta pr chiudere. Attualmente nel reparto di vere punte ci sono solo Belotti e il giovanissimo Damascan. E poi ci sono i vari Ljajic, Falque, Edera e Berenguer che possono adattarsi a ruoli diversi, ma va capito quanto poi riescano a rendere. Berenguer provato più e più volte come esterno di centrocampo fa fatica a saltare l’uomo. Ljajic da trequartista dà il meglio di sé, mentre in altri ruoli perde presto l’ispirazione e finisce per rendere molto meno di quanto potrebbe. Falque si sta impegnando moltissimo per giocare in coppia con Belotti, ma gli ci vorrà ancora tempo per adattarsi e ottenere risultati positivi come da esterno. Edera da talentuoso e bravo giovane cresciuto nel vivaio giocherebbe in qualsiasi ruolo, ma fino a che punto si può chiedere ai giocatori di forzare la propria natura per adattarsi a un modulo? E soprattutto che garanzia di risultati si può avere?
Il tempo stringe e alla chiusura del mercato mancano sei giorni. Se il Torino non scioglierà il nodo legato all’attacco c’è il rischio che anche se sistemasse al meglio tutti gli altri reparti rimarrebbe un bel rompicapo per Mazzarri: continuare a tenere il 3-5-2 come modulo base oppure virare su un altro sistema di gioco, senza contare che se rimanessero troppi attaccanti dovrebbe poi gestire chi inevitabilmente, prima o poi, mugugnerebbe perché sta più in panchina che in campo.