L'addio di Bianchi è definitivo: tutti devono farsene una ragione

Non ci sono margini perché Rolando possa restare al Torino. La società deve programmare il futuro in modo che si faccia il salto di qualità e la squadra scenda dall'altalena fra la serie A e la B. I tifosi sanno valutare i segnali positivi e negat
22.05.2013 11:03 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
L'addio di Bianchi è definitivo: tutti devono farsene una ragione
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© foto di Federico De Luca

Al cuore non si comanda e come sanno tutti quelli che sono veramente innamorati è difficile accettare che un rapporto finisca, ma a un certo punto bisogna farsene una ragione e voltare pagina. Domenica sera Bianchi ha salutato i suoi tifosi e lo ha fatto alla sua maniera regalando l’ultimo gol e per giunta segnandolo sotto la Maratona. Che fra il capitano, o meglio ormai si può dire l’ex capitano, e buona parte dei tifosi del Toro ci sia un legame forte è innegabile, ma le strade di Rolando e del Torino Fc si sono divise.

Formalmente lui sarà un giocatore granata fino al trenta giugno, data della scadenza del contratto, ma non ci sono margini e neppure un microscopico spiraglio che possa far pensare che Bianchi rimanga al Torino. Se anche Ventura il prossimo anno non fosse più l’allenatore del Torino, e non sarà così perché il mister resta alla guida della squadra granata, Bianchi non sarebbe comunque un giocatore del Toro. Sul fatto che non potrebbe esserlo non ci sono dubbi e lo si capisce dalle stesse dichiarazioni di Bianchi fatte al termine della gara con il Catania infatti ha detto: “Non mi sarei mai aspettato un addio così nel silenzio (della società, ndr)”, “Porterò sempre con me questa serata finale”; “Non ho avuto nessun tipo di contatto (con la società, ndr), anzi mio fratello (il suo procuratore, ndr) aveva chiamato il presidente per chiedergli se all’allenatore interessavo come giocatore oppure no e non abbiamo ricevuto nessuna telefonata di risposta”; “L’avevo già capito da un po’ perché quando non senti nessuno e alcuni fanno fatica anche a salutarti si capiscono tante cose. Di carattere sono sempre stato una persona chiusa e riservata e magari al presidente ho dato un’impressione diversa da quello che sono, va bene così. Sono orgoglioso di aver indossato questa maglia e porterò nel cuore tutte le persone che mi hanno permesso di raggiungere grandi obiettivi”; “Adesso penso di meritarmi delle belle vacanze, dopo vedremo. A me piacciono le sfide e le piazze che mi fanno battere il cuore. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni perché voglio decidere in fretta e posso dire che sono già carico per poter ri-iniziare, ho voglia di dare tanto e di dimostrare a qualcuno che lo posso fare”. Più chiaro di così Bianchi non poteva essere e non ha mai neppure per un secondo accennato che se il presidente Cairo o i dirigenti del Torino lo chiamassero per proporgli un nuovo contratto lui valuterebbe se restare.

I tifosi che vorrebbero continuare a vedere Rolando con la maglia granata hanno iniziato a raccogliere le firme per una petizione mirata a chiedere che resti, ma è tutto inutile perché i rapporti fra il giocatore e la società si sono rovinati e non ci sono margini per riallacciarli. Bianchi rimarrà nei cuori di chi gli ha voluto bene e il capitano porterà nel suo il Toro, ci sarà per sempre un affetto reciproco, un po’ come quando una persona molto cara deve trasferirsi per lavoro o per altro in un paese molto distante, i sentimenti nei suoi confronti restano, ma l’allontanamento è inevitabile. Quindi è meglio per tutti farsene subito una ragione e augurare a Bianchi ogni bene per la sua nuova avventura.

Il Torino è in un momento molto delicato perché deve programmare il futuro in modo da fare il famoso salto di qualità e non essere più una squadra che fa la spola fra la serie A e la serie B, l’essere restato nella massima divisione è solo il primo passo, confermarsi non è mai facile, figuriamoci migliorarsi e c’è bisogno che tutto l’ambiente sia il più possibile sereno e che non ci sia nessuno che covi rancore.
Oggi è tempo di mettere un punto in modo da chiudere con il passato e guardare al futuro e giudicare la società per ciò che concretamente farà per posizionare la squadra nella parte sinistra della classifica, sia ben chiaro non è una cambiale in bianco o una fiducia incondizionata, ma neppure un attendere il primo errore per vendicarsi di ciò che è stato.
I tifosi del Toro sono intelligenti, ne hanno viste di tutti i colori e sanno soppesare accuratamente quello che accade se i segnali saranno positivi applaudiranno e se, invece, saranno negativi fischieranno: piaccia o non piaccia è la legge del calcio.

 

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