Il Toro che verrà, gli innesti che dovranno fare la differenza

Mantenuto lo zoccolo duro gli innesti principali saranno a centrocampo e in attacco.
07.06.2019 06:00 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Il Toro che verrà, gli innesti che dovranno fare la differenza

Non ci sono dubbi che il Torino non verrà stravolto e che i big rimarranno così come i giocatori che appartengono al cosiddetto zoccolo duro, salvo che non chiedano loro espressamente di essere ceduti e al momento non risulta nulla in tal senso. Le modifiche rispetto alla rosa della stagione appena conclusa riguarderanno il centrocampo e l’attacco, non la difesa perché ha dimostrato di essere solida e anche se Moretti ha lasciato il calcio giocato ci sono i giovani Bonifazi, che tornerà dal prestito alla Spal, e Lyanco, da quello al Bologna, quindi non c’è in teoria bisogno di rinforzare il reparto che è già composto da Izzo, N’Koulou, Djidji e Bremer. Stando sempre alla retroguardia per quel che concerne la porta Sirigu è una garanzia e Rosati dovrebbe prolungare il contratto di un anno, è in scadenza il trenta giugno, mentre Ichazo, anche lui con il contratto in scadenza, potrebbe andare via e di conseguenza nel caso sarà individuato il portiere giusto per fare da secondo a Sirigu, ma non si tratta di questione urgente ovviamente.

Come si diceva, saranno, invece, rinforzati il centrocampo e l’attacco. Sulle fasce manca un elemento poiché ci sono De Silvestri a destra e Ansaldi e Aina a sinistra che possono giocare anche a destra, ma che di base sono giocatori di fascia sinistra. E’ quindi scontato che serva un elemento a destra. Ci sono parecchi nomi che circolano da Lazzari a Pereyra e Laxalt, da Mario Rui a Ouwejan e ai giovani Cangiano o Antonucci, ma è poi da vedersi se il prescelto sarà uno di questi perché tra costi di cartellini elevati e giocatori con poca esperienza non è detto che siano i candidati ideali. Anche in mezzo al campo un interno che sia anche trequartista è l’uomo che servirebbe perché non è da escludere che uno fra Beselli, Meïté e Lukic se fosse trovato il giocatore ideale potrebbe andare altrove. Bertolacci è stato accostato al Torino come Grujic e Gagliardini, che danno l’impressione di essere profili più vicini all’idea di gioco di Mazzarri. In attacco posto che Belotti e il punto fermo, che Falque non è candidato ad essere ceduto e che Millico sarà messo sotto esame nel ritiro estivo per motivi diversi Zaza, Damascan Berenguer e Parigini potrebbero essere ceduti o mandati in prestito. Sullo spagnolo, ad esempio, c’è un considerevole interesse dell’Athletic Bilbao. Verdi e Caprari hanno caratteristiche che possono renderli compatibili a giocare come spalle del “Gallo” e anche con uno schema più aggressivo in una attacco a tre. E il reparto potrebbe essere completato da qualche giovane di ritorno dai prestiti come De Luca e Candellone. Tanto dipenderà, comunque, se il Torino sarà ripescato, a oggi cosa non sicura dopo che l’Uefa ha sospeso il giudizio fino a quando il Tas di Losanna non si pronuncerà sul ricorso del Milan, oppure no per giocarsi le chance di accedere all’Europa League superando i turni preliminari.