Il mercato granata semplice, ma d’effetto
Il Torino, come spesso accade, mette a segno i colpi di mercato nelle giornate finali. Così è stato con Sanabria prima e Mandragora dopo. Solo due giocatori, ma si può dire giusti, quelli che servivano per sistemare il centrocampo e l'attacco, le due zone più nevralgiche del campo, che necessitavano di essere migliorate, soprattutto dal punto di vista tecnico. Così è stato, quindi si può dire che Vagnati si merita la sufficienza, anche qualcosa in più. Oltre ad essere stato sotto osservazione Giampaolo, poi esonerato, anche il ds sembrava essere in bilico se non avesse risolto alcune situazioni in questo mercato, cosiddetto di riparazione. Non c’è nulla da dire, l’ex direttore della Spal ha fatto bene il suo dovere, riuscendo anche a vendere i cosiddetti scontenti come Millico ed Edera, è partito Segre all’ultimo, che scontento non era (anche se il centrocampista poteva ancora essere utile). C'è stata la cessione di Meitè addirittura al Milan e comprato solo due giocatori, ma importanti, senza spendere soldi inutili. Non è riuscito a piazzare Bonazzoli, al quale doveva pensarci la Sampdoria, ma non è riuscita a piazzarlo al miglior offerente. Il Torino probabilmente perderà Nkoulou a parametro zero, ma sarà ancora utile alla causa granata in questa seconda parte di campionato, dove la difesa sarà impegnata nel cercare di prendere meno gol.
Adesso tocca a Nicola far giocare nel modo migliore i giocatori a disposizione. Non gli si può chiedere subito di fare i miracoli, perché inserire i nuovi non sempre è facile e Sanabria, oltretutto, deve guarire dal Covid. Ma comunque il mercato del Toro può essere promosso, ben sapendo che si sono poste le basi anche per il futuro.
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