Mazzarri: “Bene con l’Empoli, ma il vero salto di qualità dovrà essere fatto con la Lazio”

27.12.2018 07:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Walter Mazzarri
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Walter Mazzarri

L’allenatore del Torino, Walter Mazzarri, in conferenza stampa ha commentato la vittoria sull’Empoli. Ecco che cosa ha detto:

Bene il risultato e un buon primo tempo, anche se forse era possibile fare un giro palla più veloce ed evitare qualche errore individuale che avrebbe potuto concretare meglio certe azioni, e poi dopo il secondo gol la partita è stata in discesa. Soddisfatto?

“In linea di massima la disamina è giusta. All’Empoli vano fatti i complimenti poiché è una squadra organizzata e per come era messa in campo non era facile giocare e non solo perché si chiudeva. Noi cercavamo di pressare alto e loro tramite il gioco provavano ad uscire palla al piede avendo giocatori bravi anche tecnicamente e pronti a ripartire e se avessimo sbagliato alcune cose come avevamo fatto con il Parma potevamo metterci in difficoltà e la partita sarebbe stata in salita. Considerato l’Empoli che stava bene ed è stato veemente abbiamo fatto bene e nel primo tempo Belotti ha avuto due palle importanti ed è stato sfortunato quando ha colpito il palo e nell’altra conclusione è stato bravo il portiere avversario. Con squadre di questo tipo non è facile sbloccare la partita e siamo stati bravi e concentrati a non concedere quasi niente e a trovare il primo gol nel primo tempo come avevamo previsto e doveva essere così. Nel secondo tempo abbiamo fatto anche meglio rientrando in campo scordandoci che eravamo in vantaggio, lo dico sempre ai ragazzi che si deve ripartire come se si fosse sullo zero a zero e segnare un gol e l’hanno fatto. De Silvestri ha realizzato un gran gol e c’è stata una bella azione, quindi, benissimo. Dopo il due a zero abbiamo concesso una sola ripartenza e per il resto siamo stati quasi perfetti e con il gol di Falque abbiamo chiuso la partita, cambiando un po’ le posizioni in campo e lui si è trovato ancora meglio. Adesso, però, dobbiamo pensare che fra due giorni avremo già un’altra partita importante e dovremo dare continuità ai risultati. Ricordiamoci anche che dopo una partita simile a questa con la Sampdoria nella successiva perdemmo con il Parma, quindi sabato dovremo fare il vero salto di qualità, anche se giocando con la Lazio a Roma può succedere di tutto poiché è una squadra molto forte. Noi dal punto di vista dell’attenzione, della concentrazione e dell’unità d’intenti dovremo essere bravi come con l’Empoli e forse ancora di più”.

E’ pienamente soddisfatto della prestazione dei suoi o c’è stata qualche cosa che non le è piaciuta?

“Come è stato detto nella disamina fatta nella precedente domanda dico ai giocatori che cosa vorrei, ma alle volte non è così semplice eseguirlo alla perfezione. A me piace il gioco ancora più veloce e quando gli spazi sono stretti bisogna essere rapidi a far girare la palla e trovare anche la verticalizzazione. Ad esempio, due o tre volte Falque si era mosso bene tra le linee ed è stato seguito in ritardo e non gli hanno detto che era solo e lui si sarebbe dovuto girare subito come ha fatto dopo puntando la loro linea difensiva in modo da aprirla. Facendo qualche movimento in più si sarebbe raggiunta la perfezione, ma è anche vero che nei primi minuti non sarebbe stato facile sboccare la partita, lo avevo detto ai ragazzi, e dovevamo stare attenti e l’esperienza del Parma insegna che se si va in sette in avanti si finisce per essere affettati in contropiede dall’avversario. Con l’Empoli, invece, siamo stati attenti ed equilibrati a non farli ripartire”.

Come ha visto il tridente? Belotti, Falque e Zaza hanno fatto passi in avanti?

“Li h fatti giocare insieme, perché come dicevo già l’anno scorso a me piace giocare con tanti calciatori offensivi sempre che siano in perfette condizioni dal punto di vista fisico. Zaza giocando è cresciuto, sta meglio e dà un contributo in fase difensiva, Belotti pure e Falque che è appena rientrato dall’infortunio, e nella scorsa partita l’avevo fatto giocare solo nel finale, ora sta benissimo. Per questo si è potuto tenere questo atteggiamento tattico senza soffrire perché quando la palla ce l’hanno gli altri bisogna essere ben organizzati in fase difensiva. Quando l’avversario si schiera con la difesa a tre è più facile giocare con tre attaccanti, mentre quando gli altri hanno la difesa a quattro quando i terzini partono ci si trova in inferiorità numerica e la squadra soffre. Una serie si considerazioni mi hanno portato a fare la scelta di schierare il tridente dall’inizio e grazie a Dio sono stato ripagato”.

N’Koulou, al di là dei gol, sembra essere sempre più leader della squadra, concorda?

“E’ un grande giocatore e non voglio dire niente perché quando lui è anche solo leggermente meno che al top l’atteggiamento della squadra cambia, quindi, è un cardine importante e spero che sia sempre al top come è adesso. Ma non è solo lui il leader. Devo fare i complimenti a Moretti che ogni volta che si ha bisogno di lui risponde pronto: é un grande, a trentasette anni è un professionista eccezionale sia come uomo sia come giocatore e dà sempre il suo contributo quando c’è bisogno. Djidji si è fatto male, ma è un altro che sta facendo bene e anche Izzo. I tre lì dietro, anzi i quattro, quando stanno bene permettono alla squadra di stare alta, di andare a pressare e reggono anche il tre contro tre senza problemi. Il reparto difensivo è uno dei punti di forza della mia squadra”.

Alla fine lei e i giocatori vi siete andati a prendere gli applausi dei tifosi. Festeggiare è stato un bel momento?

“Ho sentito il bisogno di andare a salutare i tifosi perché soprattutto la curva ci ha incitati e c’è stata un atmosfera bellissima. Per essere il giorno dopo Natale lo stadio era abbastanza gremito. I ragazzi sono stati bravi a trascinare i tifosi, però, c’era una bella atmosfera e vorrei che fosse sempre così fino alla fine della stagione perché potrebbe essere un valore aggiunto soprattutto in casa dove dobbiamo fare qualche cosa di più in termini di punti rispetto a ciò che abbiamo fatto finora. E’ molto importante che lo stadio sia sempre così”.

Che cosa manca ancora alla squadra per fare quel salto in avanti?

“Mi verrebbe da dire una cosa, ma è meglio che stia zitto. Al di là di questo cerco sempre di sforzarmi, anche se sono di parte perché sono l’allenatore del Toro, di guardare le partite da come nascono a come muoiono: occasioni da gol, come è stata condotta la gara e con l’Empoli abbiamo avuto il 67 % di supremazia territoriale, se la squadra impone il gioco e se cerca di fare la partita. Se si fa un bilancio delle prestazioni ci si accorge che avremmo meritato diversi punti in più che sono stati persi un po’ per errori nostri e un po’ per errori altrui, ma le prestazioni sono state, ad eccezione di qualche partita, veramente ottime. Questa è la strada giusta e spero che si possa recuperare dal punto di vista dei punti, magari in una partita nella quale giocheremo un po’ peggio arriveranno i punti che ci sono mancati. L’unica strada è lavorare sulla prestazione e ai ragazzi quando si esaminano le partite si deve dire che bisogna andare oltre al risultato. Si è fatto bene questo, ma si deve fare meglio quell’altra cosa perché questa è la strada e questo gruppo nuovo, che ha iniziato quest’anno il percorso, sta facendo veramente bene e dal mio punto di vista sta crescendo molto”.

Sirigu potrà essere a disposizione contro la Lazio?

“Sembra che stia meglio, oggi si allenerà e tra oggi e domani proverà a tuffarsi a terra come mi ha detto Paolo Di Sarno. Se lo recupereremo sarà una cosa dell’ultimo minuto. Oltre tutto con l’Empoli anche Ichazo ha avuto un problema (a una coscia, ndr), quindi, aspettiamo vedremo come staranno entrambi. Comunque c’è Rosati che è un buon portiere lo avevo avuto al Napoli e anche se non è più giovanissimo dà garanzie anche lui”.

La Lazio gioca con la difesa a tre sarà, quindi, possibile vedere ancora il tridente tenuto conto che la squadra di Simone Inzaghi ha altra caratura rispetto a quella di Iachini e che giocherete in trasferta?

“Quando un allenatore fa le valutazioni non può non pensare all’avversario che avrà di fronte. La partita di calcio è una piccola battaglia e vanno considerate le forze n campo. Se gli Usa combattono contro la Grecia, faccio un esempio, possono fare delle scelte, ma se combattono con altri ne faranno di differenti. Se vi ricordate l’anno scorso con la Lazio giocammo quasi con il tridente (c’erano all’inizio Edera, Belotti e Ljajic e poi Falque prese il posto di Edera (62’) e Niang quello di Rincon (76’), ndr) e soffrimmo tantissimo e in casa perdemmo uno a zero. Alle volte le contrapposizioni sono importanti e se non si vincono i duelli bisogna stare attenti a fare un po’ di tattica in più e delle coperture diverse. Le forze proprie e dell’avversario vanno tenute in considerazione, detto questo se tutti corrono e se tutti fanno bene la fase difensiva come con l’Empoli allora si può pensare di schierare il tridente anche con la Lazio, ma se si giocano tre partite in sette giorni e l’ultima la si gioca a distanza di tre giorni dalla precedente si deve tenere in considerazione se gli stessi attaccanti che hanno già disputato due partite di novanta minuti, nel caso Belotti e Zaza, potranno avere la verve e la veemenza avuta con l’Empoli anche con la Lazio. E’ un’ulteriore valutazione che va fatta perché sono state disputate già due partite di novantacinque minuti l’una con grande dispendio di energie e l’unico che ne ha fatta solo una, anche se poi l’ho tolto, è stato è stato Falque, che era entrato con il Sassuolo all’ottantesimo, quindi, in teoria il più fresco è lui, mentre gli altri due vanno valutati”.